D-Von Dudley non ha nulla contro i wrestler della AEW.

Il suo problema riguarda chi circonda Tony Khan: secondo il WWE Hall of Famer, alcune persone starebbero sfruttando la passione e le risorse economiche del presidente della compagnia per il proprio tornaconto.

Nel corso di una conversazione dal vivo con Maven, D-Von è stato interrogato sullo stile più estremo dei match in AEW e sul modo in cui la federazione viene gestita. L’ex membro dei Dudley Boyz ha subito chiarito di apprezzare la AEW, di avere molti amici nel roster e di rispettare il lavoro svolto dai wrestler sul ring. Le sue critiche, però, sono rivolte alla struttura dirigenziale e al modo in cui Tony Khan si lascia influenzare da persone che, a suo avviso, non hanno guadagnato quel livello di fiducia:

“Mi piace la AEW. Mi piacciono i wrestler. Ho tanti amici lì. Apprezzo il loro stile e, nel complesso, la compagnia. Quello che non mi convince è il modo in cui viene gestita”.

D-Von Dudley: “Tony Khan vuole solo persone che gli diano ragione”

Secondo D-Von, è preoccupante che il proprietario di una compagnia di wrestling abbia poca esperienza nella gestione del business e si circondi di persone più interessate ad alimentare il suo ego che a metterne in discussione le decisioni:

“Quando hai qualcuno che non sa davvero come si gestisce un’azienda e vuole solo persone che gli diano sempre ragione perché è il proprietario, la cosa mi preoccupa”.

Per rafforzare il concetto, D-Von ha citato Vince McMahon, ricordando come persino lui si affidasse a figure esperte come Pat Patterson e Kevin Dunn, capaci di dirgli apertamente quando un’idea non avrebbe funzionato: “Perfino Vince McMahon aveva persone che gli dicevano di no quando pensavano stesse sbagliando. Pat Patterson era il suo braccio destro e, insieme a Kevin Dunn, era tra i pochi a dirgli: ‘Non credo che funzionerà’ oppure ‘Non è la scelta giusta’”.

L’Hall of Famer ha precisato di non avere nulla di personale contro chi lavora negli uffici della AEW, ma ritiene che Khan non stia sfruttando a dovere l’esperienza di chi ha già avuto successo nel mondo del wrestling: “Non odio nessuno negli uffici della AEW e non dico di non rispettarli. Però ho un problema quando apri una compagnia perché sei un grande fan del wrestling e poi non ascolti chi in questo business ha costruito qualcosa e potrebbe consigliarti su come gestirla”.

D-Von ha poi accusato Khan di dare troppo peso alle opinioni dei giornalisti specializzati e dei cosiddetti “dirt sheet writers”, anziché ascoltare i veterani che hanno realmente fatto soldi e costruito il business: “Vai dai dirt sheet writers e da tutta quella gente, ascolti loro prima di ascoltare chi in questo business ha davvero fatto soldi. Per me significa non capire fino in fondo come funziona questo settore.

Non puoi andare avanti se non impari da chi è venuto prima di te e ha costruito qualcosa”.

Maven difende Tony Khan: “Ha conquistato il mio rispetto”

Maven si è detto in parte d’accordo con le critiche di D-Von, definendo Khan un appassionato di wrestling con grandi disponibilità economiche ma senza la stessa conoscenza del business della famiglia McMahon. Tuttavia, ha raccontato di aver cambiato opinione dopo aver trascorso una giornata in AEW.

Secondo Maven, Tony Khan seguiva costantemente i wrestler al termine dei loro incontri, togliendosi le cuffie e andando personalmente a chiedere come stessero e cosa pensassero del match: “Per mezz’ora l’ho osservato. Ogni wrestler che rientrava dal ring, lui si alzava, si toglieva le cuffie e andava sinceramente a chiedergli come stava e cosa ne pensasse. Lo faceva davvero con interesse. Se fossi solo uno che mette i soldi e non gli importasse nulla, non ti comporteresti così. L’ho visto con i miei occhi e quella sera ha guadagnato il mio rispetto”.

D-Von ha riconosciuto la validità del punto di vista di Maven, ma ha ribadito che la AEW potrebbe essere gestita molto meglio se Khan si affidasse a veterani davvero interessati a far crescere la compagnia, anziché a persone concentrate sul proprio tornaconto:

“Non ho problemi con chi è al comando della AEW. Penso solo che potrebbe essere gestita molto meglio. Prendi i veterani che hanno fatto la storia del wrestling e coinvolgili nelle storyline o nel migliorare il prodotto. Nessuno dice che Tony Khan non possa farlo, ma credo che riponga la sua fiducia nelle persone sbagliate, per i motivi sbagliati”.

A quel punto D-Von ha lanciato l’accusa più pesante, sostenendo che molte persone vicine a Khan si approfittino di lui perché sanno di avere accesso al patrimonio della sua famiglia: “Siccome suo padre ha i soldi, li dà a Tony e Tony è disposto a spenderli, credo che molte persone si approfittino di lui”.

L’ex campione di coppia ha aggiunto che la sua opinione non deriva solo da ciò che vede dall’esterno, ma anche da confidenze ricevute da persone che lavorano all’interno della AEW: “Lo penso davvero, perché persone che lavorano in AEW mi hanno detto personalmente che c’è chi si approfitta di Tony. Gli gonfiano l’ego, così lui dice: ‘Va bene, cosa vuoi?’ e glielo concede. Secondo me questo è il modo sbagliato di gestire le cose”. D-Von ha poi precisato che Khan non dovrebbe offendersi, perché le sue parole rappresentano una valutazione sincera basata su ciò che ha visto e sentito nel corso degli anni: “Se Tony si offende per quello che sto dicendo, non so cosa dirgli. Sto semplicemente dicendo quello che vedo dall’esterno. Non lavoro per lui e non mi paga”.

Ha anche sostenuto che questa opinione sarebbe condivisa da molte figure importanti del settore: “Non sono l’unico a dirlo. Praticamente chiunque conti davvero nel mondo del wrestling dice le stesse cose su Tony”.

Infine, D-Von ha rivolto un consiglio diretto al presidente della AEW: “Credo che Tony possa circondarsi di persone migliori, capaci di aiutare davvero la compagnia a raggiungere il livello che merita. Non deve preoccuparsi di battere la WWE. Deve preoccuparsi di portare la AEW al massimo delle sue potenzialità”. Pur criticando duramente la gestione della compagnia, D-Von ha ribadito ancora una volta di apprezzare il lavoro dei wrestler: “Il wrestling è fenomenale. Adoro quei ragazzi. Quando salgono sul ring mettono in scena uno spettacolo straordinario”.

In chiusura ha lanciato l’affermazione più forte dell’intera conversazione, sostenendo che gran parte del roster AEW condivida le sue stesse perplessità: “Ho tanti amici in AEW. Alcuni li ho conosciuti proprio lì e siamo diventati amici. Mi dicono tutti la stessa cosa. Quando il 90% del roster dice certe cose sulla tua compagnia, allora forse è il momento di iniziare ad ascoltare”.

Maven ha concluso ribadendo che, pur ritenendo Tony Khan un grande appassionato con ancora molto da imparare dal punto di vista manageriale, desidera vedere la AEW avere successo. D-Von ha condiviso questo pensiero: più federazioni di wrestling prosperano, più opportunità ci sono per gli atleti. Le sue critiche, ha sottolineato, non sono mai state rivolte ai wrestler o alla qualità degli incontri, bensì alle persone di cui Tony Khan sceglie di circondarsi e all’influenza che esercitano sulle decisioni della compagnia.