Dopo aver droppato il titolo TNA a Bound For Glory in favore di Mike Santana, Trick Williams è a un solo “job contro Ricky Saints” di distanza dal debuttare nel MR. E’ vero che non si può dare per scontata una promozione, in particolare quest’anno dove sono state poche specialmente nel reparto maschile. Inoltre più volte si ha avuto la sensazione di un arrivederci che si è rivelata una falsa partenza(con Ethan Page conto almeno 3 occasioni), ma in virtù del fatto che Williams ha chiuso e richiuso il suo arco narrativo a NXT, chiudendolo anche in un’altra federazione, si può ritenere molto probabile il call up imminente dopo Halloween Havoc.

Il Main Roster si troverà nelle mani la Superstar che attendeva, per certi versi addirittura più incisiva di Bron Breakker. Nemmeno se fosse stato creato in laboratorio sarebbe uscito fuori un Poster boy così perfetto per gli standard WWE(ma anche per quelli AEW, NJPW, TNA e qualsiasi altra compagnia di wrestling esistente), ha tutto: giovane, alto, palestrato, legit, dinamico sul ring, eccellente al microfono, carisma naturale, connessione col pubblico che lo ha reso uno dei pochi a ricevere pop anche da quello del Main, viso pulito da attore afroamericano di Hollywood che all’occorrenza può trasmettere sia sicurezza che arroganza. E sì anche l’essere nero al giorno d’oggi a una figura nel mondo dello spettacolo negli States può tornare utile.

Vorrei approfittare del blog odierno per riassumere la storia di Trick Williams, brevemente perché in 4 anni ha vissuto evoluzioni e cambi che un normale atleta impiega 10 anni minimo per concludere, il tutto riuscendo a mantenere una linea di continuità che solo la penna di Shawn Michaels poteva scrivere:

Il Sidekick

La parte della sua carriera che viene sottovalutata di più, eppure già allora si potevano vedere barlumi di grandezza. Ha esordito alla première di NXT 2.0 incitando l’allora vincitore del Breakout Tournament Carmelo Hayes, era ora di smetterla con l’umiltà, di prendersi ciò che spettava loro di diritto, era il momento di diventare campioni e lo sono diventati. Carmelo Hayes forte del suo nuovo personaggio ha vinto 2 volte l’NXT North American Championship, unificandolo anche con l’NXT Cruiserweight Championship ed infine ha avuto la meglio su Bron Breakker facendo suo l’NXT Title. Il contributo di Trick Williams al successo del fratello non si è limitato solo a qualche scorrettezza e a pomparlo ad ogni entrata(a tal proposito, a Ludvig Kaiser va molto del merito del regno IC di Gunther), ma lo ha caratterizzato con segmenti registrati dal barbiere, accompagnato per poi fuggire terrorizzati dalla casa infestata di Dexter Lumis, festeggiando ogni alloro ottenuto e soprattutto non festeggiando per focalizzarsi sul prossimo. Anche la sua personalità stava venendo sfaccettata nel frattempo.

Fuori dall’ombra

Il voler intraprendere il proprio cammino è stato un passaggio inevitabile, è bastato qualche consiglio sibillino di John Cena per dare a Trick quella spinta finale e la prestazione nell’Iron Survivor Challenge lo ha consacrato, permettendogli di vincere il titolo massimo dello show. Ovviamente passando prima da un feud con Carmelo Hayes, il quale se fisicamente sarebbe sparito ancora prima dell’incoronazione del nuovo campione, psicologicamente è sempre stato presente nella mente di Trick Williams. Nel corso dei suoi 2 regni come NXT Champion Trick Williams ha mostrato chiari sintomi di PTSD ogni volta che il nome di Hayes veniva nominato. Rimanendo in tema singolare anche il suo rapporto con Je’Von Evans, se inizialmente Trick aveva preso il 20enne sotto la propria ala, presto ha iniziato ad allontanarlo proprio perché a suo dire ha già provato a essere parte di un duo e non ha funzionato.

