Nello scorso mese di dicembre, i McMahon hanno deciso di ritornare al completo a Raw al fine di dare una definitiva svolta ad una situazione che stava raggiungendo un punto di non ritorno: tra episodi mal gestiti e personaggi poco interessanti, la programmazione stava perdendo sempre più ascolti di settimana in settimana. Proprio per questo, la famiglia proprietaria della compagnia ha quindi deciso di cambiare definitivamente registro tramite una serie di provvedimenti. Fin da subito, mi dimostrai scettico nei confronti di questa presa di posizione, e, tutto sommato, gli eventi mi hanno dato ragione.

Difatti, dopo un periodo iniziale di assestamento, la programmazione WWE ha ripreso ben presto ad offrire puntate sempre meno interessanti e storyline gestite in maniera terribile. L’esempio lampante è proprio la Road To Wrestlemania di quest’anno: la strada di avvicinamento allo Showcase Of Immortals è stata gestita a dir poco confusamente. Poche idee proposte in maniera pessima, cosa che ha costretto i writer a dover cambiare più volte i piani in corsa: mi viene in mente soprattutto la questione legata al titolo femminile di Smackdown, con Asuka che ha dovuto abdicare in favore di Charlotte Flair a pochi giorni di distanza dall’evento più importante dell’anno.

In molti, me compreso, hanno voluto sperare nel fatto che l’edizione numero 35 del Grandaddy Of Them All potesse rappresentare il momento per voltare definitivamente pagina e ripartire da zero dopo un’annata tutt’altro che facile. Qualche segnale positivo sintomo di un cambio di marcia c’è stato: ad esempio, la gestione iniziale dello Shake-Up è stata tutto sommato discreta, ma, in particolare, mi aveva reso particolarmente speranzoso il fatto che la WWE avesse deciso di incrementare il numero di addetti del team creativo, al fine di poter migliorare le storyline e soprattutto di creare progetti a lungo termine. Ma queste mie speranze sono stati disilluse ben presto.

Il primo campanello di allarme è arrivato nell’apprendere dello spostamento di roster supplementare di alcuni wrestler, cosa che lascia presagire che non vi sia una grande programmazione all’interno della compagnia. E ancora, prendendo in considerazione un aspetto più marginale, il continuo cambiare nome ai War Raiders non ha trasmesso sicuramente un bel messaggio. Insomma, ciò che si è verificato è semplice e matematico: la rivoluzione proposta a dicembre non ha avuto nessun effetto duraturo.

Proprio per questo, siamo ritornati paradossalmente ad una situazione uguale a quella precedente: episodi tutt’altro che imperdibili ed ascolti che cadono sempre più in basso. E, proprio com’è stato fatto in precedenza, la soluzione trovata per dare una scossa non è sicuramente delle migliori: per l’appunto, Vince McMahon ha istituito la Wild Card Rule, ovvero una regola che permette a quattro atleti di Raw di presenziare a Smackdown ogni settimana e viceversa. Una regola che, anziché dare delle certezze, crea ancora più dubbi ed indecisioni in un momento così delicato.

Prima di tutto, sono le stesse parole usate dal Chairman della WWE a creare qualche dubbio: com’è possibile che una regola che permette lo scambio continuo di atleti tra un roster ed un altro non metta minimamente in pericolo l’attuale Brand Extension? Anzi, io ritengo che questa regola faciliti la compagnia ad avviare un processo che porterà ad uno spettacolo simile al “Raw Supershow”.

In secondo luogo, permettere ai performer di esibirsi in due show alla settimana fa si che le possibilità di esibirsi per i wrestler meno utilizzati siano sempre di meno.

In poche parole, sono convinto del fatto che pure questa volta il cambiamento promesso sia un semplice fuoco di paglia. I veri cambiamenti per risollevare gli ascolti e migliorare la qualità del prodotto dovrebbero partire dalla base: sono le storie ed i personaggi proposti che sono sbagliati, e finché non si cambierà sotto questo punto di vista continueremo ad assistere alla solita scena.

Eppure le potenzialità ci sono: ad esempio, il cambio drastico di personaggio di Bray Wyatt fa capire che le capacità per far emergere delle idee belle ed originali ci sono. Non nascondo il fatto che l’unica cosa che crea ancora in me un minimo di curiosità verso questo prodotto siano proprio le vignette che ogni settimana vedono protagonista il fondatore della “Firefly Fun House”.

Ma forse è proprio questo l’errore più grande che noi fan commettiamo: continuare ad avere speranza. Forse lo sbaglio più importante lo commettiamo noi spettatori nel credere davvero che una semplice Wild Card Rule possa sistemare tutto, incollandoci ai televisori solo perché Roman Reigns torna a Raw dopo pochissime settimane. L’unico modo per far cambiare idea ai McMahon è nelle nostre mani, altrimenti la storia sarà sempre la stessa.

The Notorious

The Notorious
Ho 19 anni. Seguo il wrestling da quando sono bambino, ed è tutt'ora la mia passione. Mi autodefinisco un WWE guy, perchè mi interessa soprattutto la federazione di Stamford, ma allo stesso tempo, quando ne ho modo seguo anche le indipendenti. F**k The Mayweathers.