Mick Foley non ha mai nascosto il prezzo che ha pagato per la sua leggendaria carriera sul ring.
Intervenuto nel corso di The Ariel Helwani Show, il WWE Hall of Famer ha parlato dei bump e delle scelte che oggi non rifarebbe, indicando senza esitazioni i colpi di sedia non protetti alla testa come il suo più grande rimpianto.
Foley ha spiegato che agli inizi della sua carriera la conoscenza delle commozioni cerebrali era molto diversa rispetto a oggi.
“Quando ho iniziato, una commozione cerebrale era qualcosa che semplicemente superavi. Se non perdevi conoscenza, spesso non veniva nemmeno considerata una commozione.”
Guardandosi indietro, l’ex campione WWE è convinto di aver commesso un errore a non proteggersi durante quei colpi.
“Avrei dovuto alzare le mani quando vedevo oggetti metallici arrivare ad alta velocità verso la mia testa.”
Un altro grande rimpianto riguarda il celebre elbow drop dal bordo del ring sul cemento, una delle manovre simbolo della sua carriera.
Foley ha ammesso che probabilmente avrebbe dovuto riservare quel rischio solo agli show televisivi più importanti, evitando di eseguirlo regolarmente durante gli house show.
“Non avrei dovuto lanciarmi dal bordo del ring sul cemento se non c’era nemmeno una telecamera a riprendere il momento.”
Pur riconoscendo che proprio quelle scelte hanno contribuito a costruire la sua leggenda, Foley oggi guarda a quel periodo con una prospettiva diversa, soprattutto considerando i problemi fisici accumulati negli anni.
Nel corso dell’intervista, Foley ha affrontato anche il tema di WWE Unreal, la docuserie che mostra il dietro le quinte della compagnia.
Pur essendo stato uno dei protagonisti di Beyond The Mat e avendo scritto libri che hanno raccontato il wrestling dall’interno, Foley ritiene che oggi la WWE stia mostrando troppo.
Secondo lui, parte della magia del wrestling risiede proprio nel mantenere una certa dose di mistero.
“Credo ancora nella magia del wrestling. Non mi dispiacciono gli sguardi dietro le quinte, ma quando diventano costanti si rischia di togliere qualcosa all’esperienza.”
L’Hall of Famer ha fatto riferimento in particolare alla promozione della serie durante Raw e SmackDown, sostenendo che questo possa rendere più difficile per i fan sospendere l’incredulità e immergersi completamente nelle storyline.
Per Foley il problema non è l’esistenza di contenuti dietro le quinte, ma la loro continua presenza accanto al prodotto televisivo principale.
“È come guardare uno spettacolo di magia e subito dopo vedere un programma che spiega tutti i trucchi.”
Pur riconoscendo l’interesse che il backstage può generare tra gli appassionati, Foley teme che un’esposizione eccessiva possa finire per danneggiare uno degli elementi che hanno sempre reso speciale il wrestling: il senso di mistero.








