Secondo Montel Vontavious Porter, ospite del podcast Marking Out, la AEW ha una suddivisione interna più rilassata rispetto a WWE, ma con una netta gerarchia in cui i top carder come The Elite, Mercedes Moné, Chris Jericho, Samoa Joe e Jon Moxley hanno stanze private a loro dedicate e i mid carder, come l’Hurt Syndicate, usano uno spazio condiviso soprannominato “Blue Room”: non è una loggia privata, ma un’area separata dal resto.

Porter ha aggiunto che questa struttura “non rigida” – mischiata al rispetto per la gerarchia – funziona bene:

“Personalmente, ho sempre pensato che il concetto di uno spogliatoio aperto, dove tutti si mescolano un po’, vada bene.
Ma rispetto anche la gerarchia. Ehi, amico, se hai fatto abbastanza per affermarti come una star di un altro livello, allora sì, te lo sei guadagnato, sai…”

AEW continua così a imprimere la propria identità: ambiente amichevole con privilegi riservati a chi ha fatto carriera. Classico compromesso tra stile “open locker room” e cultura del merito.