Oggi membro solido ed affidabile della WWE e della stable di cui fa parte, The Vision, Logan Paul è tornato a parlare di una controversia che, nel 2017, lo ha fatto balzare al disonore delle cronache.
Andiamo per gradi: nel 2017 l’occupazione principale di Logan Paul era quella di content creator prima su Vine e poi, dopo la sua chiusura, su YouTube. Ed è qui che si è verificato uno degli episodi più discussi e più raccapriccianti della sua carriera antecedente al Pro Wrestling: quello noto come “il caso della foresta di Oakigahara“, nota anche al di fuori dal Giappone con il nome di “foresta dei suicidi”. Logan Paul e i suoi amici si resero protagonisti di un video che mostrava una vittima del gesto estremo con tanto di scambio di battute assai discutibile.
Logan Paul ieri e oggi: i gesti e le conseguenze
Nel corso di “What’s Your Story?“, il podcast di Stephanie McMahon, The Maverick è tornato a parlare della questione, e ha raccontato quello che è accaduto dopo quel video.
“Cosa è successo dopo? C’è stata una giusta reazione, e Dio è stato giusto: ho praticamente perso tutto ciò che avevo costruito negli ultimi 11 anni, e me lo meritavo”. Con queste parole Logan Paul ha parlato del percorso di redenzione che lo ha portato a ricostruirsi dopo quanto accaduto in quella foresta, costringendolo a guardarsi dentro e a trarre le conclusioni su chi era e chi voleva essere.
“Sono grato di aver avuto l’opportunità di tornare indietro, di guardarmi allo specchio e chiedermi come e perché fosse successo. Come ero arrivato a questo punto? Cosa ho sbagliato nella mia vita per pensare che questa fosse una buona idea? Pormi queste domande ed essere onesto con le risposte mi ha portato su una strada diversa che mi ha condotto a qualcosa di cui posso dire di essere davvero orgoglioso e di cui sono davvero felice”.
Che il suo non sfuggire alle ripercussioni che un simile episodio ha avuto sulla sua persona e sul suo percorso è sicuramente un atto di grande maturità, e la riprova sta nel fatto che dopo nove anni dimostra che non tenta di rinnegare ciò che è stato o di sottrarsi a ciò che questo ha generato, ma ne accetta le conseguenze come un atto dovuto e fa sì che quella che per molti sarebbe una condanna risulti come un punto di ripartenza su cui costruirsi.








