Il ritmo degli Special Events è a dir poco incalzante, con show a settimane alterne. Domenica scorsa è stato il turno di Smackdown, che con non poca fatica ha messo su un No Mercy con molte lacune all’interno della card: più architettonica del riporto di Donald Trump, ecco a voi la review di No Mercy made in ZW!

AJ Styles (c) Vs John Cena Vs Dean Ambrose – Triple Threat for the WWE World Championship

Quando ho visto Cena venir fuori, ho subito pensato ad un angle che potesse precedere il main event più avanti nel corso della serata…ed invece no. Complice il dibattito presidenziale più seguito della storia, la WWE ha deciso di mischiare le carte in tavola, togliendosi subito da torno uno dei due motivi di interesse nel corso della serata (l’altro ovviamente il match valido per il Titolo IC) e spostando il main event…come opener. Questa scelta mi ha lasciato non poco interdetto, anche perché alla luce del peso dei tre nomi in questo match, della durata, dell’intensità mantenuta dai contendenti il resto della card è sembrato quasi marginale: l’incontro come detto è stato combattuto benissimo, con un ritmo assolutamente asfissiante e tantissime combinazioni ben studiate tra i tre. Mattatore della serata AJ Styles, neanche a dirlo, a cui è stata data notevole offensiva (la sua springboard 450 viene eseguita con la stessa facilità con cui sovente inserisco una bic in un ananas) sino alle fasi finali dell’incontro. Perché ciò che poteva essere un piccolo capolavoro, è stato rovinato non solo dalla sua curiosa posizione nella card ma anche da un finale confusionario: Ambrose e Cena applicano una doppia sottomissione su Styles che…cede. Il Campione cede, ma il match continua come se nulla fosse: Cena assesta una super AA su Ambrose, ma Styles prende una sedia e la abbatte sui mastodontici dorsali di John, terminando un bel match in modo convulso ed anticlimatico. Un vero peccato, perché questi tre sino a quel punto erano stati protagonisti di uno dei match meglio congegnati dell’anno. Ah, e John Cena non sta zitto nemmeno con una apple-pen in bocca. PPAP.

Winner: AJ Styles in 21’40” Voto: (7 / 10)

Niki Bella vs Carmella

Cosa c’è di meglio di un po’ di patata come contorno dopo una succulenta portata? Grazie al posizionamento di questo match nella card, Cena e Nikki sono potuti andar via prima senza rompersi i maroni dovendosi sorbire Bray Vs Orton, beati loro. Ad ogni modo Carmella, oltre ad avere una curiosa sovrabbondanza di consonanti, resta molto molto carente nelle basi e Nikki Bella, seppur migliorata, non riesce a guidare la sua verde collega in questa contesa inconsequenziale e scollegata. Il finale arriva con una TKO assestata da Nikki dopo essere sfuggita ad un’eterna Code of Silence. La cosa positiva? Questo non è stato il peggior match femminile della serata. Kartoffel.

Winner: Nikki Bella  in 8’5” Voto: (5,5 / 10)

Slater & Rhyno (c) vs. Usos – Smackdown Tag Team Championship

Incontro che fornisce spunti interessanti. Innanzitutto il look e la musica “ghetto” degli Usos sono a dir poco fighissimi, se avessero la possibilità di poter usare Dr Dre come manager sarebbero naturalmente proiettati verso le più alte vette del wrestling mondiale. In subordine, questo match è stato strutturato in modo curioso, rispetto ai precedenti: l’hot tag non è stato dato a Rhyno dopo tanto selling di Slater come al solito, ma è avvenuto l’esatto opposto. Al rosso padre di famiglia è stato concesso un output offensivo veramente consistente, con addirittura una top rope bodyslam dal non basso coefficiente di difficoltà. Il finale arriva con una spear di Rhyno che dona la vittoria al suo team un po’ a sorpresa, proprio per la gimmick efficace che i due gemelli samoani sembrano aver trovato da un mese a questa parte. Incontro più che sufficiente, resta da vedere chi si parerà adesso sulla strada di questa stranissima coppia di Campioni. Got Kidz.

Winner: Slater & Rhyno in 10’18” Voto: (6,5 / 10)

Jack Swagger Vs Baron Corbin

Di questo match salvo solo due cose: la end of days (ben eseguita su una persona alta come Swagger) e l’aggressività mostrata in alcune fasi dell’offensiva da Swagger. Per il resto, poco più di un jobber match senza un gran coinvolgimento emotivo da parte dei presenti…parliamo della pelata di Corbin ora. Perché devi avere i capelli lunghi se hai la capigliatura di Attilio Lombardo? Giuro, la sua stempia riesce anche a volte a deconcentrarmi dal suo ombelico. Paletta.

