La “settimana santa” dei fan di wrestling di tutto il mondo può dirsi ufficialmente conclusa, e questa edizione di Wrestlemania passa in archivio lasciando a tutti un senso neanche troppo velato di occasione persa, di opera incompiuta. Questa sensazione è solo legata alla parte finale di questo luculliano pasto, oppure ci sono elementi fattuali in grado di corroborare questo sentiment più o meno condiviso? Brace yourselves guys, let’s begin!
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NIGHT 1
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ONE ON ONE MATCH
Gunther (c) vs Jey Uso for the WWE World Heavyweight Championship (16:29)
La scelta di inserire questo incontro valido per uno dei due titoli massimi come opener, (l’altra difesa titolata sarà nel main event della seconda serata come forse saprete) è stata quantomai azzeccata, regalando ad un pubblico freschissimo ed entusiasta una delle entrate più coinvolgenti ed over del momento, quella di Jey Uso. Il match di per se è stato ben lottato, con Jey impegnato a dimostrarsi “pari” di Gunther adottando spesso e volentieri le sue mosse, rispondendo colpo su colpo nonostante una lunga fase di selling. L’ex Campione, come suo solito, ha adottato uno stile metodico, violento e tecnicamente ineccepibile: in considerazione dell’incredibile violenza perpetrate su Jimmy poche settimane fa, forse, del sangue avrebbe contribuito a creare ancor di più quella sensazione di superiorità tecnica e fisica nei confronti di Jey. Ma forse era troppo presto per poter proporre sin da subito una scena del genere. Jey vince, il finale non mi ha fatto impazzire in quanto avrei preferito uno schienamento e non una vittoria per sottomissione (Gunther che cede non è una bella immagine per lui) ma vedere 61mila persone che yeetano come se non ci fosse un domani, onestamente, ci sta tutto. Resta ora da capire cosa ne sarà di Gunther in termini di gestione del personaggio e, soprattutto, cosa ne sarà di Jey: la mia impressione è che il suo sarà un regno con le gambe corte e fragili, in quanto il suo personaggio funziona bene come chaser e poco come lepre, ma spero sinceramente di sbagliarmi. Winner and New WWE World Heavyweight Champion: Jey Uso
(7 / 10)
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TAG TEAM MATCH
The War Raiders (c) vs The New Day for the WWE World Tag Team Championship (09:17)
Il New Day Dark mi piace sia come presentazione che come esecuzione, dunque non starò qui a menar troppo il can per l’aia: la scelta del cambio di titolo era scontata, giusta e provvidenziale per ridare un minimo di verve a queste vituperate cinture. L’ingresso dei Viking Raiders come personaggi di Clash Of Clans mi ha fatto veramente ca*are, e qui apro una breve parentesi. Giusto monetizzare se sei un’azienza. Giusto accettare sponsor e aprirsi per nuove partnership. Giusto anche inserire nella propria presentazione elementi funzionali, come ad esempio la bellissima entrata di Tiffany in collaborazione con la Mattel. Tuttavia mi permetto sommessamente di far notare che si sta travalicando il confine della decenza in quanto a prostituzione commerciale del prodotto wrestling: così si rischia di ridicolizzare sia chi pubblicizza che il pubblicizzato, non avendo un ritorno positivo in termini di immagine e rovinando in parte l’esperienza dei fan. Fine rant marxista. Sull’incontro onestamente c’è poco da dire: lottato in modo onesto, safe, di durata contenuta e senza grande coinvolgimento da parte del pubblico se non nella fase finale. Ora giù di storyline fighe per il New Day, ravviviamo un pochino questa morente divisione please! Il midcard esiste, ha un valore ed ha bisogno anche di lei. Winners and New WWE World Tag Team Champions: New Day
(6,5 / 10)
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ONE ON ONE MATCH
Jade Cargill vs Naomi (09:21)
