Fa un certo effetto vedere Mercedes Monè con tutte quelle cinture indosso. Una è persino italiana e la porterà nel nostro paese per un match a suo modo storico con Queen Maya. Non possiamo che esserne felici. E a detta di tutti anche lei, lo è, felice. Però manca qualcosa di veramente importante: la cintura femminile della AEW.
Per qualcuno, ciò che leggerete, sarà solo una fantasia. Ma se avete imparato a guardare la AEW in questi anni, i sottintesi parlano più di ogni altra cosa. E la storyline sotterranea che sta portando avanti la Monè non solo è di buon interesse ma può rappresentare (finalmente) una caratterizzazione profonda del suo personaggio.
Sono convinto possa vincere la cintura di coppia insieme ad Athena. E qualunque altra cintura per cui vada a competere nel mondo. A All In però ha perso con Toni Storm in un momento in cui sembrava certo il passaggio di consegne. E sono altrettanto convinto che possa perdere contro Kris Statlander a Full Gear. Sarebbe quasi restituire un favore, un anno dopo. Se lo meriterebbe anche, la campionessa, visto il percorso che sta facendo adesso.
Il nocciolo della storia è una. Mercedes ha iniziato a “perdere tempo” appresso una serie di cinture che fondamentalmente non le portano nulla. Sì, il record. Sì, il giro per il mondo. Ma quando ha firmato per la AEW ormai più di un anno fa, lo ha fatto col solo scopo di vincere l’alloro più importante. Ed è l’unico che manca alla collezione. Se lo vincesse, accoppiandolo a tutte le altre cinture, creerebbe un vuoto dal quale la compagnia farebbe seriamente fatica ad uscire. Poiché non avrebbe nessuno a quel livello e non ci potrebbe essere nuovamente Toni Storm sulla sua strada.
Cosa accade se dovesse perdere a Full Gear?
La AEW ci ha raccontato più volte quanto il fallimento sia la principale arma di riscatto di un essere umano. Mercedes, perdendo con la Statlander, arriverebbe a capire che avere tante cinture non ha senso. Soprattutto se manca quella che le aggrada di più. Una discesa verso gli inferi, la follia, le incertezze. Poi la risalita.
Innanzitutto liberandosi delle cinture. Troppe, pesanti. E puntando tutto, dal versante opposto, ad una nuova rincorsa verso l’AEW Women’s Championship. Direzione Revolution, magari. O Dinasty. A quel punto si sarebbero compiuti tutti i presupposti per costruire un solido regno da campionessa. Con buona pace della categoria, che non ne verrebbe intaccata.