Prima di incominciare questo blog è doverosa una piccola parentesi. Da quando ho iniziato a seguire il wrestling ho guardato solo major come WWE e AEW(anche TNA quando era considerata tale), insomma se devo proprio etichettarmi sono un Major guy e ciò goliardicamente mi ha portato spesso, se non quasi sempre, nel corso degli anni a sminuire le Indy, i wrestler delle Indy e soprattutto i fan delle Indy. Continuerò a farlo ma come finte scuse vorrei spendere 2 parole sull’ultimo evento della MLW, Summer of the Beasts.
Per un neofita approcciarsi a show indipendenti è un continuo: “Quello lo conosco, è il tizio che si esibiva a 205live”, “Quello al tavolo di commento una volta ha offerto la sua banana a Neville”, “A lui CM Punk ha rubato la finisher”, “Ha 28 anni ma ne dimostra 50, tale padre tale figlio” e “Lui era Commander Azeez per il principe nigeriano Apollo Crews”. E devo dire che in un certo senso è rinfrescante guardare uno spettacolo a scatola chiusa, non sapendo chi vi è coinvolto, chi arriverà, chi vincerà. Perché in WWE e AEW sì ci sono risultati impronosticabili ma alla fine se le storyline sono lineari fai presto a capire chi batterà chi, quando il campione perderà il titolo, chi verrà assunto o licenziato. Ovviamente non sto dicendo che la MLW non proponga storie e personaggi(qualcuno di simpatico l’ho notato), ma per coloro che si recuperano l’evento singolo è una piccola sorpresa dietro l’altra.
Lo show caricato integralmente su Youtube ha visto diversi momenti salienti:
The Skyscrapers
Nell’opener il tag team formato da Donovan Dijak e Bishop Dyers(conosciuto all’anagrafe come Thomas Pestock ma anche come Baron Corbin) ha battuto i campioni di coppia Los Depredadores, conquistando così i MLW World’s Tag Team Champions. Non saranno i Wolf Dogs ma è un’accoppiata che ha senso e il loro nome rende giustizia alle dimensioni dei 2 lottatori. E’ bello poter apprezzare di nuovo quei dettagli che mi rendono tuttora un fan di Baron Corbin: i suoi occhi che anche quando si pavoneggia col pubblico dopo una scorrettezza non perdono di vista l’avversario a terra per non essere attaccato alle spalle, il suo selling consapevole e costante, i suoi pugni che sembrano davvero veri, la presa solida e safe quando solleva e schianta gli avversari e soprattutto l’amore per la propria finisher. Non ha neanche provato a ricorrervi nel match, una manovra tanto bella quanto protetta per la quale l’uomo dietro ai vari personaggi si è sempre immolato. Ad esempio nonostante un piccolo incidente in un match a più uomini precedente dove colpì per sbaglio John Cena in un occhio, col bostoniano che ricambiò con un pugno deciso che Corbin ritenne giusto, all’alba del loro scontro di Summerlsam intimorito dall’idea di dover tornare nel territorio di sviluppo per quella gaffe, si mise ovviamente a completa disposizione del veterano chiedendogli solo di non uscire al conto di 3 dalla End of Days, forse sorprendendo Cena che non è proprio il lottatore che ha più protetto la sua finisher nel corso degli anni, ricordo periodi dove gli servivano 4 AA di cui una dalla terza corda per vincere. L’attuale WWE Champion accettò tale veto e vinse non subendo mai la mossa. Fu così che la End of Days rimase illibata per 10 anni fino a quando Drew McIntyre a WM 38 infranse la streak. Tornando al presente la contesa contro Rugido e Magnus è terminata grazie a un Moonsault di Donovan invece. Di Dijak cosa c’è da aggiungere, basta che vi recuperiate un suo qualsiasi match dell’ultimo stint a NXT per comprendere quale atleta immenso sia, non averlo nemmeno voluto provare nel MR col nuovo personaggio è stato uno spreco. Avrebbe fatto un figurone nei Wyatt Sicks al posto di Dexter Lumis esattamente come Blair Davenport era preferibile a Nikki Cross. Ma anche come semplice midcarder che jobba all’occorrenza Dijak avrebbe detto la sua, può far fare matchoni a chiunque. Spero sempre che la NJPW lo chiami per affibbiargli un ruolo simile a quello che ebbe Lance Archer, tra l’altro fisicamente i 2 sono affini.
Un nuovo inizio per Shotzi
Shotzi ha debuttato nella piccola federazione posando subito lo sguardo su Yuki Kamifuku e avendo un battibecco con Ava Everett, la quale sarà la sua avversaria a Blood & Thunder, altro speciale che andrà gratuitamente su Youtube. Dopo tutte le sfighe consecutive che ha avuto questa ragazza le si augura ogni bene in questa nuova avventura.
La toccata e fuga di MJF
Tra tanti ex WWE non poteva mancare un wrestler AEW, MJF è tornato in MLW per attaccare l’ex Sincara ora Mistico promettendo di disonorare la sua nazione, la sua cultura e la CMLL. I 2 lottatori dovrebbero essere in rivalità nella federazione di Jacksonville ma per motivi di tempo non riesco più a recuperarmi Dynamite, presumo che il Pandejo MJF come è stato definito dal pubblico messicano rispetterà la parola data. Pur avendo smesso di seguirla costantemente da tifoso spero con tutto me stesso che Darby Allin vinca il titolo mondiale, ha battuto l’Everest può battere chiunque ormai con buona pace di chi non lo sopporta.
Il Main Event
A chiudere la serata è stato l’MLW World Heavyweight Champion Matt Riddle e lo sfidante Kenta, combattimento dove è esploso tutto lo charme, il carisma, il talento e lo spirito ribelle dell’ex UFC fighter. Quasi mi sono commosso a vederlo imitare ancora oggi l’iconica posa di Randy Orton e usare nel suo arsenale l’RKO come pre finisher. Gli RKBRO avrebbero dovuto riprendere la loro storia con un match a Wrestlemania ma non solo, Matt Riddle poteva davvero continuare a fare bene con altri wrestler, ricordo un ottimo match di qualificazione per il MITB contro il già citato Drew McIntyre, considerando le successive alleanze che ebbero e l’attuale personaggio dalle verità scomode dello scozzese, i 2 potevano regalare promo intensi e match entusiasmanti. Oppure anche una gara di Drip contro Ricky Saints o Lexis King avrebbe avuto il suo perché. Sempre rimanendo in orbita NXT sarebbe stato divertente vedere come avrebbe reagito a Miles Borne che imita impunemente il suo migliore amico Randy Orton. Non ho ancora perdonato Tanahashi per non aver reso Matt il centro della NJPW, buona fortuna con Zack Sabre Jr.
Accennando al resto del cast della MLW, si sono visti per poco tempo ma Cesar Duran e Salina de la Renta mi hanno ben impressionato come figure autoritarie, a livello estetico lui sembra un Vince McMahon ispanico. Ho trovato interessante anche la stable Contra Unit col loro leader Mads Krugger che ha svolto un promo particolare diciamo. Ci sono altre note positive e negative che però ritengo non degne di nota almeno oggi.
Concludendo affermo che la MLW come Indy è approvata dal sottoscritto. Thumbs Up