Faida partita benissimo, con una inedita e fumante Naomi in versione psycho heel ed una Jade Cargill che…basta che faccia Jade Cargill, funziona e va bene così. Brevissimo inciso: sono stato a Bologna e la Storm made in WWE vista live fa veramente paura, emana un’aura allucinante ed è semplicemente un essere umano senza senso per la sua incredibile presenza scenica. Avrà i suoi evidenti limiti da performer, ma dal vivo mi sono reso conto del perchè la WWE su di lei abbia deciso di puntarci veramente forte. La faida, dicevamo, è partita in quinta e arrivata in terza, dunque il momentum è stato in parte perso e poco valorizzato. Il match in se non ha offerto particolari spunti, a parte un momento in cui Jade ha afferrato Naomi al volo per proiettarla in una fallaway slam: il livello di controllo e di forza dimostrata nel non muoversi quasi per nulla durante la “presa” della sua compagna di danza ha suscitato una fortissimo reazione del pubblico, che ha regalato un pop notevole con il susseguente kip up. Match sufficiente dunque, con qualche momento che lo ha ravvivato e ha compensato per il ritmo talvolta compassato ed a singhiozzo, essendo entrambi le lottatrici poco fluide in alcuni aspetti fondamentali del lottato. Naomi meriterebbe di proseguire su questa direttrice a mio avviso, mentre Jade ha un disperato bisogno di iniziare e chiudere la faida con Bianca (heel?) per proiettarsi verso la sperimentazione in ambito titolato. Winner: Jade Cargill
(6 / 10)
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ONE ON ONE MATCH
LA Knight (c) vs.Jacob Fatu for the WWE United States Championship (10:40)
Jacob Fatu è uno degli esperimenti meglio riusciti dell’ultimo periodo in WWE, per motivi plurimi ed evidenti, mentre LA Knight è un utility player incredibile, che è riuscito grazie al suo talento a ritagliarsi uno spazio che probabilmente anche lui non riteneva possibile. Durante questa road to Wrestlemania che ha portato a questo match, una menzione di merito va inoltre a concessa a Braun Strowman, che ha contribuito a formare Fatu come futuro Campione non risparmiandosi mai, infatti il last man standing tra i due avrebbe meritato maggiore spazio in un contesto di pregio. Incontro solido, intenso, che ha messo in chiaro quanto il parco mosse del nuovo Campione funzioni con il pubblico, e quanto versatile possa essere LA knight anche sul quadrato, se affiancato bene: la combo moonsault/BFT è stata ottimamente eseguita, cosa per nulla semplice e scontata. Fatu vince pulito, è amatissimo dal pubblico, non ha avuto bigogno di Solo o di Tama Tonga ed è già uno dei babyface più over della federazione: una volta cristallizzata la separazione dai suoi sodali, sono curioso di vedere in quanto tempo arriverà (perchè ci arriverà, ricordiamoci che la WWE lo ha tenuto zoppo in TV pur di non perderlo) in zona main event, e cosa sarà capace di combinare. Winner and New WWE US Champion: Jacob Fatu
(6,5 / 10)
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ONE ON ONE MATCH
Rey Fenix vs El Grande Americano (07:57)
La gimmick de “El Grande Americano” a me fa letteralmente impazzire per il suo essere eccessiva, barocca e fuori luogo, tuttavia proprio questa esagerazione irreale si sposa perfettamente con il panorama politico che attualmente imperversa negli US, anch’esso quasi fumettistico, dunque capisco chi possa sentirsi offeso e soprattutto comprendo il fatto che non posso appieno carpire l’offesa che questo personaggio può arrecare al mondo della lucha libre, non essendone immerso o comunque non facendone parte. Al netto di questa premessa, dicevo, Gable per me è davvero una piccola gemma: grandioso in ring, grandioso al microfono, caustico nel suo essere offensivo: il momento in cui Rey Mysterio lo sconfiggerà, smascherandolo e sottoponendolo al pubblico ludibrio (magari in AAA a Triplemania o giù di li, anche se parliamo di agosto) sarà accolto con grande entusiasmo dal pubblico, ne sono certo. Sarei curioso, e lo dico sinceramente, di vedere Gable in qualche faida di altissimo profilo: credo che sia pronto per questo salto, anzi credo che pronto lo sia sempre stato e che tale capacità vada sfruttata meglio dalla federazione. Dispiace per Rey Fenix, già sconfitto al suo esordio in un PLE, tuttavia la natura “sporca” di tale esito credo che possa aprire ad una rivincita, senza che lo status di questo straordinario lottatore possa essere scalfito più di tanto. Match nel complesso buono, eccessivamente breve, condito da qualche manierismo eccessivo ma non fuori luogo. Winner: El Grande Americano
