La collaborazione tra WWE e TNA sancita alcuni anni fa, poi approfondita e ufficializzata nel gennaio 2025, era il punto utile per la federazione di Nashville per poter tornare o pensare di tornare ai vecchi fasti.
Avere “amica” una compagnia dalla quale puoi prelevare wrestler fa molto comodo, ma non è solo questo. Se ci pensate, puoi far crescere i tuoi talenti più giovani per testarli anche in altri palcoscenici, puoi aiutare questa tua alleata a incrementare la propria visibilità per poi aumentare a tua volta l’esposizione dei tuoi talenti “in prestito” e soprattutto puoi farti “amico” un gruppo per liberarti di un altro, o almeno provarci (la AEW).
Questo rapporto ha sicuramente contribuito a portare la TNA verso la firma con il suo nuovo network televisivo, AMC e no, il merito è anche della TNA stessa, la quale fino allo scorso anno ha offerto ampiamente un buonissimo prodotto settimanale.
A gennaio le aspettative erano alte, gente come Devon Dudley (da me intervistata con chiacchierata reperibile QUI) ha più volte sottolineato come la compagnia avrebbe beneficiato del nuovo contratto e della nuova esposizione, così da tornare ad essere la #2 del Nord America… mesi dopo risulterà quasi una baggianata.
Le prime forti critiche sul web e il drastico calo
Se inizialmente il prodotto sembrava essere buono, ma non così esaltante come ci si poteva aspettare, col passare delle settimane prima e i mesi poi, la cose sono cambiate.
Gli spazi di alcuni wrestler tagliati, la confusione generale in aumento e le critiche sul web sempre più aspre, anche da parte dei fan più “accaniti” e da sempre al seguito della Total NonStop Action Wrestling, hanno aperto gli occhi e fatto ben intendere come in realtà le aspirazioni non hanno combaciato con i fatti veri e propri.
Una lunga lista di addii culminata in questa settimana con Tessa Blanchard e Tommy Dreamer, la prima messa alla porta “scegli o noi o la CMLL” a causa dei conflitti di esposizione TV dovuti alla partnership tra WWE/TNA e AEW/CMLL e fin qui ci possiamo anche stare, il secondo eliminato per tagli volti a migliorare e perfezionare le strategie aziendali.
Non che Tommy abbia fatto chissà quale ottimo lavoro nel booking team, ma era di fatto l’ultimo pezzo di collante all’interno di un backstage oggi privo anche di Sami Callihan.
Da che mondo e mondo, questo tipo di movimenti portano spesso un azienda verso la vendita e allora viene da pensare se la WWE farà davvero la sua mossa, qualcosa che molti hanno pensato dal giorno 1 della collab, ma altri come il sottoscritto hanno sempre rifiutato di credere.
Oggi la TNA ha un valore complessivo sicuramente superiore a quello di un anno fa o degli anni sotto la nomea Impact Wrestling, ecco perché è difficile comprendere come si possa acquistare una federazione oggi e pagarla molto più rispetto a soli dodici mesi fa, quando già allora avresti potuto compiere la mossa (se ci sono utenti esperti di economia aziendali, mi aiutino a comprendere meglio tale circostanza tra i commenti, grazie).
Il drastico cambio di rotta
La lista di addii, specie per il lato backstage, lascia presagire un cambio di rotta totale, indipendentemente da una vendita o meno.
E’ indubbio considerare Carlos Silva e soci come principali colpevoli e soggetti adagiatisi sugli “allori di turno” dopo aver ottenuto il loro principale obiettivo, un miglior network, dei palazzetti pieni e conseguentemente più soldi.
Altrettanto vero l’aver trascurato i tuoi wrestler e l’esempio palese arriva proprio con il “Bullet Proof” Steve Maclin, rinnovato a marzo e risoluzione del contratto a giugno. Una mossa senza senso.
Manca circa una settimana a Slammiversary, la card è stata “montata” per un buon 90% sette giorni fa senza alcun tipo di solidità capace di reggere l’hype del prodotto. Se a questi si aggiunge l’aver tolto l’effetto sorpresa con il ritorno di un futuro TNA Hall of Famer come Amazing Red, potete capire facilmente le parole appena scritte.
Personalmente non so cosa attendermi dall’evento, se un progetto stravolto e una nuova ripartenza (l’ennesima) per la compagnia (se così fosse, va dato atto alla dirigenza di aver ascoltato il suo pubblico e deciso di azzerare tutto pur di ripartire per ricominciare a offrire un pacchetto valido), oppure l’arrivo di un HHH di turno con conseguente ufficialità sull’acquisizione della World Wrestling Entertainment.
Fallimento
In conclusione, qualunque opzione si trasformi in realtà, sarà comunque sinonimo di fallimento.
Fallimento di un progetto ripartito con tutte le buone speranze, con un nuovo contratto TV, una nuova gloriosa era e invece non hanno saputo cogliere l’occasione, ancora una volta.
Scott D’Amore non sarebbe riuscito a instaurare i rapporti validi per arrivare a certi numeri/contratti, vero, ma se le conseguenze devono essere queste, meglio un prodotto come quello marchiato Impact Wrestling e cioè pieno di passione vera per quelle tre lettere, piuttosto che ragionare come una semplice azienda priva di sentimenti come ora.
Per approfondire ulteriormente il concetto a riguardo, vi lascio al mio recente video sulla TNA.