Buon pomeriggio carissimi lettori di Zona Wrestling e affezionati alla vostra rubrica preferita sull’indy wrestling. Esattamente come lo scorso anno il vostro Corey vi porta alla scoperta dei migliori wrestler dell’anno, tra quelli citati in questo spazio in tutto il 2018. A differenza dello scorso anno, la classifica sarà capovolta e avrà meno categorie. Pronti? Partiamo!

 

BEST MALE WRESTLER: WALTER

Il migliore. Non c’è molto da spiegare: il ragazzone austriaco ha colto nel 2018 il miglior anno della sua carriera sportiva. Non parlano solo i titoli vinti, ma l’assoluta costanza di rendimento che lo ha portato al 100% in ogni incontro abbia sostenuto – dalla promotion indy di primo livello a quelle di più basso rango. In questi dodici mesi ha messo in fila la bellezza di 25 match da 4 stelle in su, portato avanti con sapienza i regni da campione ed in particolare in PROGRESS dove è stato supportato da una scrittura su misura. Ha lottato in 26 compagnie diverse tra USA, Giappone e Europa; messo in piedi 134 match di cui 90 vinti; progredito il dojo della wXw tirando fuori degli autentici talenti. Il futuro si chiama WWE. Farà faville pure lì.

BEST FEMALE WRESTLER: TESSA BLANCHARD

Potente, arguta, bellissima. Tessa Blanchard non ha solo coronato un ottimo anno ad Impact ma ha fatto faville anche a livello indy. La sua vittoria di ALL In è valso un grosso riconoscimento, ma nel contempo ha raggiunto la vittoria di ben 5 titoli assoluti femminili superando avversarie del calibro di Britt Baker, Priscilla Kelly, Kiera Hogan, Kay Lee Ray, Allie, Taya Valkyrie, Madison Rayne, Santana Garrett, Mercedes Martinez e Chelsea Green. Non ha sbagliato un colpo ed ha avuto il pregio di attivare l’interesse del pubblico in ogni occasione. Viene amata o odiata, ha le caratteristiche giuste per convincere un po’ tutti i presenti ad uno show ed un suo match raramente riesce ad essere negativo.

BEST TAG TEAM: LUCHA BROTHERS

Mai come quest’anno la lotta è stata serrata. Sono stati davvero tantissimi i team che hanno lottato per un posto al sole. In particolare i vincitori dello scorso anno, i Rascalz, che però hanno “pagato” un periodo abbastanza lungo in Giappone e una gestione singola in alcune promotion. E anche i LAX, gli oVe, gli Young Bucks, i Besties in The World, i Mexiblood, i CCK, i RingKampf e tanti tanti altri. Però i Lucha Brothers si sono imposti con fermezza anche in un ambiente differente rispetto a quello di Lucha Underground. Hanno portato la propria identità ovunque, vincendo e perdendo, ma sempre agitando gli applausi e gli elogi del pubblico. Sono uno spettacolo. Sono la cosa più calda presente nelle indy oggi e la cosa migliore è che ci resteranno per tanto tempo ancora.

BEST SHOW: PROGRESS Chapter 79, One Big Neck With Sausage Hands

Quest’anno tante promotion hanno tentato di raggiungere la perfezione ma nessuna vi è riuscita. La Progress Wrestling però ci si è avvicinata, andata molto vicina, in extremis, grazie ad una seconda parte di stagione molto centrata su grandi match. E Chapter 79 è stato uno show pazzesco dal primo all’ultimo minuto, con l’atmosfera bella dei grandi, grandissimi show degli scorsi anni nelle indy. Basterebbe il main event tra Travis Banks e David Starr per definire questo straordinario show. Ma poi vedi che c’è un bel match comedy tra gli Anti-Fun Police e il Team Tremendous, c’è la sorpresa regalata da Trent Seven e Kyle Fletcher, la solidità di Eddie Dennis e Mark Haskins. E la nascita dei Do Not Resuscitate, che attaccano Jimmy Havoc e aprono ad una rivoluzione nella promotion.

BEST MATCH: NICK ALDIS vs CODY RHODES (NWA Championship Match, All In)

So che questa scelta farà discutere, ed è un bene. Come al solito, le indy hanno sfornato una marea di bei match che ad altri livelli è difficile vedere. Però questo incontro ha una sua specialità che nessun altro è riuscito a pareggiare. A partire dalla scrittura, punto importante di qualunque feud: i due sono arrivati allo show indy dell’anno carichi di adrenalina, pathos, hype. Sono arrivati coi presupposti per far bene e non era scontato per due che sono stati vissuti come degli “scarti”. L’atmosfera era pazzesca. L’attesa era pazzesca. I due ci hanno messo esperienza e maestria, non senza fare errori (in particolare il bladejob ritardato di Cody), ma tenendo sempre alta l’attenzione del pubblico. Hanno dominato la scena, messo il titolo NWA tra i top trend dell’estate e regalato un sacco di citazioni importanti. Il miglior match ha caratteristiche e fattori che dai quali non si può prescindere, e questo di All In le rispecchia tutte.

MOST IMPROVED STAR: MYRON REED

Ha debuttato appena due anni fa, già lo scorso anno aveva dato segni di talento, ma mai come nel 2018 Myron Reed è riuscito ad esplodere con tutta la sua forza. Diventato regular della AAW al fianco dei maestri AR Fox e Sami Callihan, ad appena ventun anni è cresciuto a tal punto da diventare un main eventer della promotion. “Liberatosi” dei fratelli sul ring Trey Miguel e Stephen Wolf, li ha battuti allo sprint grazie anche ad una serie notevole di grandi match. È arrivato il titolo di coppia AAW e quello della Glory, le grandi sfide con ACH e DJ Z, gli occhi della WWE e le prestazioni in MLW. In questo modo ha battuto pure il gioiellino di scuola oVe (Ace Austin) e a poco a poco si sta preparando a prendere il posto di Strickland, Lee e ACH quando questi se ne andranno in altri lidi.

BEST PROMOTION: GAME CHANGER WRESTLING (GCW)

Lo scorso anno la EVOLVE si impose mescolando ottimi match ad una scrittura al limite della perfezione. Nel 2018,  mentre le più conosciute proponevano cose buone ma già viste, dietro iniziava a salire, a crescere la voglia di qualcosa di diverso. Da un lato la MLW, di cui settimanalmente vi offriamo il report del programma su YouTube; dall’altro la GCW, che nel suo ciclo tra trash e hardcore ha fondato una community sempre più numerosa. E passare dalle “sale da bingo” ad arene che sono dei veri e propri capisaldi dell’indy americano non è cosa da tutti i giorni. Il merito di due wrestler in particolare: Nick Gage e Joey Janela. Il primo ha dato fondo alle sue conoscenze per imporre wrestler a metà tra l’hardcore e l’ultraviolent, recuperando quel pubblico che aveva abbandonato tempo fa la CZW. Il secondo ha portato la compagnia su un versante più cool e pop, trash a tratti ma sempre con giudizio. E il filone di match vissuti (Ciclope, The Great Sasuke, PCO, Jinsei Shinzaki, Psichosis) è per palati fini, per fan che conoscono il wrestling a 360° e che hanno voglia di divertirsi a veder qualcosa di diverso.

Ora tocca ai vostri pareri: siete d’accordo coi voti? Chi avreste voluto come vincitori? Dite la vostra!