In attesa del main event di All In Texas, Hangman Adam Page vs. Jon Moxley in un Texas Death Match, ricordiamo alcuni match brutali e le loro conseguenze. I deathmatch sono tra gli incontri di wrestling più violenti, in cui è consentito l’uso di vari tipi di armi. Raramente presenti nelle federazioni più importanti, un deathmatch femminile è qualcosa di praticamente inedito.
Britt Baker debutto in AEW come babyface, sin dai primissimi giorni di concepimento della compagnia. Incredibilmente, la top face della divisione femminile fallì fin da subito. Era necessario un cambiamento drastico, e così divenne heel.
La sua vera ascesa iniziò dopo un incontro brutale con Hikaru Shida, ormai uno dei volti della AEW. Durante il match, subì una deviazione del setto nasale che la lasciò sanguinante, definendo un’immagine ben precisa: un sorriso sadico, incorniciato da un fiume di sangue. Del resto, come spesso accade, sono proprio gli incidenti ad esaltare la persona di certi lottatori (ricordiamo Becky Lynch nella sua versione di The Man).
Ma una vera e propria tempesta stava per giungere in AEW. Una sfida con Thunder Rosa. La campionessa NWA in carica arrivò come un fulmine. Combattente feroce, Rosa lottava con metà volto dipinto a mo’ di teschio in omaggio al Día de los Muertos, per onorare coloro che avevano segnato il suo percorso nella vita e nel wrestling. Portava con sé il peso di ogni lottatrice che non ce l’aveva fatta. Lei e Baker si consideravano entrambe “il volto della divisione femminile,” rendendo il loro scontro inevitabile.
Dopo che Baker costò a Rosa una possibilità per il titolo NWA, la loro rivalità esplose in un susseguirsi di sabotaggi. Attacchi alla credibilità dell’altra, rovinandosi momenti a vicenda. Nessun match normale poteva contenerle. La battaglia finale doveva essere un Lights Out match. Una guerra non sanzionata, così violenta che la stessa AEW si rifiutava di riconoscerla ufficialmente nella storia della compagnia. Niente regole, nessuna conseguenza, nessun limite. Fu il primo main event femminile nella storia di AEW.
I Lights Out match erano eventi rari. AEW ne aveva presentati solo due in passato: Kenny Omega vs. Jon Moxley, che metteva uno dei più grandi tecnici del wrestling contro uno specialista dell’hardcore; e Kenny Omega vs. Joey Janela, dove un lottatore indie spericolato rischiava tutto. Entrambi i match avevano promesso spettacolo, e lo avevano mantenuto. Continuare quell’eredità sembrava impossibile.
Britt Baker vs. Thunder Rosa (11 marzo 2021). Il caos esplose all’istante. I fan intonarono in coro Thunderstruck per onorare Rosa, rendendo il momento leggendario. Il massacro si intensificò. Baker schiacciò la testa di Rosa sui gradoni in metallo, lasciandola insanguinata. Un superplex su una pila di sedie aggiunse un ulteriore livello di brutalità.
Hikaru Shida, campionessa femminile AEW, osservava attentamente da bordo ring. Rosa reagì, colpendo Baker in faccia con una scala tramite un dropkick all’angolo. Tornò l’immagine del sangue, ma questa volta Baker aveva il volto completamente ricoperto. Una punizione quasi poetica, che però non faceva altro che alimentare la sua adrenalina.
Poco dopo, Baker fu schiantata su un letto di puntine da disegno, contorcendosi dal dolore. Pochi istanti dopo, Rosa eseguì una Fire Thunder Driver attraverso un tavolo fuori ring. Il colpo finale. Al suono della ring bell, Rosa scoppiò in lacrime.
Quelle lacrime continuarono a scorrere nelle vene della AEW, creando una delle più belle e incredibili divisioni femminili mai viste nel mondo del wrestling, qualcosa che mancava dai tempi di NXT Gold, e da decenni in Giappone.