Sono sempre stato un accanito videogiocatore di titoli a tema wrestling, fin dall’epoca del NES.
La WWE, maggiore artefice di questo tipologia di prodotto (non fosse altro per la sua egemonia, quasi assoluta, del mercato), ha saputo sfornare, nel corso degli anni, dei titoli dalle fortune altalenanti.

Da qualche anno a questa parte, dopo il fallimento della THQ, la 2K ha preso le redini del prodotto videoludico made WWE, riuscendo, dopo un iniziale assestamento (WWE2K15) a portare sugli scaffali dei titoli sempre più accattivanti, raggiungendo l’apice, a mio avviso, con WWE2K19.

Purtroppo, chi si aspettava che al ’19 seguisse un ’20 coi fiocchi -che magari andasse a svecchiare il franchise, pur conservando quanto di buono fatto in precedenza- è rimasto deluso.
Il gioco, probabilmente pubblicato senza una fase di test adeguata, ha mostrato, da subito, grossi problemi di design, difficilmente risolvibili anche per il tramite delle macro patch che tanto vanno di modo adesso (chiedere info a CD Projekt Red).

Memori dell’insuccesso e complice una pandemia, si è deciso di non produrre la versione 2021 del gioco, prendere una pausa e tentare di recuperare il terreno perso, investendo tutto, forse per l’ultima volta (pare che i diritti verranno ceduti ad altra azienda), in un nuovo prodotto.

Ed è con queste premesse, colme di speranze e di delusione, che vedrà la luce WWE2K22.

Il gioco, inizialmente programmato per l’autunno dell’anno in corso (periodo di drop solito per questo titolo), è stato fatto slittare, non senza polemiche, a marzo 2022.
La motivazione parrebbe doversi ricercare nei licenziamenti massivi che la WWE ha posto in essere nell’ultimo periodo, che ha costretto i programmatori, non solo a rimuovere molti lottatori, ma, altresì, a modificare il piano per il rilascio dei DLC, a tema nuovi lottatori.

E’ di recente pubblicazione un nuovo teaser del gioco che, anche allo scopo di tenere buoni i fan e di aumentare l’hype, ha mostrato le potenzialità e le funzionalità -alcune nuove, altre graditi ritorni- del titolo di prossima pubblicazione.

La prima cosa che si percepisce guardano le immagini, è la rinnovata grafica di gioco, che, complice un motore grafico migliorato e una meccanica dei movimenti rivista, parrebbe rendere l’esperienza più realistica.
I modelli digitali dei lottatori (fuorché quello di McIntyre) sembrano rendere, finalmente, giustizia alle loro controparti reali.

A ciò si aggiunga il ritorno, tanto richiesto dall’utenza, della modalità GM che, affiancandosi all’Universe, permette di arricchire l’esperienza di gioco e la longevità del prodotto stesso, di fatto modificabile a piacimento.

Grande spazio pare essersi dato al fiore all’occhiello anche dei precedenti titoli, ovvero sia la modalità creazione.
Sin da Just Bring It, i videogiochi della WWE, chi più chi meno, hanno sempre dato all’utenza la possibilità di sbizzarrirsi nella creazione di lottatori di fantasia e/o di quelli non direttamente inclusi nel gioco, giungendo a risultati spesso impressionanti e creando una community di accaniti creators di contenuti.

Ora, al già conosciuto “Crea il mio lottatore”, pare affiancarsi la modalità “Crea Faction”, che parrebbe consentire di creare una propria fazione, in stile NJPW.

A voler trovare un difetto, rispetto a quanto finora visto (pur considerando che si tratta di una diffusione a fini pubblicitari), spaventa un po’ il Creation Lab, in cui si intravede una limitazione rispetto allo stile del proprio lottatore a soli 4 sottocategorie (potente, picchiatore, volante, tecnico), senza la libertà di impostare, nel dettaglio, le caratteristiche del proprio avatar.

Insomma, dal canto mio, voglio essere speranzoso rispetto ad un titolo che mi ha sempre intrattenuto in passato (gioco ancora assiduamente a WWE2K19) e che può diventare, seguendo le orme del cugino più fortunato NBA2K, qualcosa di godibile anche in futuro, anche nelle console di nuova generazione.

Claudio

Nel sito dal 2014, editorialista occasionale, blogger di 205 Live, nonché una delle voci del ZWRadio Show. Orgogliosamente sardo, venne folgorato da un Velocity su Italia 1 in giovane età; da allora non ha più smesso di seguire il Wrestling.