In una recente dichiarazione per “My Mom’s Basement“, il Best In The World ha espresso il suo punto di vista sul livello a volte eccessivo di organizzazione dei match. Sappiamo che lo Straight Edge si presenta molto sicuro di sé durante i suoi ingressi (e chi non si esalterebbe sulle note di “Cult Of Personality” dei Living Colour?) ma, nonostante decenni di esperienza alle spalle, il Second City Saint ha dichiarato di sentirsi ancora nervoso prima di esibirsi e sembrerebbe che una meticolosa preparazione sugli spot non faccia altro che peggiorare la sua ansia.

«Voglio il caos totale quando salgo sul ring con l’avversario. Preferirei non vederlo per tutto il giorno… quando sono lì dentro, non sto recitando. Io reagisco. Reagisco a lui, all’arbitro e al pubblico. E troppo spesso sento che ci mettiamo i bastoni tra le ruote da soli, come se mi stessi complicando la vita da solo quando iniziamo a pianificare ogni singola cosa. Più ne parliamo e più programmiamo tutto nei dettagli, più mi sale l’ansia. Ho bisogno che le cose siano un po’ più libere, un po’ più caotiche. Solo così riesco davvero a concentrarmi.»

Voi preferite che i perfomer seguano il “flow” improvvisando o, temendo il caos, siete invece a favore di una struttura più solida?

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