Siamo in un’epoca in cui è difficile trovare wrestler interessati a diventare dei free agent, in grado di ottenere contratti particolarmente remunerativi. Dopo le ondate 2006-2012 e 2019-2023, la bolla è esplosa e non c’è una nuova compagnia o un boom improvviso che giustifichi la decisione di fare un salto. Certamente la WWE rimane in una posizione di vantaggio. Ma se le indy non producono future superstar, diventa complicato poi per le major sfidarsi su piani paralleli.

Allora come fare?

La AEW, al di là dei soldi, può garantire un calendario ridotto e l’assicurazione di alcuni match/feud inediti che possono stuzzicare gli appetiti. Aiuta il fatto che tanti wrestler, in questi 7 anni, non si sono spostati dillà. Alimentando dunque sogni e desideri. E se non si spostano dillà, allora tocca spostarsi diqua. A che prezzo? Come ho spiegato una settimana fa, non tutti possono pensare di raggiungere posizioni importanti nel roster. Bisogna anche sapersi “accontentare”, ben sapendo che la miglior risposta alla poca fiducia può essere solo il lavoro dentro e fuori dal ring.

E se il lavoro lo fa la AEW? Ecco, in quel caso, allora c’è tutto l’interesse a fare un bel salto.

Ricordate il debutto di Penta in WWE? Uno dei problemi della All Elite (non sempre, ma spesso) è stato quello di non aver saputo impacchettare i nuovi arrivi. Ho ancora negli occhi il primo debutto di Andrade, nel disinteresse generale, persino dei commentatori stessi. Ma si può? Purtroppo l’inesperienza ha portato anche a questi scivoloni. Oggi, per fortuna, le cose sono cambiate. E quando il messicano è tornato, ha ottenuto un pop che probabilmente non aveva mai sentito – se non in Messico.

Infine arriviamo a Tommaso Ciampa. Avrebbe potuto rinnovare con la WWE e ottenere una dorata pensione. Un po’ come accade ad Apollo Crews e ad altri colleghi. Certo col rischio di un licenziamento, ma le sue qualità sono indiscutibili. Come possono essere convincenti dillà? Certo gli incroci nuovi e vecchi, dopo tanti anni, possono essere interessanti. Ma ci vuole un minimo di assicurazione. Che non deve essere per forza la vittoria di una cintura.

La presentazione di Ciampa a Dynamite mi ha ricordato molto quelle della WWE. Standard altissimo: theme music impattante, luci, ingresso. Non c’era nulla fuori posto. Questo modo di lavorare per un wrestler è di fondamentale importanza. Si sente coccolato sì, ma si sente anche in un luogo dove la professionalità è di casa. Dove il distacco dalla WWE non è poi così abissale. Una gestione del genere porta a spendere belle parole, pubblicamente. Coi media e coi colleghi.

Ora si parla tanto di Johnny Gargano e Candice LaRae pronti a passare in AEW. Una telefonata, un messaggio possono cambiare una vita. Non sono del tutto contento: non perché non stimi i due, quanto perché il roster rischia di ingolfarsi. L’unico motivo di tutte queste aggiunte può essere un contratto televisivo per la Ring of Honor e dunque un rimodellamento dei roster, in modo che uno sia “Elite” per davvero. Ma è certo che lavorando in questo modo, dopo un 2025 molto positivo, Tony Khan e soci potranno tornare ad acquisire forza sul mercato per convincere i migliori talenti alla firma.