Thekla non mette sullo stesso piano la sua esperienza in Giappone e quella di Mercedes Moné, e lo ha detto senza mezzi termini durante un’intervista a TMZ’s Inside the Ring.
L’argomento è emerso quando le è stato chiesto se vedesse delle somiglianze tra il suo percorso e quello di Mercedes, considerando che entrambe hanno scelto di mettersi alla prova fuori dal sistema del wrestling americano. La risposta di Thekla è stata immediata e categorica:
“No. No. No. Lei ha fatto giusto qualche apparizione, qualche ingaggio qua e là. Tutto qui. Non ha mai vissuto quel tipo di percorso, non ha mai affrontato quel grind. Io sono rimasta in Giappone per cinque anni. Ci sono stati periodi in cui disputavo 120 match all’anno”.
Thekla: “Il Giappone è un’altra cosa, lì ti massacrano davvero”
Pur prendendo nettamente le distanze dal paragone, Thekla ha comunque riconosciuto i meriti di Mercedes Moné come wrestler. Tuttavia, ha ribadito che c’è una grande differenza tra lavorare qualche data in Giappone e viverci stabilmente affrontando il calendario estenuante del circuito locale:
“Detto questo, bisogna essere onesti: Mercedes è una vera stacanovista e le va riconosciuto. Ma il Giappone è un’altra cosa. Lì ti massacrano anche davanti a 20 persone. Io l’ho vissuto sulla mia pelle. Ci sono momenti in cui pensi: ‘Forse avrei dovuto fare MMA, magari avrei guadagnato di più'”.
Thekla ha poi spiegato che, secondo lei, vivere per anni in un Paese straniero ti cambia profondamente, in un modo che una breve esperienza non può fare: “No, io e lei non siamo la stessa cosa. Vivere cinque anni all’estero significa attraversare alti e bassi, perdere te stessa, ritrovarti, imparare l’umiltà. Sono sicura che anche lei abbia affrontato le sue difficoltà, ma non è la stessa esperienza”.
Le parole di Thekla sono quindi molto chiare. Non sta dicendo che Mercedes Moné non abbia lavorato duramente, ma sostiene che non abbia vissuto la stessa dura esperienza che lei ha affrontato nel wrestling giapponese. Per Thekla, il Giappone è stato una vera scuola di vita e di ring, un percorso che l’ha temprata sia come atleta che come persona, e che le ha lasciato cicatrici conquistate con fatica.