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Nuovo appuntamento con l’editoriale dedicato alla scena italiana, oggi ospito il nostro Violli che ci racconta l’ultimo Show della Wrestling Megastars, “Mega Wrestling Show #2”, andato in scena lo scorso 31 Marzo al Teatro Principe di Milano.

Amici di Zona Wrestling, è il 31 marzo e siamo al Teatro Principe di Milano, pronti a raccontarvi il Mega Wrestling Show 2 della Wrestling Megastars. I super ospiti della serata sono due pluridecorate stelle internazionali, entrambe viste per anni in WWE: il primo è Tajiri, più volte Campione Cruiser e Tag Team a Stamford, icona ECW e impegnato attualmente nel suo Giappone, nella storica AJPW; insieme a lui raggiunge Milano “The Masterpiece” Chris Masters, ex superstar WWE e TNA, già visto in azione a Bologna lo scorso dicembre. Proprio dai fatti del Mega Wrestling Show 1 ripartirà “Il Capolavoro”, che nel Main Event riproverà l’assalto al Titolo Italiano BWT in mano a Leon, mentre Tajiri cercherà di portare nella terra del Sol Levante il Titolo Europeo PWLE di Red Scorpion.

Altri validi atleti italiani e stranieri completano una card di livello che promette di far divertire gli spettatori (purtroppo pochi, una cinquantina a occhio e croce) accorsi ai piedi della Madonnina, i quali, prima dell’inizio dello show, possono scambiare quattro chiacchiere e scattare foto con i loro beniamini. L’ingresso del presentatore Joaquim Vega Gallardo dà il via alle danze, che si aprono subito con un match internazionale.

 

Match #1

Mike Verna vs Nico Narciso

Dopo la sconfitta patita a Bologna contro Mr. Anderson, Nico Narciso si trova oggi ad affrontare un’altra stella internazionale, l’italoamericano Mike Verna, attuale Campione di Coppia in CHIKARA, che conclude in grande stile il suo tour nel nostro paese (si è esibito in ICW la settimana scorsa e in IWA quella precedente) ed entra in scena sventolando il tricolore.

Narciso non perde tempo e attacca alla spalle un Verna intento a salutare il pubblico, per poi strozzarlo ripetutamente, ricoprirlo con la bandiera (che “La Bellezza Ribelle” vilipende, affermando che non ha alcun significato per lui) e colpirlo con una gomitata. Il match acquista velocità e “The Man of Steel” ribalta agevolmente la situazione con una Headscissors seguita da due Hip Toss e un Vertical Suplex, ma si lascia prendere dall’ira e si lancia all’attacco brandendo l’asta su cui è appesa la bandiera, salvo essere tempestivamente bloccato dall’arbitro Vuocolo, alle cui spalle Narciso, fuggito fuori dal ring, trascina la testa dell’americano contro la corda più alta e la colpisce con un calcione dall’apron.

“La Bellezza Ribelle” prende così in mano il match, continuando, tra un Dropkick e una Headlock, a strangolare l’avversario, che riesce a riprendersi solo quando, evitato un Boot all’angolo, connette con una Spinebuster che lascia entrambi al tappeto. Verna si lancia dunque alla riscossa con una serie di Clothesline e una Powerslam, ma quando, ottenuto un due, solleva Narciso per finirlo con la F10, “La Bellezza Ribelle” si divincola con delle gomitate e lo stende con un Cazadora Bulldog.

Anche questa tecnica si rivela insufficiente e Narciso decide di portare Verna all’angolo per proiettarlo con un Superplex, ma il wrestler newyorkese lo fa precipitare e si lancia in una Swanton Bomb, che, suo malgrado, va a vuoto e lo rende vulnerabile all’Enziguri dell’atleta BWT, che però non riesce a vincere nemmeno così e, frustrato, s’impadronisce di nuovo della bandiera e la usa per strozzare ancora “The Man of Steel”; Narciso non riesce tuttavia a connettere con l’Unprettier e viene abbattuto dalla F10 di Verna, che porta a casa il match e lascia la scena così come vi era entrato, sventolando il tricolore.

