Amici ed amiche di Zonawrestling.net, un saluto a voi tutti dal vostro Dario Rondanini, di nuovo con voi per un nuovo appuntamento settimanale. Devo confessare che vengo a voi un po’ in punta di piedi con questo editoriale, perchè l’argomento mi stuzzicava da un po’, e sinceramente non ho mai trovato il coraggio di presentarlo. Ho pensato tante volte a come impostarlo, e alla fine credo che il modo migliore sia partire da un aneddoto.
L’aneddoto in questione viene dall’ospitata fatta dal famoso tiktoker e streamer Santizap da Chris Van Vliet, dove gli veniva chiesto chi fosse secondo lui il wrestler più sottovalutato del 2025. Quasi senza pensare, Santizap ha parlato del personaggio protagonista del pezzo di oggi: El Grande Americano. Santizap ha detto quello che molti in giro per il web e non solo pensano in merito: non c’era assolutamente nessuna base logica per poter pensare che El Grande Americano avrebbe funzionato, e invece ha raggiunto delle vette di popolarità mai viste prima. Nella sua disamina, Santizap dice “ammesso che si tratti di Ludwig Kaiser, è un tedesco che finge di essere un messicano, che a sua volta finge di essere americano, e parla fluente spagnolo”. Tenendo presente ciò, non va dimenticato l’uomo dietro alla prima maschera del Grande Americano, ovvero (apparentemente) Chad Gable, che Santizap già aveva definito “fantastico” nell’interpretare il ruolo.
Se analizziamo la situazione del personaggio, magari anche confrontandolo con altri personaggi nati per portare “leggerezza” nel prodotto, notiamo subito che, a differenza magari di molti altri nati con delle aspettative che poi sono state puntualmente disattese, El Grande Americano agli occhi di gran parte del pubblico era già partito come un esperimento fallito. Il pensiero che si faceva largo nella mente dei fan era che Chad Gable fosse troppo bravo per essere bookato in questa maniera secondo loro avvilente, e quindi sarebbe stato destinato a fallire miseramente, non per demeriti suoi, ma per quelli di un’azienda che non ha mai capito come sfruttarlo al meglio. Complici gli scleri per i promo fatti con l’IA e una sfortuna clamorosa da cui è stato colpito Gable, infortunatosi seriamente, sembrava in effetti che la gimmick non dovesse funzionare e dovesse essere rimossa, ma per ironia della sorte la compagnia ha pensato poi di passarla all’atleta con cui Gable era in faida, ovvero Ludwig Kaiser (allegedly).
Per anni, la internet wrestling community ha riempito il web con commenti su quanto Kaiser fosse bravo e quanto fosse sprecato in WWE, e tali commenti sicuramente saranno stati pubblicati anche quando Kaiser decise di passare a interpretare El Grande, ma con somma sorpresa di tutti, El Grande Americano versione Kaiser ha iniziato a prendere piede. Quello che è interessante ora è cercare di capire le cause di questa popolarità.
Innanzitutto, parliamo del performer. Ludwig Kaiser è effettivamente un ottimo atleta, e sicuramente questa sua versione luchador è una prova inconfutabile del suo eclettismo e dell’intelligenza con cui percepisce il business. Già dai tempi dell’Imperium sembrava, oltre al fu Walter che era e resta inarrivabile, il più capace e il più adatto all’ecosistema WWE. Ma per quanto lui possa essere un performer più che valido, non sarebbe mai bastato questo per farlo funzionare a dovere. Per fortuna sua, la WWE aveva nel frattempo acquisito la AAA e quindi quale metodo migliore per sfruttare un personaggio (che nasce heel, ricordiamo) mascherato se non nella patria dei wrestler mascherati? Grazie alla sua intelligenza e al suo essere di per sè già molto dotato, El Grande Americano è riuscito a diventare un tweener, ossia un heel a RAW ma un babyface in AAA, soprattutto grazie al pubblico locale che ha lodato il character work di Kaiser verso la gimmick.
Ripetiamo ancora, però, che non basta essere un bravo atleta per emergere, seppure il wrestling in Messico funzioni in maniera diversa da quello in USA e si prediliga molto di più il lato lottato rispetto alle altre componenti. Quello che ha fatto (e tuttora fa) la differenza in maniera prepotente è il booking. Questa parola che tanto viene nominata e predicata da tantissimi fan, è ciò che permette in realtà a un performer, per quanto valido possa essere, di emergere davvero. In AAA, fin dall’acquisizione da parte della WWE, nel booking team ci sarebbero finiti, oltre al già presente Konnan, Jeremy Borash (ex TNA ed apprezzata mente dietro ai segmenti dei Broken Hardys) e soprattutto Undertaker.
La svolta da booker di Taker si sta rivelando particolarmente arguta come mossa (basti pensare ai cori entusiasti del pubblico messicano verso di lui durante il periodo del torneo Rey de Reyes), e qui arriva un altro punto focale del nostro discorso odierno: se i wrestler riescono ad essere supportati da una scrittura solida, funzionano. Aggiungendo il già citato acume per il business di Kaiser (che ha imparato lo spagnolo forse più velocemente di quanto Mika abbia imparato l’italiano), si crea il wrestler perfetto. El Grande è talmente over col pubblico messicano che gli fanno baciare i bambini, gli si dedicano cori in puntata, ma anche interi video su canali YouTube a tema lucha. Una domanda che sorge spontanea è: com’è possibile che il pubblico entusiasta della AAA non sia anche quello del main roster? Undertaker è un miglior booker di Triple H? Facciamo chiarezza.
Triple H è un booker capace e gli anni d’oro di NXT Black & Gold ce lo dimostrano, ma trovandosi ora a capo del creative di un conglomerato enorme come la WWE tutta, è chiaro che la scrittura degli show non dipende solo da lui, ma dai suoi collaboratori e soprattutto dalle richieste dei partner, TKO su tutti che a quanto pare ha pieno potere decisionale. Gli anni di NXT sono stati la dimostrazione di un concetto quanto mai valido anche per Undertaker in AAA, a riprova del fatto che il nome a scrivere gli show può essere uno qualsiasi, ma quando si hanno persone che si intromettono o comunque a cui dover dare conto, è inevitabile che le scelte possano dover essere modificate o alterate del tutto e la qualità del prodotto ne risenta. Così come HHH a NXT, anche Taker in AAA può scrivere gli show come ritiene opportuno, ottenendo risultati soddisfacenti e dando ulteriore prova del fatto che nel booking, la calma alla fine è la strada migliore, in quanto si ha la possibilità di far evolvere storie e personaggi, anche in contesti dove la storyline non ha un aspetto primario.
El Grande Americano, in definitiva, è il giusto mix tra impegno del performer e una serie di altri fattori (soprattutto tempo da investire e calma nel perseguire i propri obiettivi). Forse alla luce di quanto visto nella Road to WrestleMania, si dovrebbe valutare di lasciar fare il proprio lavoro a chi lo sa fare, senza ingerenze esterne. In un mondo pieno di Pat McAfee, siate El Grande Americano.
Anche per questa settimana è tutto, mi auguro che si possa ricavare uno spunto interessante da quanto qui esposto. Io sono sempre il vostro Dario Rondanini e ringraziandovi, vi do appuntamento alla prossima qui su Zonawresting.








