Il dominio di Roman Reigns prosegue liscio come l’olio. Il Tribal Chief ha dato un forte impatto a SmackDown, creando un rinnovato interesse su di se dallo scorso SummerSlam, data del suo ritorno. Ma nonostante l’impronta sullo show, lo scopo di Roman è uno solo.

Shoot

Mentre parlava a Cheap Heat con Peter Rosenberg, Roman Reigns ha parlato del suo rapporto con Paul Heyman. Ha poi rivelato qualcosa che ha detto agli Usos in tv che era verità al 100%.

“Penso che i momenti rari, la ricerca di nuovi livelli e l’elevazione delle prestazioni ogni singola settimana saranno sempre un punto fermo di ciò che stiamo cercando di fare. Penso che ciò che ci ha reso così speciali sia la preparazione. Questo riguarda individualmente le nostre carriere. Paul ed io, tutto quello che doveva succedere, il cammino che abbiamo fatto entrambi per arrivare a questo punto della nostra carriera, per collidere e far accadere questa cosa, credo che funzioni per la somiglianza e la stessa linea di pensiero nel voler i migliori ogni singola settimana”.

“Queste sono alcune cose che ho detto a Jey e Jimmy on screen, ma era uno shoot, è davvero così, che questo è l’unico modo in cui voglio essere ricordato è essere, a mani basse, meglio di chiunque altro nello show, meglio di tutti gli altri nel mondo. Stanno tutti cercando di prendermi. A questo punto, all’interno di una maratona, stiamo doppiando le persone perché mettiamo così tanta preparazione, così tanta cura nei dettagli, nelle sfumature, e cerchiamo di offrire le storie più sofisticate, chiare, e più rispettose che possiamo. È stato qualcosa quando io e Paul abbiamo saputo che avremmo lavorato insieme, è stato immediato che abbiamo iniziato a sputare idee, e sapevamo che doveva essere fresco, e in tempo reale, di settimana in settimana, ed essere messo all’interno della situazione, riconoscere le nostre barriere , sapere quali muri avremmo dovuto superare, evitare o semplicemente sfondare. Stavamo pianificando tutto. Penso che il comun denominatore sia che volevamo essere speciali. Paul veniva da una run fantastica con Brock per 10 o 12 anni, facendo tutto quello che facevano. Per quanto mi riguarda, ho già avuto quattro main event a WrestleMania, più regni titolati e cose del genere. Non c’era molto che non avessi già fatto in questo settore. Penso che per entrambi si trattasse di sviluppare quella ciliegina sulla torta, consolidare l’eredità e cementare questa parte della Hall of Fame delle nostre carriere”.