Vincitore: Mike Verna

Dopo un simpatico scambio di battute col Presidente BWT Max Malpensa, Vega Gallardo si accinge a presentare il secondo match della serata, ma viene interrotto da Lydia Shaw: “La Futura Reginetta del Ring” è qui per parlare del Main Event della serata, che come detto vedrà Leon difendere il Titolo BWT dall’assalto di Chris Masters. Lydia ricorda di essere la manager del “Masterpiece”, ma nello stesso tempo è anche la migliore amica del Campione; invita quindi i due contendenti sul ring e li informa che, non essendo stata in grado di scegliere uno solo tra loro, parteciperà al match col ruolo di arbitra. Leon e Masters si stringono la mano, ma parte la musica del Team Vincente: nella fattispecie si presentano sul ring “Il Trainer” Alf, “L’Autista” Trucker e “Il Bodyguard” Kronos.

Alf propone a Masters un’alleanza che, a suo dire, garantirebbe all’americano la conquista del Titolo e gli porge la mano: Masters la stringe, ma subito intrappola “Il Trainer” nella Masterlock e ripulisce il ring con l’aiuto di Leon. Il Team Vincente torna nel backstage con le pive nel sacco, ma proprio quando le acque sembrano essersi calmate Masters attacca il Campione alle spalle e, impossessatosi della cintura, la alza al cielo, presentandosi come il prossimo Campione Italiano: scopriremo più tardi se “The Masterpiece” riuscirà a tener fede a questa dichiarazione. Intanto procediamo, stavolta davvero, col secondo match.

 

Match #2 – Elimination Match valido per il Rising Sun Trophy e per una title shot al Rising Championship

Akira vs Nick Lenders vs Alex Gorgeous vs Belthazar vs Tony Callaghan vs Riot

È dunque il momento dell’incontro patrocinato dalla Rising Sun, che metterà in palio non soltanto un trofeo ma anche una possibilità di lottare per il Rising Title attualmente in mano a Nemesi. A contendersi i premi sono l’ex campione Akira (al rientro da un infortunio che gli è costato tra l’altro il rematch con “Il Mezzo Demone”), Nick Lenders (reduce da una doppia sconfitta a The New House of The Rising Sun), Alex Gorgeous (che vorrà rifarsi della cocente sconfitta subita per mano di Drake Destroyer al Mega Wrestling Show 1), il veterano svizzero Belthazar (vecchia conoscenza del wrestling italico, recentemente apparso in BWT) e gli Urban Guerrilla Tony Callaghan e Riot (alla ricerca della prima affermazione significativa fuori dalla ICW).

Immediatamente si delineano due schieramenti, uno face composto da Akira, Gorgeous e Lenders, l’altro heel, con gli Urban Guerrilla e Belthazar; quest’ultimo viene però abbandonato subito dagli ex Campioni Italiani di Coppia e scagliato fuori dal ring dai tre face, che tentano quindi di schienarsi a vicenda con una serie di Roll Up; il ritmo è sostenuto e dopo uno Standing Moonsault di Gorgeous su Akira riemergono i tre heel, che però vengono cacciati ancora fuori e travolti prima da un Tope con Hilo di Lenders e poi da un Diving Crossbody di Alex Gorgeous. Anche Akira prende la rincorsa per tuffarsi sugli avversari, ma viene intercettato da una spallata di Callaghan, che però si lascia sopraffare dalla velocità di “Bound for Greatness” e viene steso da un Dropkick. Interviene Riot, che abbatte Akira con dei calci e un Forearm, prima di subire la stessa sorte del compagno per mano di Alex Gorgeous, il quale viene a sua volta soverchiato da Beltahzar; completa il giro Lenders, che connette con un Missile Dropkick sullo svizzero, vittima poi di una gomitata all’angolo e dell’Exploder del “Goleador”.

Lenders non riesce a proiettare Belthazar con un Suplex e in breve tempo tutti e sei i partecipanti al match (rispettando gli schieramenti iniziali) si trovano al centro del ring a provare a lanciarsi alle spalle i rivali: prevalgono gli heel, che escono dall’impasse mettendo le dita negli occhi agli avversari per poi eseguire il Suplex multiplo. I tre si concentrano quindi su Nick Lenders, con Belthazar che lo colpisce con un Superkick, servendolo su un piatto d’argento alla letale finisher combinata degli Urban Guerrilla (Callaghan solleva il rivale in Vertical, Riot lo colpisce con un calcio alla testa e Callaghan lo finisce con una Brainbuster sul ginocchio). Eliminato “Il Goleador”, torna sul ring Alex Gorgeous, che travolge Belthazar con uno Springboard Crossbody e tiene a bada entrambi gli Urban Guerrilla; alle sue spalle però si riprende lo svizzero, che lo colpisce con un Low Blow e lo elimina dopo una TKO.