(6,5 / 10)
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ONE ON ONE MATCH
Tiffany Stratton (c) vs Charlotte Flair for the WWE Women’s Championship (19:04)
Uno dei match più difficilmente valutabili di entrambe le serate, per motivi plurimi. Andrò subito al punto centrale, per poi allargarmi da li: io non credo che, pur volendo, queste due lottatrici possano metter su un match che non sia più che sufficiente. Sarà per il loro tempismo, per la loro capacità in ring e per la loro naturale predisposizione atletica…non saprei, ma sono pienamente convinto che anche il loro orgoglio possa impedire ad entrambe di sabotarsi in modo totale. Ciò posto, questo match ha avuto dei problemi a mio avviso evidenti. Ad un certo punto, il tutto è diventato estremamente stiff, toccando livelli poco piacevoli e disturbanti. Charlotte verso il minuto 15 ha smesso di vendere le mosse della rivale come dovrebbe, facendo cose poco professionali come appoggiandosi a peso morto sul volto della Campionessa durante alcune nearfall e trattenendo poco alcuni colpi: anche Tiffany ha fatto lo stesso, ed il match ne ha parzialmente risentito, al pari del volto della Stratton, livida e sdentata in conferenza stampa. Credo sinceramente che i piani della vigilia non fossero questi così come, credo, che l’intenzione iniziale non fosse quella di fermarsi ad un solo match tra le due: non vedo, tuttavia, come questa faida possa procedere e non vedo, al contempo, come Charlotte Flair nel 2025 possa essere un valore aggiunto e non una liability, anche in considerazione del livello di talenti femminili in quel di NXT che hanno bisogno di posizioni di rilievo nei main roster e soprattutto del suo stato psicofisico, apparso preoccupantemente precario. Il voto del match, quindi, è una media ponderata tra quello che è stato e quello che non è stato, senza valutare l’invalutabile, ossia ciò che sarebbe potuto essere. Un match che sarebbe potuto essere da 8 ad occhi chiusi, ma non lo sapremo mai. Winner and Still WWE Women’s Champion: Tiffany Stratton
(6,5 / 10)
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TRIPLE THREAT MATCH
Roman Reigns vs Seth Rollins vs CM Punk (w/Paul Heyman) (32:55)
Ed eccoci arrivati al main event di Wrestlemania. Le entrate sono state bellissime, in particolar modo quella di Punk, iniziata con un video promo con una sovrapposizione tra il Punk giovane e quello attuale, sulle note di “The Fire Burns” (uno spettacolo) e terminate con un’esibizione live dei Living Colours, che a 60 anni spingono ancora tantissimo. Il match è stato tutto ciò che un main event made in WWE dovrebbe essere: la storia raccontata in circa 30 minuti è stata complessa, semplice, brillante, lineare, sorprendente e logica allo stesso tempo. Il ritmo iniziale è stato contraddistinto da diverse fasi di brawling, con Punk intento ad “innervosire” i due ex Shield e gli stessi concentrati tanto sulla loro nemesi, quanto su loro stessi. CM Punk e Rollins hanno una storia pregressa, così come Punk e Reigns e come Reigns e Rollins: questo intreccio narrativo pressochè perfetto è stato tradotto in un match senza alleati ed alleanze, fatto di bisogno, di disperazione e di voglia di vincere. Punk ha avuto i suoi momenti per risplendere, così come Reigns che esce fortissimo dopo aver schiantato entrambi i rivali sui due tavoli di commento: ma chi ne esce davvero bene da questo match è il suo vincitore, ossia Seth Rollins. L’architect, tenendo fede al suo nome, ha progettato la sua vittoria emergendo come terzo gaudente tra i due litiganti: Paul Heyman serve prima Punk su di un piatto d’argento per il Tribal Chief, per poi servire quest’ultimo a Rollins colpendolo alle spalle, tradendo entrambi i suoi amici/clienti e vendendo ancora una volta la sua anima al lato oscuro. Un main event bellissimo, quasi perfetto per esito ed esecuzione. Sciapò! Winner: Seth Rollins
(9 / 10)
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NIGHT 2
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TRIPLE THREAT MATCH
