Lione, Francia. L’incredibile folla che assiepa la LDLC Arena si fa subito sentire. Ad aprire Backlash c’è infatti il Tag-Team Match tra la nuova Bloodline (di Tama Tonga e Solo Sikoa) contro un duo over come poche cose al mondo, Randy Orton e Kevin Owens. Una battaglia, una guerra, che stasera avrà (forse) fine. Un opener importantissimo visti anche i rumor degli ultimi giorni…

Il nuovo Tribal Chief vuole la testa di Owens ed Orton: si inizia con il botto

I cori We Want Roman, tutto il pubblico contro: il più piccolo dei fratelli Usos vuole prendersi la Bloodline. Da Tribal Heir a Tribal Chief, nella bolgia di una Lione che è tutta dalla parte di Owens ed Orton. Dopo quando accaduto ieri sera, il match non inizia nemmeno, visto che esplode subito una rissa a bordo ring, senza che gli arbitri riescano a fermarla. Produttor, addetti ai lavori… nessuno riesce a dividere i quattro, con KO che addirittura colpisce con due Stunner alcuni membri della security.

A sorpresa, dopo il caos iniziale, Nick Aldis (General Manager di Smackdown) decide di farla finita e tramuta l’incontro in uno Street Fight. La campanella viene suonata, il pubblico è tutto in piedi. Nessuna regola, solo tante botte. Si formano immediatamente le coppie ed il pubblico si ritrova protagonista, visto che il match viene combattuto per buona parte proprio in mezzo alla folla, impazzita, della città francese.

Difficile, in questo caso, parlare di highlights in un match che è, di fatto, davvero una rissa da strada. I due face prendono il sopravvento, tornando a bordo ring: Tama Tonga viene lanciato due volte, con un Back Suplex, sui due tavoli di commento mentre Sikoa si becca un DDT sulle scalette d’acciaio, cortesia di KO. Bidoni d’acciaio, kendo stick… inizia una vera e propria mattanza nei confronti della decimata Bloodline, con tanto di colpi in testa che non si vedevano da anni.

I cori ECW si sprecano, sotto gli occhi di un attonito Paul Heyman. Ed arriva anche il tavolo, che scatena nuovamente Lione. Uno Splash dall’apron di Owens disintegra il neo arrivato Tama Tonga, mentre è Orton, sul ring, a provare l’offensiva nei confronti di Sikoa. Che però reagisce, lanciando il Legend Killer con un Samoan Drop su un altro tavolo. Il nuovo Tribal Chief riesce ad evitare anche l’incedere di un Owens on fire, mandandolo al creatore con una Clothesline fuori scala e creando quella situazione di superiorità numerica che la Bloodline sfrutta, da sempre, alla grande.

Tonga, durissimo nei suoi colpi, si unisce al suo “boss”, punendo Owens con una kendo stick ed addormentando il ritmo del match. Lo Stink Face di Sikoa, con Orton ancora out, viene seguito da diversi colpi con il coperchio del bidone d’alluminio… ma KO ha una reazione d’orgoglio. Solo rimette le cose a posto ed il massacro può continuare, fino alla reazione dell’ex NXT! Cha lanca Sikoa contro un tavolo posizionato all’angolo.

Tama Tonga riprende, però, le redini del match, mentre di Orton continua a non esserci traccia, colpito davvero duramente qualche minuto prima. Eccolo, invece! Randy Orton e Tama Tonga, l’uno contro l’altro: è il momento comeback, con Powerslam ed Orton DDT! Lione è in visibilio… è il momento della RKO! A SEGNO! Ma lo schienamento viene interrotto da Sikoa! Un falso finale davvero sentito, sia dal pubblico che da Tonga, colpito nuovamente dalla finisher più letale del business.

Sikoa, però, ha altre idee. Il Legend Killer viene preso, di peso, e portato nella zona tavolo di commento. Ma, come spesso accade, si ritorce contro il nuovo Tribal Chief. RKO anche per lui, sul tavolo di commento! Il match, senza regole, è una battaglia… Owens e Tonga, ora, sono soli sul ring. E con un mucchio di sedie che, dopo ogni colpo, vengono sistemate in maniera decisamente pericolosa. KO tenta una manovra rischiosissima… ma Tonga reagisce! PRIMA DI UNA BRAINBUSTER MODIFICATA, DALLA TERZA CORDA, DI OWENS SU TONGA SU QUATTRO SEDIE APERTE!

TANGA LOA, DEBUTTO IN WWE! Che sorpresa a Lione!

Lo schienamento vincente di Owens non è tale solo per un unico motivo: Tanga Loa, fratello di Tama Tonga, si unisce clamorosamente alla Bloodline, fermando l’arbitro ed aprendo le porte all’Uranage di Sikoa su una sedia ed al Samoa Spike che risulta vincente. La Bloodline ha un nuovo membro… non è Jacob Fatu ma è Tanga Loa, fratello di Tama Tonga! Una Bloodline 2.0, con con l’ex “Camacho” che torna in WWE con ben altra attitudine, raggiungendo il fratello ed il nuovo Tribal Chief, che costringe anche Paul Heyman a posare con loro. Un finale incredibile per uno Street Fight durissimo che segna davvero l’inizio di una nuova era. Se non per la WWE, quanto meno per la Bloodline.