Mentre nelle ultime settimane si rincorrono indiscrezioni secondo cui la WWE avrebbe chiesto a una fetta consistente del proprio roster di accettare un taglio dello stipendio fino al 50% — giustificando la richiesta con la sensibile riduzione degli house show in calendario — la casa madre TKO Group Holdings ha appena reso pubblici dei dati finanziari che, per dirla con un eufemismo, non lasciano molto spazio al concetto di “tirare la cinghia”. I ricavi del primo trimestre 2026 si attestano a 1,597 miliardi di dollari, in crescita del 26% rispetto allo stesso periodo del 2025. Numeri che, leggendoli, fanno venire qualche dubbio sulla narrazione della crisi.
L’utile netto del trimestre — quello che resta in tasca dopo aver pagato tutto — è arrivato a 249,8 milioni di dollari, contro i 165,5 milioni dell’anno scorso. TKO ha confermato la guidance per l’intero 2026, puntando a ricavi compresi tra 5,675 e 5,775 miliardi di dollari e un EBITDA rettificato tra 2,240 e 2,290 miliardi.
Royal Rumble saudita: l’oro nero dell’Arabia gonfia i conti della WWE
Sul fronte WWE, il primo trimestre si è chiuso con 475,7 milioni di dollari di ricavi, in aumento del 22% su base annua. La voce che fa la differenza è quella relativa a live events e hospitality, schizzata del 62% — da 76,3 a 123,5 milioni di dollari. TKO attribuisce il salto quasi interamente all’aumento degli incentivi finanziari, in particolare per Royal Rumble in Arabia Saudita.
Il “financial incentive package” — terminologia con cui TKO indica la tassa di ospitalità versata dall’Arabia Saudita per portarsi a casa gli show WWE — è stato storicamente stimato attorno ai 50-55 milioni di dollari per evento. I dati del primo trimestre 2026 confermano queste stime: nel Q1 2025, quando la Royal Rumble si era svolta a Indianapolis senza eventi sauditi in calendario, i ricavi WWE da live events si erano fermati a 76,3 milioni di dollari. L’incremento di 47,2 milioni anno su anno, che colma il vuoto lasciato dal mancato gate domestico dell’edizione 2025, suggerisce un compenso saudita nell’ordine dei 50 milioni per lo show di Riyadh.
Cifre coerenti con l’economia consolidata dell’accordo. Secondo i calcoli di Wrestlenomics, fino al Night of Champions del giugno 2025 la WWE aveva incassato circa 600 milioni di dollari dagli eventi sauditi a partire dal 2018, anno di inizio della partnership. Con il 2026 che dovrebbe portare in dote tre eventi sauditi anziché i consueti due, l’Arabia Saudita resta di gran lunga il partner live più redditizio per la federazione.
Netflix ed ESPN spingono i diritti media della WWE
Anche i ricavi da diritti media della WWE hanno fatto la loro parte, salendo del 12% a 281,7 milioni di dollari. La crescita riflette l’impatto degli accordi di distribuzione con Netflix — che dal gennaio 2025 trasmette Monday Night Raw all’interno di un contratto decennale dal valore riportato di 5 miliardi di dollari — e con ESPN, la cui piattaforma streaming diretta al consumatore è diventata da settembre scorso la casa statunitense dei premium live event WWE all’interno di un accordo quinquennale da 1,6 miliardi.
I ricavi da prodotti di consumo, infine, sono saliti a 44,3 milioni di dollari rispetto ai 38,0 milioni del Q1 2025.
L’era Paramount inaugura il nuovo corso UFC
Sul fronte UFC, i ricavi trimestrali si sono attestati a 401,2 milioni di dollari, in crescita del 12% sull’anno precedente. La voce relativa a diritti media, produzione e contenuti è salita del 23% a 275,3 milioni, sospinta dal nuovo accordo di distribuzione con Paramount partito nel gennaio 2026.
L’intesa, della durata di sette anni e dal valore complessivo di 7,7 miliardi di dollari, ha reso Paramount casa esclusiva di tutti gli eventi UFC negli Stati Uniti. Spalmata sul totale, la cifra equivale a circa 1,1 miliardi all’anno, anche se il piano dei pagamenti è strutturato in modo da pesare di più verso la fine del contratto, il che significa che gli anni iniziali pagano meno. L’accordo ha di fatto soppiantato la precedente intesa con ESPN ed eliminato il modello pay-per-view per gli eventi numerati negli Stati Uniti, rendendo tutti gli incontri disponibili tramite il normale abbonamento Paramount+.
IMG e On Location, le Olimpiadi di Milano-Cortina fanno volare i numeri
A fare il salto percentuale più clamoroso del trimestre è stata però la divisione IMG, che comprende l’agenzia di marketing sportivo IMG e il business dell’ospitalità On Location. I ricavi sono cresciuti del 38% a 655,4 milioni di dollari, quasi interamente per merito di un aumento di 179,2 milioni alla voce live events e hospitality, legato alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.
On Location gestisce le vendite legate all’ospitalità delle Olimpiadi e gran parte dei ricavi rilevati nel trimestre arriva da pre-pagamenti raccolti in vista dell’evento.
UFC Freedom 250 e FIFA World Cup, l’estate rovente di TKO
I dirigenti del gruppo hanno indicato due appuntamenti chiave nel breve periodo. UFC Freedom 250, l’evento in programma il 14 giugno nei giardini della Casa Bianca, dovrebbe essere trasmesso in simulcast su CBS e Paramount+. La partnership di On Location con la FIFA World Cup, che prende il via questa estate negli Stati Uniti, occupa anch’essa una posizione di rilievo nelle prospettive aziendali per la seconda metà dell’anno.
“Con UFC Freedom 250 alla Casa Bianca e la partnership di On Location con la FIFA World Cup, quest’estate la TKO sarà sotto i riflettori”, ha dichiarato Mark Shapiro, presidente e Chief Operating Officer di TKO.