Iyo Sky (c) vs Bianca Belair vs Rhea Ripley for the WWE Women’s World Championship (14:25)
La Night 2 inizia con lo stesso ritmo con il quale è finite la Night 1, anche qui con un Triple Threat caratterizzato da un ritmo diverso, forse più elevato, ma altrettanto valido per quanto riguarda la storia raccontata. L’opinione che ho di Iyo Sky penso sia oramai arcinota: credo che bell-to-bell sia ancora la miglior performer al mondo, Bianca Belair in questa verse semi-heel, adottata soprattutto a match in corsa, funziona alla stragrandissima e Rhea Ripley è, assieme a Cody Rhodes, il personaggio più over in assoluto della federazione: fisicamente dominante, stilisticamente irriverente, diabolicamente sensuale. Le tre contendenti hanno dato vita ad un incontro serrato, dove ognuna di loro avrebbe potuto vincere con pieno merito, infatti i falsi finali hanno registrato un sincero coinvolgimento da parte del pubblico, convinto che qualsiasi lottatrice in qualsiasi momento si sarebbe potuta laureare come Campionessa. 15 minuti di puro wrestling, appassionante, spettacolare, avvincente: questo per me è stato il match più bello delle due serate, nonchè uno degli opener più adatti e strutturati della storia dello show. Vince Iyo Sky, un pochino a sorpresa: ora resta da capire chi potrebbe essere a spodestarla ritornando al vertice della federazione. Se dovessi puntare su qualcuno, onestamente punterei su Liv Morgan per due motivi: il suo essere incredibilmente over e la grandissima intesa che queste due lottatrici hanno sul quadrato. Per Bianca vedrei benissimo un turn con Naomi a traino, mentre Rhea la sposterei di roster per dare un pochino di freschezza alle sue prossime faide. Winner and STILL WWE Women’s World Champion: Iyo Sky
(9 / 10)
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ONE ON ONE
Drew McIntyre vs Damian Priest in a Street Fight Match (13:55)
Un match per il quale avevo aspettative piuttosto basse, devo essere onesto. E devo essere altrettanto onesto intellettualmente nell’ammettere che l’incontro è stato piuttosto stupefacente, per intensità del lottato, per lo spot allucinante che Priest ha deciso di beccarsi e per la devastante finisher (Claymore condita da sedia) assestata da Drew per chiudere il match e, di fatto, la faida in modo netto e definitivo. Priest come status credo che abbia toccata l’apice come Senor Money in The Bank, essendo stato un Campione piuttosto mononota ed ora sta pian pianino scivolando senza sosta nel midcard, mentre credo (e spero) che per Drew vi possa essere un futuro come Campione Mondiale, per un meritato stint in epoca non Covid: il lavoro svolto nel corso dell’ultimo anno, a mio avviso, è stato di livello assoluto. La qualità del lottato, lo spirit di sacrificio mostrato e gli spot spettacolari a cui i due lottatori si sono sottoposti sono stati da Wrestlemania, cosa che non si può dire per altri match della card. Winner: Drew McIntyre
(7,5 / 10)
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FATAL FOUR WAY MATCH
Bron Breakker (c) vs Penta vs Dominik Mysterio vs Finn Balor for the WWE Intercontinental Championship (10:30)
Altro match di assoluto rilievo, caratterizzato da un ritmo a dir poco forsennato. Così come per gli altri multi-man/woman matches della card, in questi 10 minuti o poco più tutti e quattro i contendenti hanno avuto il loro momento di gloria accolto dal pubblico con grande trasporto, in particolar modo Breakker e Dominik hanno avuto una accoglienza a dir poco fragorosa, esplosa nella fase finale. Questo incontro è stato congegnato per “alleggerire” Bronn della cintura, proteggendolo e nel contempo mandando avanti la storyline della disgregazione progressiva del Judgement Day: Dominik che schiena Finn dopo che quest’ultimo aveva praticamente “chiuso” il match è stata un’ottima scelta di booking, accolta tra le altre cose in modo estatico dal pubblico presente. Che campione sarà Dominik? Probabilmente un codardo, imbroglione e tendente a trovare espedienti e scappatoie. Non prevedo un regno lungo, bensì un regno divertente e credo proprio che Penta, autore di una prestazione maiuscola, sarà lo sfidante giusto per un passaggio di cintura. Winner and New WWE Intercontinental Champion: Dominik Mysterio
