Siamo nel pieno della WrestleMania week e, si sa, ogni anno lo show più importante dell’anno, avvicina una vasta gamma di eventi di altre federazioni, indipendenti e non.
E’ ovviamente un caso valido anche per la TNA, tornata a fare show durante questo particolare periodo dell’anno dal 2018, prima con TNA vs Lucha Underground, poi con United We Stand, Multiverse of Matches e Multiverse United.
In questa particolare circostanza, sarà Unbreakable a rendersi protagonista non solo per dare seguito alla costruzione del prossimo PLE regolare della compagnia, Rebellion, ma anche e soprattutto per incoronare il primo TNA International Champion nella storia e, per giunta, in onore dei 20 anni dalla prima edizione di Unbreakable reso famoso dal match valido per il titolo X-Division tra AJ Styles, Christopher Daniels e Samoa Joe.
Mi sono chiesto per diverse settimane chi possa effettivamente vincere la cintura… è difficile, realmente difficile.
Un contentino per Ace Austin è sicuramente una circostanza credibile. Rimasto fuori dagli ABC a causa del serio infortunio di Chris Bey, un titolo secondario di alto spessore potrebbe riconsegnarli valore, innalzando il livello di un wrestler che merita di tornare sotto i più importanti riflettori anche in singolo, vuoi anche per le sue somiglianze atletiche (since day one) al primo Styles visto in TNA.
E poi pensateci… quanto sarebbe epico e commovente vedere Ace trionfare e festeggiare sul ring, nel main event dello show, abbracciando proprio il suo tag team partner creando vibes simili a quelle di Eddie/Benoit in quel di WrestleMania XX (con le dovute precauzioni del paragone).
Un altra alternativa è quella composta da un ex campione del Mondo, Steve Maclin. Per giunta ci sarebbe già una faida pronta e servita, ovvero contro Eric Young, l’amico/nemico in procinto di accoglierlo a braccia aperte nella sua Northern Armory. Ahimè però l’inserimento dell’ex militare nello stesso blocco di Austin rende questa opzione decisamente più inverosimile.
Molto più papabile è una sua intromissione proprio nella finalissima a discapito di un altro qualificato già citato poco fa, Eric Young.
Il vero augurio è quello di vedere non solo un campione degno, ma una cintura capace di dare lustro e ulteriore qualità al prodotto.
Storicamente la TNA ha quasi sempre fallito con cinture di secondo piano… il Legends Title subì diversi cambiamenti fino a divenire il King of the Mountain Championship e solo in rari casi (i primi e gli ultimi mesi di vita) ci consegnò qualcosa di realmente accettabile da vedere.
Non dimentichiamoci poi della cintura più infamous del business major, il Grand Championship, una cintura fortemente voluta dall’allora Presidente, Billy Corgan e messa in palio solo con le regole della MMA e cioè vincitore del match/titolo giudicato da una giuria posizionata a bordo ring. Insomma una oscenità totale per uno sport business predeterminato come il professional wrestling.
Ci hanno riprovato con il Digital Media Championship, cintura nata per pubblicizzare la parte social della compagnia (era difesa solo nei vari pre-show dei PLE o nelle puntate settimanali visibili a suo tempo su YouTube tramite il servizio Ultimate Insiders) e, in tutta onestà, in larga parte ci sono riusciti. I regni di Jordynne Grace e Matt Cardona sono stati piacevoli, quello di Joe Hendry fu ottimo in ogni sua parte. L’ultimo vero acuto fu il trionfo di PCO che, a sua volta, ha affossato la cintura facendola quasi finire nel dimenticatoio fino al suo addio (un po’ come fece Abyss con il KOTM Title).
Forse non vi era effettivamente bisogno di un nuovo titolo, bastava ripartire da Steph De Lander e Mance Warner e da li risalire come, pian piano, stavano facendo, ma se la volontà è quella di abbandonare il discorso Digital Media per portare sulla scena un titolo con maggiori potenzialità e possibilità di coinvolgere nomi più interessanti e “lanciabili” verso la stratosfera del main event, allora ben venga.
Non voglio aspettarmi troppo, ma non voglio neanche aspettarmi il nulla. Con il KOTM hanno fallito, con il Grand offeso l’intelligenza degli spettatori, con il Digital Media hanno risalito la china, ora l’International deve solo alzare l’asticella. In fin dei conti non si sta chiedendo troppo, solo qualcosa di semplicemente piacevole agli occhi dei fan e dei telespettatori tutti.
Per chi abbia intenzione di restare sintonizzato con il sottoscritto, può farlo seguendo un nuovo episodio del Pro Wrestling Culture podcast.