La AEW ha regalato una serata di grande wrestling con WrestleDream, ma alla fine della notte la campionessa è rimasta la stessa.
Kris Statlander ha difeso il titolo contro “Timeless” Toni Storm, ex campionessa mondiale AEW decisa a riconquistare il titolo. Ma di fronte a lei c’era una Statlander determinata, che ha lottato duramente per arrivare in cima e senza alcuna intenzione di cedere la vetta.
Il match ha avuto un’atmosfera da grande evento: entrambe hanno avuto ingressi speciali e il pubblico era diviso, sostenendo con entusiasmo sia Toni Storm che Kris Statlander. Storm si è presentata con il suo ormai iconico trucco bianco sul viso, mentre Statlander ha scelto un look argentato per l’occasione.
Il match si apre con le due lottatrici che si affrontano in una classica presa di clinch. Entrambe si scambiano sottomissioni, cercando di ottenere il vantaggio, finché Kris Statlander riesce a far inciampare Toni Storm e a portarla a terra. Storm reagisce subito con una spallata potente, ma Statlander risponde con la stessa moneta, mandandola poi a sbattere contro l’apron del ring con una devastante Hip Attack, facendola cadere fuori dal quadrato.
Statlander non perde tempo: catapulta Storm contro l’apron, poi la colpisce con un Moonsault spettacolare dallo stesso bordo del ring. La solleva quindi sulle spalle e la riporta all’interno del quadrato, dimostrando grande forza fisica.
Una volta rientrate, Statlander connette una Vader Bomb e tenta il primo schienamento, ma Storm resiste al conto di due. Le due iniziano quindi a scambiarsi una serie di colpi diretti al volto, finché Storm non mette a segno un Tiger Driver ’97 e prova a schienare la campionessa, che però esce ancora una volta. Storm allora rincara la dose con una Sit-Out Hammerlock Driver, facendo impattare Statlander con violenza al tappeto.
Statlander riesce però a reagire, imprigionando Storm in una presa di sottomissione, ma l’ex campionessa raggiunge con il piede la corda più bassa per interrompere la manovra. Statlander continua il suo assalto con una Modified Blue Thunder Bomb, ma anche questa volta Storm riesce a salvarsi per un soffio.
Toni Storm tenta quindi di connettere la sua mossa finale, la Storm Zero, ma Statlander la evita con un Dropkick e sale sulle corde più alte, colpendo con la sua Area 450. Va per lo schienamento, ma Storm ancora una volta esce al due e contrattacca con la Storm Zero, che però non basta a chiudere il match.
Le due continuano a scambiarsi schienamenti e Suplex, fino a quando Statlander colpisce Storm con una Discus Lariat e poi con la Saturday Night Fever. Non contenta, la blocca in una nuova sottomissione, ma Storm si rifiuta di arrendersi o perdere conoscenza. Allora Statlander la solleva di nuovo e connette una seconda Saturday Night Fever, questa volta decisiva, assicurandosi la vittoria e la difesa del titolo mondiale femminile AEW.
Dopo il match, Kris Statlander e Toni Storm si abbracciano al centro del ring, in segno di rispetto reciproco dopo la dura battaglia.
A interrompere il momento arriva però la campionessa AEW TBS, “The CEO” Mercedes Moné, accompagnata dal gruppo The Frat House. Moné si dirige verso il ring con passo deciso, prende un microfono e si congratula ironicamente con Statlander per la vittoria… per poi dirle di “uscire dal suo ring“. Statlander, pur visibilmente infastidita, decide di lasciare il quadrato senza replicare.
Moné, rimanendo al centro del ring, si autoproclama “Ultimo Moné” e lancia una sfida aperta: chiede quale campionessa nel backstage abbia il coraggio di mettere in palio il proprio titolo contro di lei. A rispondere alla chiamata è Mina Shirakawa, campionessa ad interim della ROH Women’s World TV, che fa il suo ingresso accompagnata dalla sua musica. L’arena esplode in applausi mentre le due si guardano intensamente, preannunciando un nuovo e attesissimo scontro.
La divisione femminile AEW si conferma estremamente competitiva, e resta da vedere su chi Tony Khan deciderà puntare per il prossimo grande capitolo. WrestleDream 2025, senza dubbio, ha offerto una serata indimenticabile a St. Louis.