(7,5 / 10)
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ONE ON ONE MATCH
Randy Orton vs Joe Hendry (03:10)
Un match che non è stato un match, bensì un angle per dare al pubblico presente la possibilità di vedere Randy Orton live, di preservare la sua presenza nello show e di creare un momento innocuo ma divertente, che nulla ha tolto ma che molto ha aggiunto in termini di reazioni ed intrattenimento. L’ingresso e la theme di Joe Hendry sono stati accolti in modo molto favorevole dal pubblico, mentre il match non è stato uno squash ma ci è andato molto, molto vicino. L’inquadratura che si stringe sul Campione TNA, punito da una devastante RKO dal nulla è una delle fotografie più fighe che ci regala WM, dunque match invalutabile ma momento complessivo che ci sta tutto. E non mi parlate di proteggere una cintura che per il WWE Universe nemmeno esiste, parliamo piuttosto del payday che JH avrà ricevuto e della possibilità che gli è stata data di partecipare allo show più importante dell’anno, contro una leggenda alla sua ventesima apparizione. Sono abbastanza certo che non si sarà sentito offeso. Winner: Randy Orton
(6 / 10)
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ONE ON ONE MATCH
AJ Styles vs Logan Paul (17:50)
Discorso simile a quello fatto per McIntyre vs Priest, in modo totalmente speculare: mi aspettavo tanto, anzi tantissimo da questo incontro e, fermo restando l’indubbia qualità dei due contendenti, credo che abbia reso meno di quanto avrebbe potuto. Bellino, ma nulla di speciale. Soprattutto nella fase finale, con il buckshot Lariat di Paul e con le Styles Clash vicendevolmente assestate, avrebbe potuto ingranare di più piazzandosi in corsia di sorpasso, tuttavia il finale “sporcato” dalla presenza dell’amico di Paul, tale Jeff, e di Karrion Kross (che invero ha anche ricevuto un pop notevole) hanno contribuito a allentare il pathos già arrancante dell’incontro, nonostante una Paulverizer ottimamente assestata dalla youtube sensation. Ha vinto la persona giusta, nel modo forse sbagliato: ora sono molto curioso di osservare dove la WWE vorrà portare Logan Paul ed il suo personaggio, mentre per Styles vedrei bene uno stint nella divisione tag team con qualche giovane rilevante (non Karrion Kross, che non è nessuna delle due cose). Winner: Logan Paul
(6,5 / 10)
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TAG TEAM MATCH
Liv Morgan & Raquel Rodriguez (c) vs Becky Lynch & WWE Women’s Intercontinental Champion Lyra Valkyria for the Women’s Tag Team Championships (08:40)
Voto 10 all’attire di Liv Morgan, totalmente distraente sin dal suo primissimo esordio nel mio quadro visivo. Voto 2 all’esclusione di Bayley, a quanto pare pianificata, che nonostante il lavoro splendido delle ultime settimane è stata sacrificata per far posto all’amica Becky, seconda a nessuno in quanto a starpower ma piuttosto fuori fuoco per quanto riguarda l’azione sul quadrato. Ciò posto, la sorpresa costituita da Becky è stata accolta in modo entusiasta dal pubblico, ottima anche l’idea di farla tornare contro Liv, sua ultima nemesi: tuttavia se tutto ciò è stato pianificato per tempo e nulla è stato improvvisato, era proprio necessario sacrificare Bayley in questo modo? Ai posteri l’ardua sentenza, magari ci sarà un payoff di un certo livello. Le babyface vincono, e ora sono estremamente curioso di vedere se e come Becky verrà accostata a suo marito ed alla sua nuova stable: in quest’epoca potrebbe rendere maggiormente come heel forse? Che un accostamento con lei possa trasmettere a Lyra quell carisma che al momento manca, nonostante la sua ottima tecnica sul quadrato? Incontro sufficiente, breve e senza troppi fronzoli. Nulla di speciale, probabilmente non WM worthy. Winner and New WWE Women’s Tag Team Champions: Becky Lynch & Lyra Valkyria
(6 / 10)
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Tra i due match uno Stone Cold Steve Austin ha prima sbagliato la strada per arrivare al ring mancando la rampa, e poi si è schiantato sui led che separavano il ring dal pubblico pagante. Stato alterato dovuto alle birre? Gli invidiosi diranno di si.