Parlando invece dei suoi regni c’è poco da dire, sono stati esattamente ciò che dovevano essere, inizi accolti a furore di popolo, match ottimi e finali imprevedibili. Sfido chiunque a dire che si aspettava che Ethan Page avrebbe detronizzato Trick dopo pochi mesi e che a sua volta gli avrebbe restituito il titolo successivamente. Non mi stancherò mai di ripetere quanto il canadese sia stata una boccata d’aria fresca in quel periodo dove qualsiasi campione in WWE era invincibile e conduceva regni eterni, più campioni mondiali deboli in chiave mark ma che la fanno sempre franca essendo dei viscidi opportunisti. Forse questo intermezzo di Page ha persino impedito a Williams di ricevere i fischi che il face di turno riceve dopo mesi di dominanza, saggia scelta.

Invece il suo secondo regno si è concluso per mano di Oba Femi in un Triple Threat che vedeva coinvolto pure Eddy Thorpe. Ed è qui che sono iniziate le crepe nella psiche di Trick.

Hollywood Trick

Intenzionato a riprendersi ciò di cui si riteneva derubato Williams ha assunto un atteggiamento autodistruttivo, che invece che avvicinarlo a un rematch titolato lo portava sempre più lontano, se la prendeva con chiunque si mettesse anche solo per sbaglio sul suo cammino. Ha sottovalutato Eddy Thorpe finendo per perdere a Vengeance Day in uno Strap Match. E’ stato lui mancando di rispetto al rookie Dion Lennox a dargli la motivazione per fondare il DarkState. Ha definitivamente rotto l’amicizia con Je’Von ed è finito per avere la sua rivincita titolata proprio col giovane coinvolto. Anche da quest’altro Triple Threat a Stand&Deliver è uscito sconfitto.

Ormai il suo ego era in frantumi, perciò fresco di una parte nella serie TV della CW All American ha deciso di overcompensare la fiducia che ha sempre avuto in sé stesso, sentendosi più grande del roster intero, più grande della WWE stessa. Si è trovato davanti un uomo deluso dal suo cambiamento, il campione TNA Joe Hendry e Williams ha riversato su di lui la sua frustrazione. Ha ardito che del titolo di Impact non gliene fregava niente, voleva toglierlo ad Hendry solo perché gli era costato un’altra shot al suo titolo NXT. A sorpresa Hollywood Trick si è portato a casa questa ennesima cintura, riacquistando anche un motivo per alimentare la sua vanagloria e abbracciando appieno l’essere diventato ciò che odiava, ovvero HIM.

Di questo periodo va segnalato un promo con The Undertaker nella città natale di quest’ultimo, dove Trick Williams è riuscito a farsi acclamare dal pubblico avendo di fronte l’American Badass. Undertaker prima di rifilargli una Choke Slam gli ha profetizzato che una volta perso il titolo TNA sarebbe caduto nel baratro, incrocio le dita che non si riferiva al possibile booking nel MR.

L’addio verso nuove vette

Come detto ora che Williams ha concluso anche il suo arco in TNA, ha solo un match da disputare contro Ricky Saints a Halloween Havoc prima di compiere definitivamente il grande salto nel MR. Poi non si sa mai, magari hanno una mega storyline pronta per Ricky e quindi promuovono lui rendendo Trick un 3 volte campione NXT, lasciandolo nel territorio di sviluppo fino a un passaggio di consegne ad Evans. Altamente improbabile ma la storia stessa di Trick Williams è costellata di sorprese. Mi aspetto una contesa nella quale Ricky Saints dimostri ancora una volta perché può sorreggere il brand ed esserne il volto, mentre un addio sentito da parte di uno dei beniamini dei tifosi di NXT.

Indipendentemente che vada a Raw o SmackDown è chiaro il diamante non più grezzo di cui Stamford dispone, fosse per me lo lancerei subito nella stratosfera come ultimo avversario di John Cena. E’ stato infatti il bostoniano a fargli capire che il suo tempo come wrestler singolo era arrivato, una sfida che Trick potrebbe intraprendere benissimo come heel sbruffone, ma anche come face riconoscente osannato dal pubblico e onorato di disputare l’ultimo match del Leader della Cenation. Preferirei quest’ultima opzione considerando che Bron Breakker è heel. Attorno alle 2 più grandi creazioni di Shawn Michaels si possono costruire i prossimi 10 anni della WWE, nel corso dei quali possono scambiarsi i ruoli di Top Babyface e Top Heel della compagnia all’occorrenza.

Shawn Michaels ha già fatto 30, alla WWE serve solo fare 31.