Winner: Baron Corbin in 7’29” Voto: (5 / 10)

The Miz (c) vs. Dolph Ziggler – IC Title vs Carreer Match

La cosa più importante di un incontro di wrestling, come ho scritto in altre occasioni, è la storia. Più dei backflip, dei suplex sui paletti, del sangue: una storia ben raccontata è l’eterna scorciatoia in grado di portare SEMPRE al cuore dei fan. E caspita, Dolph e Miz hanno raccontato una storia veramente notevole. Premettendo che questa faida è stata quella costruita in modo migliore tra tutte quelle proposte all’interno della card (si, la metto anche sopra Corbin Vs Swagger), questo match ha avuto veramente tutto: minutaggio, colpi di scena, falsi finali e soprattutto una grande incertezza derivante dallo status contrattuale di DZ tenuto volontariamente in bilico. Passando ad un’analisi tecnica, il match ha goduto di una discreta intensità sino al decimo minuto per poi mettere la sesta, con tanti falsi finali (tutti credibili), qualche interferenza funzionale alla storia (l’odiosa spirit squad) e persino un tributo ad Eddie Guerrero il giorno del suo compleanno, con Dolph che slaccia lo stivaletto per non subire la sottomissione da parte di Miz (come fece proprio Latino Heat a Wrestlemania XX contro Kurt Angle). Nonostante questi due si siano affrontati centinaia di volte, nonostante l’immagine di Miz vestito da Pollo, nonostante una storia non originalissima questo match avrebbe meritato SENZA DUBBIO il main event, lasciando presenti e non con una bella sensazione di appagamento conclusiva. Così purtroppo non è stato, ma la cosa positiva è che comunque il Titolo IC, grazie a questo due contendenti, ha assunto finalmente un nuovo importante peso specifico. Ah, e solo per il gilet “Live and let Die” di DZ, tributo ai Guns ‘n Roses, questo match va sopra il 7 di default. MOTN.

Winner: Dolph Ziggler in 19’40”  Voto: (7,5 / 10)

Alexa Bliss vs. Naomi

Guess who’s back, biatch? La pausa fisiologica! Siete stanchi di dover restare fermi a guardare uno show senza poter evacuare in modo sereno? Siete stanchi di dover ricorrere alla solita, imbarazzante bottiglietta vuota? Non c’è problema! Solo per un periodo limitato, la WWE ci ripropone la “WC Intermission”, tradizione decennale tipica degli incontri femminili di qualche anno fa. Dopo aver impresso nella nostra mente immagini che potrebbero tornarci utili durante notti tristi e solitarie (Alexa Bliss versione Harley Queen è il sogno umido del nerd disadattato amante dei cosplay), ciò che resta è un match svogliato, mal eseguito e slegato in tutte le sue parti. Avrei giurato che fossero stati superati i 10 minuti, invece il match è durato la metà: che senso ha avuto poi indebolire Bliss così, in modo gratuito? PPAP (bis).

Winner: Naomi in 5’23” Voto: (4,5 / 10)

Randy Orton Vs Bray Wyatt

Non mi è piaciuta la faida, che ha percorso la strada dell’horror di quinta categoria soltanto annoiandomi con i promo di Bray che, bontà sua, hanno veramente lo stesso effetto che la carta vetrata può avere sull’epidermide testicolare. Non mi è piaciuta la gestione di Bray, che appena lo scorso SE ha perso contro Kane, una giovane leva bisognosa di vittorie nel 2016 e protesa verso l’Everest dello show blu. Non mi è piaciuta la gestione di Orton, ancora ai miei occhi seriamente danneggiato dallo squash subito dalle mani di Lesnar pochissimo tempo fa. Non mi è piaciuta la collocazione nella card di questo match, che non avrebbe sfigurato nel midcard magari anche con qualche minuto in meno, mettendo invece Dolph e Miz nel main event. Non mi è piaciuto il match in se, che ha raccontato una storia semplice: Bray sbaglia le senton colpendo suolo/ring/pedana di acciaio e Randy che recupera l’offensiva dopo aver subito. Uno dei main event peggiori che io ricordi, assolutamente inadeguato sia dal punto di vista storyline sia dal punto di vista tecnico. Fa piacere che, come pronosticato, sia tornato Harper (un worker per palati fini) ma questo match tutto mi è sembrato fuorchè un main event, complice anche il fatto che entrambi i contendenti hanno da sempre avuto bisogno di “compagni di danza” più agili per poter dare il meglio di se e vincere la propria legnosità. Wood Not Good.

Winner: Bray Wyatt in 12’40” Voto: (5 / 10)

Voto complessivo Allo Special Event: (5,5 / 10)

Show assolutamente non sufficiente, salvato solo da un match fenomenale e da un buon opener che però risente di un finale piuttosto convulso. Stiamo pian pianino assaporando il “dramma” della brand split: un roster per certi versi corto, che non può fare a meno di rifugiarsi nella ripetitività e nei filler di terz’ordine per metter su uno show di due ore e mezza.

Danilo

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.