Probabilmente vi sareste aspettati un pezzo sullo spike infilzato sulla schiena di Jon Moxley lo scorso mercoledì. Era una idea, ma pensare di dare fin troppo spazio ad uno spot che ha catalizzato l’attenzione a discapito di qualcosa di meglio mi sembrava ingeneroso nei confronti di quanto sta accadendo in AEW. Qualcosa che non può passare sotto traccia e che non può essere oscurato da un evento orrendo sia da vedere che da pensare di fare. Continuo infatti a ritenere che questo Jon Moxley, da ormai due anni, sia più un malus che un bonus per una qualsiasi compagnia.
Il titolo di questo articolo dice tanto, forse tutto. Era l’inverno del 2021 quando Tony Khan annunciò di essere pronto a dare alla categoria femminile un 2022 da sogno. Non l’abbiamo avuto. E neanche il 2023. Qualcosa ha iniziato a muoversi nel 2024 quando al timone delle storie sono passati RJ City e Stokely Hathaway. Il cambio di passo improvviso, l’emergere di nuove storie e anche di nuove atlete. Non senza problemi: la gestione di Jamie Hayter e l’apatia di Mercedes Monè negli show stanno lì a dirci che non tutto è perfetto (e non lo sarà mai).
Vi invito a una riflessione: vi ricordate il roster femminile degli esordi? Non era scarso, ma neanche così interessante. Troppi i match senza storyline, troppi gli esperimenti, troppi match a caso, tantissime atlete che facevano fatica a emergere. Solo due momenti hanno attratto gli americani (e un po’ meno gli italiani): il primo regno titolato di Riho e l’ascesa di Britt Baker.
Nel primo caso so cosa state pensando. Difficile prendere sul serio una joshi piccolina che funzionava soprattutto con le colleghe “di lingua” e meno con le americane. Ma non si può dimenticare quanto fosse over col pubblico americano, quanto l’amassero, quanto la sostenessero. E’ semplicemente un fatto. Come sono un fatto i buoni match messi in piedi nel deserto di quella categoria. La Baker è spuntata grazie a un tormentone, a tanto lavoro personale e un match che l’ha assunta agli onori della cronaca. E’ altrettanto vero che il suo regno da campionessa è stato bypassabile e che il dopo è stato un tornare nell’anonimato (un po’ per colpe della compagnia, e un po’ per colpe proprie).
Oggi la situazione è all’opposto. Toni Storm vs Mariah May è per scrittura e match il miglior feud femminile degli ultimi 3 anni (almeno). Segno della grande capacità di RJ City di andare a fondo dei personaggi per scrivere qualcosa che tutti avrebbero voluto come main event di Revolution. Credo sarà difficile arrivare a un così alto livello nei prossimi anni, pur non mancando materiale da tante parti.
Dietro molte cose si muovono. Megan Bayne ha un’aura enorme, è un acquisto che farà molto comodo e il match con Kris Statlander di settimana scorsa è una piccola gemma che non dobbiamo dimenticare. Kris dal canto suo sta facendo un po’ la jobber di lusso, ma forse è una posizione ideale per una ragazza che fatica a spiccare oltre le qualità in ring. Harley Cameron è sì uno spassoso personaggio ma sta lavorando bene anche sul ring, come dimostra il match con la Monè. Ha tempo per crescere. Julia Hart e Queen Aminata sono un punto fisso degli show, Penelope Ford sta bene al fianco della Bayne, Billie Starkz ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per diventare una delle ragazze di punta.
Ci sono poi tre punti finali.
Mariah May ha lavorato sodo con Toni Storm, ha funzionato. Ma senza una scrittura che la caratterizzi, rischia di diventare poco appetibile com’è stato poco appetibile il suo regno da campionessa in attesa di. Da capire se fuori dal mondo della Storm saprà mantenere un livello alto di prestazioni. E’ giovane, può lavorare tanto su se stessa e su future storyline.
Thunder Rosa è in fase discendente dal momento in cui gli infortuni hanno iniziato a far capolino nella sua recente carriera. La figuraccia rimediata a Dynamite è sinonimo del fatto che non riesce (o non sa?) far valere la propria esperienza e anche sul ring ha perso buona parte del ritmo e delle caratteristiche che la contraddistinguevano. Rischia di diventare un peso da portarsi dietro.
Willow e Marina Shafir. Sembrava il momento ideale per Nightngale per sbocciare dopo All Out e invece l’hanno rinchiusa in una bolla dalla quale non è ancora uscita. Questo feud è latente da mesi, continuano a colpirsi a corrente alternata. Bisogna decidere che strada prendere, posto che le qualità della moglie di Roderick Strong non sono mai state particolarmente di buon livello. Si rischia di buttare al vento il buon lavoro fatto per rendere over Willow. E sarebbe un grosso peccato.