Lo scorso Sabato è venuto a mancare, a 74 anni, il leggendario lottatore giapponese Gran Hamada (QUI la notizia).

Nato a Maebashi il 27 Novembre 1950, Hiroaki Hamada, dal 1972 al suo ritiro, nel 2018, ha attraversato una carriera che l’ha visto protagonista in Giappone e Messico, diventando uno dei Padri del Puroresu e del Lucharesu in entrambe le nazioni.

AJPW, NJPW, AAA, CMLL, UWA, ma persino apparizioni nella leggendaria ECW, oltre che nella galassia delle principali federazioni minori del Puroresu e nel Joshi (dove la Dinastia Hamada gode tuttora di una rappresentante come Ayako Hamada, pluricampionessa in AAA, IWRG, TNA e SHIMMER mentre sua sorella Xóchitl, ritiratasi nel 2009, è stata anch’essa pluricampionessa in AAA e CMLL, Ndr).

Un curriculum impressionante di titoli: un vero dominio nella UWA degli anni 80 e 90, due volte WWF Lightweight Heavyweight Champion (il secondo titolo per i pesi leggeri che la WWF creò negli anni della collaborazione con la NJPW, da non confondersi con lo storico WWF Jr. Heavyweght Championship indossato anche da Tiger Mask

e poi ritirato nel 1985, Ndr), Titoli in NWA e in altre realtà.

Scontri e rivalità entrate nella leggenda come contro Perro Aguayo, Dr. Wagner Jr., Blue Panther, che hanno infiammato le arene di Messico e Giappone.

La grande capacità atletica unita a uno stile strong ha ispirato tanti lottatori giapponesi, messicani e di tutto il mondo, che hanno riconosciuto nel lottatore un esempio da seguire.

Cosa rimane oggi dell’eredità di Hamada? Oltre ai suoi Match, rimangono le tante testimonianze di colleghi, della sua famiglia (e delle figlie in particolare), rimangono i tributi che, dal Messico al Giappone, passando anche dai social, di chi lo ha incrociato sul ring o anche avuto solo piacere di sedersi con lui e parlare, per apprendere dalla pluridecennale esperienza di una simile leggenda, ponte fra due delle scuole di wrestling più amate e storiche.

Non è un caso se in questi due paesi, la Lotta sia qualcosa di più che una semplice disciplina sportiva e d’intrattenimento: è quasi uno stile di vita, una religione da rispettare e onorare, sul ring e fuori, con doveroso rispetto e serietà.

E la grandezza di Hamada si sentiva in questo. E la sentiremo ancora, su quel ring, ogni volta.

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Enrico Bertelli “Taigermen”