Belthazar spezza a questo punto l’alleanza con gli ex Campioni di Coppia attaccando Callaghan e stendendo entrambi con uno Springboard Moonsault; la superiorità numerica però si fa sentire e anche lo svizzero cade in breve tempo sotto la finisher degli avversari. Resta solo Akira ad opporsi al dominio dei rivoluzionari, che lo raggiungono fuori dal quadrato e, posizionatolo sul palco del teatro, provano a proiettarlo con un doppio Suplex, ma “Bound for Greatness” li allontana e li schiaccia con lo spettacolare Tope con Hilo non eseguito prima, che non è però sufficiente a eliminare Callaghan. Gli Urban Guerrilla riprendono agevolmente le redini della contesa, ma peccano di presunzione e quando Riot fa per schienare l’ex Rising Champion, questi ribalta il pin e lo elimina, senza che Callaghan, voltato, realizzi il ribaltamento di fronte. A nulla valgono le proteste degli ex Campioni Italiani e quando “Il Braccio Armato della Rivoluzione” si decide a recuperare la concentrazione è ormai troppo tardi: Akira evita la Clothesline e mette KO il veronese con una spettacolare Satellite Cutter, che gli vale vittoria, trofeo e title shot.

Vincitore: Akira

 

Match #3 – BWT Championship N.1 Contender’s Milano City of Fashion Match

Kenzo Richards vs King Danza (w/ Mr. Tony)

Si prosegue con l’atteso rematch tra Kenzo Richards e King Danza, già sfidatisi a Bologna in un Hair Match che vide prevalere l’olandese; la stipulazione di oggi è forse ancora più particolare, dal momento che lo sconfitto dovrà indossare un abito selezionato dal vincitore, e vediamo già in scena degli indumenti femminili. Vega Gallardo ci comunica inoltre che il vincitore conquisterà una title shot alla cintura massima del Bologna Wrestling Team.

Danza è di pessimo umore e, microfono alla mano, si lancia in uno sproloquio contro il pubblico e l’avversario, che risponde e lo colpisce dando ufficialmente inizio alla battaglia. Richards stende “The Original Maciste” con una serie di Clothesline e Danza fugge fuori, ma al suo rientro non riesce a sorprendere “The Dutch Fighting Machine”, che con uno sgambetto lo fa impattare contro un angolo ed esegue una Bodyslam; Richards carica una delle sue devastanti Chop, Danza se ne avvede e fugge di nuovo fuori dal quadrato, ma di nuovo fallisce l’attacco all’olandese nel momento in cui quest’ultimo torna sul ring: colpito da un sonoro schiaffo al petto, il wrestler salernitano si rifugia ancora una volta fuori dal ring, scatenando l’ira di Richards, che s’impossessa del microfono e propone di trasformare l’incontro in un Falls Count Anywhere Match, ottenendo subito l’approvazione del pubblico e l’ufficializzazione della dirigenza.

Kenzo raggiunge immediatamente Danza, che prova a sorprenderlo con il coperchio di un bidone, salvo vederselo strappato di mano con una Chop ed essere colpito ripetutamente con l’oggetto e con varie altre Chop che infiammano tanto il suo torace quanto gli spettatori. Proprio gli spettatori rischiano quindi di essere coinvolti nella battaglia, che si sposta per tutto il teatro, compresa la balconata, da cui “The Original Maciste” prova a scagliar giù Richards; tornati al piano inferiore è Danza stesso a rischiare, arrampicandosi su un’americana: ma prima che si possano intuire le sue intenzioni l’olandese lo riporta coi piedi per terra a suon di Chop alla schiena.

“The Dutch Fighting Machine” si lascia però colpire con un bidone e, sul ring, Danza cerca la vittoria con un Vertical Suplex; Kenzo si salva al due e risponde con un Arm Trap Gutwrench Suplex e un Russian Leg Sweep, guadagnando a sua volta un due. Presentendo la sconfitta del suo assistito, Mr. Tony decide di intervenire attaccando Richards con una sedia: l’olandese lo blocca senza problemi ed è lui a colpirlo con la sedia, ma, distraendosi, si rende facile preda del Roll Up vincente di King Danza.

Vincitore: King Danza

Infuriato, Kenzo si avventa su Mr. Tony e lo solleva in Gorilla Press, commettendo però lo stesso sbaglio di poco fa e lasciandosi colpire da un Low Blow di “The Original Maciste”, che gli appoggia addosso gli abiti cui abbiamo fatto riferimento prima e completa l’opera con tre sediate, lasciando sul ring un Kenzo Richards sconfitto e umiliato, ma al quale vanno ugualmente gli applausi del pubblico.

