John Cena ha spiegato che la scomparsa di The Rock e Travis Scott dalla programmazione WWE dopo Elimination Chamber non ha rovinato il suo Farewell Tour, ma ha costretto tutti a ripensare i piani, generando comunque qualcosa di “bellissimo” secondo lui.

“I piani cambiano”

Nella sua prima intervista post‑ritiro, a What Do You Wanna Talk About? con Cody Rhodes, John Cena ha raccontato come il grande heel turn costruito con The Rock e Travis Scott sia stato di fatto congelato quando i due sono spariti da WWE TV dopo Elimination Chamber. Secondo Cena, però, nel wrestling i piani sono sempre soggetti a cambiamenti e l’unica cosa da fare è smettere di “investire tempo in qualcosa che non arriverà mai a compimento” e concentrarsi sugli strumenti che si hanno davvero a disposizione. Cena ha ricordato che molti fan hanno criticato la mancanza di un lungo arco narrativo per il suo turn heel, chiedendosi perché non ci fosse un nuovo personaggio completo, con gear, tema e impostazione diversi. Nella sua analisi, creare davvero da zero un “nuovo Cena” avrebbe richiesto “almeno due anni” per essere portato al top, mentre lui sapeva di dover chiudere tutto entro dicembre: per questo ha scelto di lavorare su concetti più immediati, come l’idea della relazione “abusiva” con il pubblico e il poter finalmente dire ad alta voce tutto ciò che prima non voleva esprimere.

Perché l’assenza di Rock e Travis Scott non è stata un disastro

Parlando in termini di booking, John Cena ha immaginato lo scenario alternativo in cui The Rock e Travis Scott fossero rimasti presenti in WWE fino ad agosto. In quel caso, ha spiegato, si sarebbero probabilmente sacrificate diverse sfide da sogno che il tour ha poi reso possibili: da Cena vs. Randy Orton a Cena vs. CM Punk, passando per gli incontri con Ron Cena, AJ Styles, Logan Paul e lo scontro finale uno contro uno proprio con Cody Rhodes.

Per Cena, la storia con The Rock avrebbe avuto certamente “star power e gravità”, ma quello che è nato dal dover costruire qualcosa “con i pezzi rimasti” è stato comunque speciale. Cena ha definito il risultato “bellissimo” a livello personale, ricordando come ogni serata con quei grandi avversari abbia prodotto reazioni fortissime e un volume “molto, molto alto” nelle arene, al punto che non sente il bisogno di convincere nessuno: ha messo “un’opera d’arte nel mondo” e lascia che ognuno la giudichi come preferisce.

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