Si fa un gran parlare in questi giorni delle possibili (e alcune confermate) partenze del roster AEW. Per alcuni è il segno di un chiaro declino. Per altri (me compreso) è il segno di un decisione che andava presa almeno due anni fa. Dunque la compagnia è in ritardo su quel che avrebbe già dovuto fare.
La messa a contratto compulsiva degli scorsi anni ha agitato tanto i fan, ma non ha portato a molto. Troppi wrestler si sono ritrovati/e a entrare e uscire dalle storie, talvolta senza un perché, con cambi di direzione continui che non hanno aiutato i rapporti tra roster e dirigenza. È difficile guidare un gruppo di oltre 16 ragazze e ragazzi da piazzare in quattro show (fino al 2024). Era necessario intervenire, scremare, fare spazio, per concentrarsi solo su quelli veramente interessanti.
Roster maschile
Malakai Black andrà via. Il mancato rapporto coi colleghi e una certa pigrizia finale non hanno aiutato. Era lì per via di Cody, andato via il quale è saltato ogni entusiasmo. Ricky Starks vuole andare via e deve farlo, dato che non è adatto allo stile AEW (andrebbe meglio in WWE). Wardlow è un altro che tra infortuni e fisico è difficile da incastrare in un roster di “piccoli”. Miro è fuori da un anno e si è capito che non valga la pena investirci. Su Rey Fenix no comment.
Sarebbe anche ora di lasciare andare Hook. Col padre dentro sarà difficile, ma è evidente che in tre anni non è migliorato per niente e anche loro lo sappiano. La nuova storyline con Samoa Joe appare tanto da ultima spiaggia.
C’è una folta pattuglia di lowcarder che può essere richiamata a gettone. Ar Fox, Garrison, Ogogo, Scorpio Sky, Bennett, Taven, Vance, Ortiz, Comoroto, Sydal, Johnny Tv, Keith Lee, Killswitch. Andrebbe fatto anche un ragionamento su Mark Davis: senza gli Aussie Open, dove può andare?
Il blocco messicani è fallito prima di iniziare. C’è da valutare poi Acclaimed, e i tanti wrestler che si dividono tra AEW e ROH. Anche qui, senza idee da sviluppare, è meglio lasciare andare.
Roster femminile
Non vale la pena spendere tempo con Britt Baker, vista la pattuglia di atlete che sta venendo su nel roster e le tante controversie nel backstage. È una ragazza che può abbracciare la TNA e trovare la sua comfort zone.
Bisogna decidere poi su cosa vale investire. Deonna Purrazzo e Taya Valkyrie sono in condizioni imbarazzanti da almeno un anno, e sembra abbiano anche dimenticato come lotta bene. Se non fanno uno scatto, si possono lasciare andare. Su Anna Jay sono state spese risorse, ma non si è mossa di un millimetro. Vale tenerla?
Come per i messicani nel roster maschile, possiamo dire conclusa l’esperienza completa con le giapponesi in quello femminile. Qualche chiamata spot ci può stare, ma le storyline devono andare ad altre ragazze.
Ringraziamo e salutiamo Nyla Rose, Mercedes Martinez, Leila Grey, Abadon, Penelope Ford, Diamante, Leyla Hirsch, Kiera Hogan e Kamille.
Infine Thunder Rosa. È evidente che gli infortuni abbiano ridotto di parecchio le sue capacità in ring e che lei stessa non si sia mai dimostrata del tutto all’altezza della situazione.