Saturday Night’s Main Event è andato in scena poco meno di 48h fa, eppure la WWE fa ancora discutere attraverso le sue scelte nel prodotto televisivo (e non solo).

Passa il tempo, sembrava ieri quel main event di WrestleMania XL, un esempio di perfezione (o quasi) sulla gestione di una storia, o meglio, la conclusione di essa.
Proprio quella edizione di WM ha resettato in toto il booking della compagnia, ne sono seguite infatti una vasta gamma di idee e pensieri sbagliati poi manifestati in un “punto basso” lo scorso aprile per WrestleMania 41.

Se ve lo state chiedendo, la risposta è sì, l’ultima edizione di WM è stata una delle più inutili di sempre, specie per i fatti susseguiti nelle settimane/mesi successivi.
Una serie di esperimenti non andati a buon fine (vedi Jey Uso), mancanza di idee valide (divisione femminile da gennaio in poi), cambi di rotta improvvisi solo ed esclusivamente per soldi (il cambio location della prossima WrestleMania, da New Orleans a Las Vegas once again), gli ulteriori cambi di idee che testimoniano ancora una volta l’indecenza del team creativo (Travis Scott “ago della bilancia” nel main event di WM prima e rinnegato totale poi) e infine una vera e propria mancanza gestionale per il tour di ritiro di John Cena.

Siamo onesti, SNME ci ha lasciato zero certezze e solo ripartenze, quasi a conferma di quanto scritto qui sopra.

Hanno inserito una stipulazione utile per seguire con maggiore interesse il match tra Drew McIntyre e Cody Rhodes, ma alla fine è sempre lo scozzese a fare la figura del fesso totale, un fesso bisognoso di una vera petizione da parte dei fan, così magari da far svegliare la compagnia e portarla a riflettere in modi più opportuni nell’utilizzo.

Hanno consegnato la cintura femminile di SmackDown nella mani di Jade Cargill, la quale nonostante un ritorno in pompa magna (senza senso, quasi dimenticandosi delle sconfitte e figuracce rimediate fino a pochi eventi prima), è e continua ad essere niente meno che una Kevin Nash al femminile grazie alla sua straordinaria capacità di lottare nello slow motion più totale.
Peccato che, con tale soluzione hai annullato l’unico sprazzo di positività per la categoria nel 2025, Tiffany Stratton.

Poi? Poi beh, c’è quel “Dirty Dom”, il giovane Mysterio con la convinzione di credersi un Guerrero, ma che in realtà non ha le qualità né dell’uno, né dell’altro.
“Dom Dom” si è ritagliato con merito una possibilità, nulla da ridire in merito, ma da qui al portarlo sul 3 o 4-0 contro gente del calibro di Pentagon Jr, sa di “presa per i fondelli”.
L’errore? Cercare di ficcarci in gola la sua bravura (limitata) a discapito di gente come il già citato Pentagon (avere Dominik come “bestia nera” non è credibile) o Rusev (neanche nel periodo “Rusev Day” avrebbe potuto subire una sconfitta per mano di Dom). A ognuno il suo, poi magari sarà lui l’ultimo avversario di Cena per concedere al leader della Cenation il tanto agognato titolo IC, ma anche qui… un privilegio che non spetta a un elemento così sopravvalutato.
Qui il video “assalto” in cui Dom ci saluta nel podcast.

E infine, udite udite, il main event… cara WWE, ti sei presa gioco di noi a SummerSlam giocando con un infortunio pur di rendere appetibile l’incasso di una valigetta e poi? Poi il tuo uomo incassa, vince il titolo e… si fa male davvero. Chiamatelo Karma o come vi pare, sta di fatto che il lavoro fatto con Rollins e la sua Vision è un completo fallimento (stable inesistente se il tuo leader vuole camminare da solo, almeno concedi ai protagonisti un percorso stile Evolution/Regno del terrore di HHH, odioso, ma ben più credibile e funzionale) così come fallimento è Jey Uso.
L’ho già ribadito sia nel Pro Wrestling Culture che nel ZW Radio Show, qui lo scrivo e qui lo sottolineo ancora una volta; Jey Uso è il peggiore campione mondiale WWE di sempre.
Una vittoria fortunosa/furba alla Rumble, un percorso da lì a Mania indecente, una vittoria a WM senza il benché minimo senso e a discapito di un campione vero (anch’esso rovinato da quel titolo dei pesi massimi) quale fu Gunther, titolo poi perso, rincorsa fallita, una vasta gamma di errori sul ring nel suo apice in singolo e altrettanti al microfono con promo dimenticati sempre in quello che sarebbe dovuto essere il suo prime (le nuove generazioni sembrano amare questo vocabolo e allora usiamolo a dovere).
Se a tutto ciò aggiungiamo anche un lento, ma continuo, rigetto del pubblico nei suoi confronti, allora capirete bene il concetto di fallimento con il pluricampione di coppia WWE.
Vince Punk, perché serve ripartire e per certi versi, è decisamente meglio così.

E ora? Difficile prevedere il futuro.
L’infortunio di Rollins ha sicuramente ri-mischiato le carte in tavola e forse riportato alcuni piani alla loro versione originale.
Zayn vincerà la Rumble? Per me sì, ma lo vedremo virare verso Cody (quest’ultimo privo di avversari buoni e credibili al momento).
E il regno di Punk? Hai le opzioni Roman, Lesnar o addirittura Breakker. Forse sì, forse no, ci sarà da lavorare e, cara WWE, il vocabolo lavorare non intende solo fare un buon lavoro con il prodotto, ma anche nel servizio al pubblico.
I costi sono troppo alti, vanno abbassati in modo netto per rendere uno sport d’intrattenimento come il professional wrestling un pacchetto alla portata di “tanti”, come è sempre stato fino a pochissimi anni fa.

Spendere oltre 100 euro per un biglietto nella “piccionaia” di un live event, non è ammissibile.
Spenderne 30.000 per un ticket in prima fila di uno show che pochi mesi dopo si rivela essere inutile con quanto raccontato (alias, WM 41), è un offesa immensa nei confronti del pubblico e della sua intelligenza, lo stesso pubblico che è e sarà sempre il sostenitore numero uno di ogni federazione o progetto legato al mondo del professional wrestling; non l’Arabia, non i soldi di Slim Jim o altri sponsor, non la mentalità ancor più aziendale del passato oggi celata negli uffici di TKO, ma il pubblico.
Solo i fan possono sorreggere il cammino e allora, fan cari, se la musica non cambierà nei prossimi mesi, cambiate voi e sabotate tutto questo, così da non farvi prendere in giro ancora una volta.

Qualora vogliate restare connessi con il sottoscritto, vi segnalo un nuovo episodio del Pro Wrestling Culture contenente la nostra intervista all’attuale NWA World TV Champion, Bryan Idol.

Allego inoltre l’ultimo episodio del ZW Radio Show, un ulteriore evento radiofonico in cui potete trovarmi insieme ai volti storici e già conosciuti del programma.