Vista la recentissima ondata di licenziamenti, non posso esimermi dal dare la mia personalissima opinione in merito, per quanto dall’angolo prospettico della categoria pesi leggeri.
Difatti, anche la divisione cruiserweight non è andata esente dalla ghigliottina made WWE che, in ragione di previsione economiche non proprio incoraggianti, ha deciso di correre ai ripari in questo modo.

E’ opportuno precisare che, allo stato, non conosciamo i criteri che hanno condotto la federazione a scegliere quali atleti licenziare e quali no, al netto di una ovvia esclusione di tutti quei lottatori protagonisti di storyline in corso o maggiormente utilizzati.
In estrema sintesi, non siamo di grado di determinare se i lottatori licenziati, a mero titolo esemplificativo, godessero di un contratto particolarmente oneroso per la federazione.

E’ vero anche che le ondate di licenziamenti sono sempre esistite, per quanto nel recentissimo passato fossero sparite.
Fa storcere il naso, perciò, il tempo e il momento in cui tali licenziamenti siano avvenuti.
Al netto dell’emergenza sanitaria in corso, è lecito domandarsi, come evidenziato da Danilo nell’ultima puntata di cheap chat, se il taglio delle teste sarebbe ugualmente avvenuto in una situazione di maggiore forza economica delle altre federazioni, AEW tra tutte.

Difatti, a mio avviso, non vi è il minimo dubbio che una cospicua parte degli attuali licenziati sia stata assunta per sottrarre importanti risorse umane alle concorrenti sul mercato americano ed estero, al fine di assumere, con qualsiasi mezzo, il monopolio del mercato wrestling.

E’ il caso, a mio avviso, di Mike Bennett e Signora.
I due, infatti, dopo dei buoni trascorsi ad Impact e in ROH, sono stati fatti debuttare nel main roster senza troppa convinzione.
Ad un debutto “mollo” è seguita una gestione parimenti disastrata, con faide dal minimo rilievo e una gimmick di dubbio gusto.
Lo spostamento nella categoria pesi leggeri pareva poter dare un impulso al loro percorso in WWE, invece si è rivelato l’ennesimo e ultimo buco nell’acqua.

Un discorso parzialmente analogo può essere fatto per Drake Maverick, per quanto giunto in WWE non più giovanissimo e dopo aver già dato il meglio di sé in quella TNA (forse già Impact) divertente, per quanto fatiscente.
E’ il suo l’addio più struggente al WWE Universe, per quanto attualmente, seppur temporaneamente, continui ad essere utilizzato nel torneo dei pesi leggeri di NXT.

Merita un paragrafo a parte Lio Rush.
Dotato di un talento cristallino e di un carisma in ring fuori dall’ordinario, poteva ambire ad una lunga (e proficua) carriera in WWE, al netto del mancato rispetto degli standard fisici della federazione.
Ciò che ha fregato Lio è ciò che gli inglesi definiscono come Testa-alla-Cassano: talento immenso accompagnato ad un carattere problematico.
Dopo un regno inaugurale da campione dei pesi leggeri di NXT e una faida con Garza di rilievo, il licenziamento era dietro l’angolo.

Come sempre vedremo cosa ci riserverà il futuro, per quanto sia personalmente convinto che molti dei licenziati faranno il loro ritorno nella federazione quando le acque saranno più calme.

Da ultimo, mi sia concessa una considerazione che non posso esimermi dal fare.
Mi capita di leggere su questo sito, spulciando tra i commenti delle news e degli articoli, un astio nei confronti dei lottatori e delle famiglie di questi che si sono lamentati sui social del licenziamento.
Il tenore dei commenti è facilmente riassumibile in “facile parlare, quando hai il conto in banca pieno” o, ancora, “da che pulpito, fino a ieri guadagnavi i big money“.

Ora, per quanto non spetti a me fare la morale a chi-che-sia, trovo inopportuni commenti di questo tenore. La perdita di un lavoro, soprattutto se improvvisa, comporta una pesante ricaduta dal lato umano, ancor prima che economico. Stiamo parlando di professionisti che difficilmente si potranno riciclare in altri ambiti, magari già avanti con gli anni.
E’ notizia freschissima quella di Anderson e Gallows, di fatto, impossibilitati a trovare un’altra occupazione.
In più non è mai conveniente fari i conti in tasca a qualcuno, soprattutto se non conosciamo nel dettaglio la sua vita e la sua situazione familiare / economica.
Non sappiamo se Hawkins, per fare un nome tra i tanti, si è impegnato nel sostenere spese gravose ma necessarie, sicuro di un lavoro in WWE.
Insomma, cerchiamo di capire e comprendere, più che offendere e criticare.

My 2 cents…

Claudio