Con il trucco gothic, i costumi succinti e i tatuaggi in bella mostra, Rhea Ripley appare come una figura incrollabile e impossibile da scalfire… Ma Demi Bennett è un’altra storia. Lo ha raccontato lei stessa durante un podcast nel quale è stata ospite di cui Fightful ha diffuso un passaggio molto importante.
Recentemente la Mami ha reso noto di soffrire di un piccolo disturbo alimentare di cui si sta attivamente occupando, ma ha ampliato la questione andando a scavare in questioni più profonde e più estese.
Rhea Ripley e la costante ricerca di equilibrio
La domanda posta è stata molto chiara, e la risposta altrettanto esaustiva. Quando le è stato chiesto come trova un equilibrio tra i commenti (talvolta brutali) sui social e la sua stabilità mentale, l’australiana ha risposto così:
“Va a ondate: a volte è un’impresa titanica, altre è tutto semplicissimo. Quest’ultimo anno è stato davvero duro perché mi sono resa conto che se nel mio ambiente domestico non c’è pace io crollo. Per questo cerco di circondarmi solo di persone che so che ci sono per me e che mi vogliono bene davvero. Sono loro il mio punto di forza. Mio marito Buddy, i miei cani, il mio amico Tommy che è a casa nostra ogni giorno: ci alleniamo insieme, è un ambiente positivo.
Aprire Twitter invece è un incubo, dovrei cancellarlo. È difficile usarlo come strumento di lavoro perché, proprio per questo, la sezione ‘Per te’ mi bombarda di roba. Appena apro l’app, trovo solo negatività. Non posso nemmeno fare un po’ di doomscrolling come un qualsiasi essere umano senza imbattermi in commenti su di me, sul mio corpo, su come vengo gestita sul ring o su chi sono come persona, anche se questi tizi non hanno la minima idea di chi diavolo io sia. È estenuante, ma è anche il motivo per cui scelgo di condividere quello che sto passando.
Ho provato a tenere per me la questione del disturbo alimentare per un po’ perché sto ancora cercando di capirci qualcosa, ma cerco di essere il più aperta possibile sulle mie battaglie: se parlarne può aiutare qualcuno, allora perché non farlo? Io ne avrei avuto bisogno quando ero una ragazzina e affrontavo i miei problemi. Se avessi saputo che i miei idoli, persone che consideravo forti, invincibili, leggendarie, stavano lottando come me avrei pensato: ‘Se ce la fanno loro, posso farcela anche io’.
Questo rapporto complicato con il cibo nasce dallo stress e dal senso di perdita di controllo. È questo il punto: io sono una persona che ha bisogno di avere tutto sotto controllo. Quando non posso gestire il lavoro, i programmi o, come è successo, la mia vita privata a causa di un’ex amica che mi stava rendendo l’esistenza un inferno… È lì che inciampo. Poi c’è stata l’Australia: non potevo controllare la reazione del pubblico verso i miei colleghi, la pressione della stampa 24 ore su 24, i media… È stato tutto troppo e per un attimo mi sono spezzata, anche se all’inizio non se n’è accorto nessuno.
Ora invece è chiaro a tutti. Ho letto di tutto: ‘Ha dovuto perdere peso per il mal di schiena’, ‘Ha smesso con gli steroidi’. Ma noi facciamo i test regolarmente, e non prendo niente“.