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ONE ON ONE MATCH
Cody Rhodes (c) vs John Cena for the Undisputed WWE Championship
“Per me si va nell’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente”. Eccoci giunti, dunque, al termine di questa lunga review, per analizzare il climax, l’apice, il vero dream match di questa edizione, che avrebbe dovuto (non potuto) essere epocale ed invece è stata una ca*ata di dimensioni gargantuesche. Ma utilizziamo la Delorian e spostiamoci indientro di 21 anni. Wrestlemania XX. John Cena vince il suo primo Titolo individuale (US) contro BihShow: sulla carta il lottatore è quasi heel (infatti vince sporco) ma di fatto è già uno dei top face della federazione. Da quel momento in poi, per più di 15 anni il “lato oscuro” di Cena è stato oggetto di desiderio, scherno, storyline (Kane, Wyatt, Nexus) ma mai, e dico mai, è stato una eventualità concreta. Sino ad Elimination Chamber edizione 2025. Il turn di Cena, volto della WWE di ieri, avviene ai danni di Cody, volto della WWE di oggi, tentato dalle promesse di successo di The Rock: John è stanco di dover essere sempre dalla parte perdente del bene, desideroso di sedersi sul comodo trovo degli espedienti, delle scorciatoie, del potere. Da questo momento in poi, nulla sarebbe più stato lo stesso: il turn più importante della storia del wrestling dopo quello di Hogan ha aperto praterie di scenari magnifici, impensabili, immaginifici. Da questo momento in poi, tuttavia, tutto ciò che poteva esser fatto per rovinare questo momento storico, è stato fatto. Cena non ha cambiato praticamente nulla se non il colore della maglietta. The Rock, di fatto, da elemento centrale è diventato un non fattore nella storyline, mai tirato in ballo, mai menzionato: un fantasma. I promo di Cena, salvo alcuni momenti di picco, sono stati monotematici, poco convinti, poco cattivi: sembrava un buono costretto a dover fare il cattivo dagli eventi, e non un cattivo che sino a quel momento ha finto di esser buono. Il match a WM poi: Travis Scott (non The Rock, Travis Scott) fa il suo arrivo con tutta calma, con tanto di insopportabile theme music, arrivando con disinvoltura a bordo ring, con Cody praticamente addormentato al centro del quadrato, per interferire senza che nessuno faccia nulla. Rhodes successivamente può assestare il colpo di grazia a Cena ma non lo fa, perchè è un uomo giusto e ligio, e lo stesso gli assesta un low blow e poi con la cintura lo finisce, costandogli il Titolo: Cody, l’eroe risoluto e irreprensibile, viene dipinto come l’ultimo dei tordi nel main event di Wrestlemania, beffato da Travis Scott. Un match che ha avuto esattamente il ritmo che ci si aspettava (basso, Cena ha limiti di cardio evidenti), ma che avrebbe dovuto avere un finale in grado di alzarne la valutazione di qualche punto invece di farla colare a picco. Non ho problemi sull’esito, che non mi aspettavo ma che auspicavo dal profondo, ma la sua esecuzione è stata terribile, senza senso e senza ritmo. Tutto è riparabile, intendiamoci: le prossime faide di Cena contro Orton, Reigns e Punk ad esempio, così come il prossimo ritorno di Cody, che dovrebbe riprendersi la cintura un domani neanche troppo remoto, possono regalarci grandi emozioni. Ma l’occasione per poter fare qualcosa che lasciasse intravedere programmazione e non dilettantistica improvvisazione, soprattutto considerando il record assoluto di John Cena che si è laureato 17 volte Campione del Mondo beh…quella è irrimediabilmente persa. Rimarrà un soundbite, un eco, ma chi c’era potrà essere vero giudice rispetto a quanto accaduto. Winner and NEW Undisputed WWE Champion: John Cena
(4,5 / 10)
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LIVE EVENT
Lo show, pur estremamente godibile per sua natura, non è stato a mio avviso totalmente all’altezza del suo nome, che trasuda bellezza ed eccellenza. A parte qualche picco, in particolare il ME di N1 e l’opener di N2, i match sono stati per lunga parte apprezzabili, ma mai percepiti come speciali e WM è e dovrebbe sempre portare con se quella magia, quell’intangibile. Tanto, troppo innamoramento nei confronti del main stream come testimoniato nel ME e troppo overload di sponsorship, altamente distraenti e di cattivo gusto. Sia ben chiaro, parliamo di uno show che in ogni caso si assesta nettamente sopra la sufficienza e che mi è piaciuto in larghissima parte, ma che non sarà definito da nessuno come eccellente e che mi è piaciuto meno di WM40, per dirne una. My two cents. La parola a voi, sono ansioso di sentire la vostra. Cheers! MVPs della serata: El Grande Americano, CM Punk, Seth Rollins, Bronn Breakker, Iyo Sky, Rhea Ripley, Drew McIntyre.
(7 / 10)








