Nome in codice: Bray Wyatt. L'analisi del santone della Wyatt Family che passo dopo passo ha conquistato sia Vince, HHH e company che noi fa. Quale futuro dopo la parentesi Daniel Bryan?

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Il cammino per Wrestlemania è iniziato da poco e di certo Bray Wyatt è in prima fila. Alla Royal Rumble si è concluso con successo la lunga faida con Daniel Bryan uscendo vittorioso dall'uno contro uno tanto atteso, una vittoria pulita e limpida senza aver dovuto ricorrere all'aiuto dei suoi figliocci come accadde con Kane nel Ring Of Fire Match. Un trionfo che vale oro considerata la posizione che DB ricopre all'interno della gerarchia della WWE. Dopo i vari infortuni, i promo schizofrenici, gli incontri a tag team, Bray ha avuto l'opportunità di esprimersi al 100% in una vera sfida one-on-one dimostrando di non essere solo bravo a parole, ma anche a fatti. Grazie ad una stazza massiccia le moves che mette in pratica risultano veramente impetuose, una forza di impatto paragonabile o superiore a quella di Big E Langston. L'aggressività e la pazzia dettata dal chacacter del personaggio arricchisce notevolmente le sue qualità del wrestling lottato regalandoci camminate demoniache e violente finisher move come quelle viste alla RR.
Una storyline che ha portato il leader della Wyatt Family ad uno stadio successivo e una volta messa una pietra sopra sulla rivalità con DB, ecco arrivare nella stessa serata il prossimo impegno.

La distrazione prima e l'attacco dopo perpetrato ai danni di John Cena ha dato conferma ai rumors per assistere a una sfida che sarebbe sfociata a Wrestlemania XXX affidando a Bray un compito oneroso e doveroso che testimonia la fiducia nel wrestler da parte delle federazione e di un push in continuo progresso. Ma la successiva deviazione che a portato la famiglia Wyatt contro lo Shield a Elimination Chamber ha sì per un attimo distolto l'attenzione dal feud annunciato prima, ma allo stesso tempo ci ha dato modo di comprendere il vero intento della WWE. La sfida tra le due stable che tanto aveva eccitato i fan in un episodio passato di Raw doveva assolutamente essere preso come spunto per capire come un match tra di loro sarebbe stato accolto con la giusta approvazione e di come di conseguenza non poteva non essere svolto. Ammirare i mind games tra le sei superstar è affascinante così come lo sarà una volta che entreranno in collisione. E se come sembra sarà la Wyatt Family a uscirne vincente, ciò non farà altro che intensificare la figura di Bray e lanciarlo sempre più in alto.
Con la Royal Rumble ed Elimination Chamber archiviate con successo, una vittoria su John Cena nel trentennale di Wrestlemania sarebbe una totale consacrazione. Un ipotesi da tenere fortemente in considerazione per dare maggior lustro a un signor heel. Sconfiggere Cena nello Showcase Of Immortals è già di per se un impresa in quanto come ci dice la storia sono stati davvero in pochi a fregiarsi di tale privilegio (The Miz, The Rock e Randy Orton) e se per di più arriva da un quasi debuttante, il valore avrebbe un effetto triplo.

Se tutto andrà nel verso giusto a quel punto si potrebbero aprire le porte per la caccia al WWE World Heavyweight Title, uno scenario plausibile ma complicato da saper gestire. Un personaggio dall'attitudine così misteriosa, ambigua e maligna che lotta per secondi fini, è ben lontano dalle peculiarità di un normale wrestler che aspira a diventare un grande campione. Inserire Bray nella lotta per il massimo alloro non sarà affatto facile così come fu complicato per il Kane dei primi tempi e l'Undertaker in versione Ministry Of Darkness. Con il 2014 appena iniziato prevedere un regno da campione entro i prossimi dieci mesi può starci ma l'importante è che non lo si veda come un obiettivo da centrare nella maniera più assoluta. La gimmick di Bray è perfetta così com'è, un personaggio che è e deve rimanere fuori dagli schemi, una mina vagante pronta ad esplodere in qualsiasi momento. La differenza con atleti tipo Dolph Ziggler e Kofi Kingston è netta e marcata, rispetto ai dei due sopracitati non c'è alcuna necessità di avere un titolo in vita per poter venire fuori. Bray ha già di perse una luce immensa che quando si sprigiona non passa inosservato. Bisogna andare con i piedi per terra senza strafare.

Il burbero Wyatt sta trascorrendo un buon momento, la fed lo sta utilizzando a piccole dosi per volte, poche gocce ma dall'effetto immediato. La cura nei dettagli di ogni singolo promo, degli incontri e dei vari angle identifica al meglio quanto buon lavoro si sta eseguendo. Un opera che si trova a buon punto e che vada liscia senza intoppi anche grazie al talento di Bray, sempre impeccabile e dotato di grande inventività, se come si vocifera che i contenuti parlati dei promo sia tutta farina del proprio sacco.
Un uomo dall'essenza di vero leader, padrone totale degli adepti Luke Harper ed Erick Rowan, sempre fedeli. Un trio molto particolare, credibile e funzionale. La presenza di Luke & Erick potenziano la figura di Bray dando quel senso di compattezza e invulnerabilità. L'esperienza attuale come tag team ha dato un responso positivo e al contrario di quanto detto prima, un regno da campioni di coppia è alla loro portata.

Il santone della WWE è in forte ascesa e a WM potrebbe staccare il biglietto verso l'olimpo. La fed ha trovato nel vecchio Husky Harris una superstar a tutto tondo con cui dar spazio a tutta la propria creatività. Seguiamo le boiane.