 

Match #4 – Tag Team Match

Team Vincente (VP Dozer & Drake Destroyer, w/Alf, Trucker & Kronos) vs I Mastini (Frankie Mastino & Gianni Valletta)

Dopo una breve pausa si torna in azione con il match che vede l’inedito duo dei Mastini contrapporsi al Team Vincente.

Iniziano Dozer e Mastino, con il secondo che grazie alla sua agilità sfugge agli attacchi del “Napoleone del Ring” e gli rifila alcuni calci alle gambe, prima di essere però afferrato e ribaltato con una Bodyslam; Dozer sbaglia però a bearsi e Mastino dà il cambio a Valletta. L’ex Campione BWT fa quindi entrare in azione Drake Destroyer, che però subisce l’iniziativa congiunta dei Mastini. “Il Nano Guerriero” prova il pin, ma “Il Distruttore” lo lancia via senza problemi e, dopo una distrazione di VP Dozer, lo abbatte con un Big Boot.

Per Mastino inizia quindi un calvario, con il Team Vincente che gl’infligge svariati colpi duri (tra cui spiccano una Falling Powerslam e un Vertical Suplex dello svizzero) e compie numerose scorrettezze, impedendo in ogni modo l’ingresso di Valletta, grazie anche alla fondamentale distrazione operata da Trucker. Dopo molte tribolazioni, Mastino esce da una Cravat del “Napoleone del Ring” e lo stende con un Enziguri, per poi dare finalmente il cambio al “Guerriero Maltese”, che tiene a bada agevolmente entrambi gli avversari e butta fuori dal ring Destoyer, raggiunto da Dozer dopo una Spinebuster. Valletta lancia quindi Mastino sui rivali e poi si tuffa lui stesso in Suicide Dive, travolgendoli; i face riportano l’ex BWT Champion sul ring e “Il Nano Guerriero” sale sulle spalle del compagno, da cui si lancia con una Headbutt: Dozer si salva. Alf, Trucker e Kronos attirano allora l’attenzione dell’arbitro Cesana e di Valletta, permettendo a Drake Destroyer di colpire Mastino con un pugno illegale e al “Napoleone del Ring” di finirlo con un Michinoku Driver, mentre “The Maltese Warrior” è fisicamente trattenuto dagli altri membri della stable.

Vincitori: Team Vincente

 

Match #5 – PWLE Championship

Red Scorpion (c) vs Tajiri

È giunto il momento di vedere in azione la prima delle Megastars presenti oggi al Teatro Principe, ossia la leggenda giapponese Tajiri, per la prima volta in Italia e pronto a detronizzare il Campione Europeo Red Scorpion in uno degli incontri più attesi della serata.

“The Japanese Buzzsaw” è abile ad entrare subito nella testa dell’avversario, destabilizzandolo con uno scatto improvviso che stona non poco con le sue movenze lente, quasi ipnotiche; Scorpion non si tira indietro e, partendo dal Lock Up, chiude Tajiri in una Wristlock, ma lo sfidante gli afferra una gamba e “Il Guardiano delle Bestie Terrene” tocca le corde per farlo allontanare. Il campione sfida Tajiri a una prova di forza in cui ha la meglio, ma si ritrova intrappolato in una presa al braccio sinistro: dopo un paio di ribaltamenti di fronte il giapponese porge la mano a Scorpion, riconoscendone il valore. Si tratta però di una trappola e il campione è colpito da un calcio e chiuso in un solidissimo Armbar, partendo dalla quale, senza mollare la presa, Tajiri prova il pin; Scorpion si salva, ma riesce a spezzare la morsa solo uscendo dal ring.

“The Japanese Buzzsaw” lo raggiunge e continua a lavorare il braccio sinistro, sbattendolo anche contro un angolo; anche tornati sul ring, l’ex WWE prosegue imperterrito l’offensiva sull’arto, colpito anche con altri dei calci leggendari del giapponese, che non concede nemmeno i dovuti break alle corde all’avversario. Solo con enorme fatica Scorpion riesce a scrollarsi di dosso il veterano con un paio di Dropkick e una serie di colpi all’angolo; Tajiri risponde con un’Irish Whip, ma Scorpion salta sull’apron e lo colpisce di nuovo, prima di tuffarsi su di lui con un Crossbody dalla terza corda.

Ottenuto un due, il campione si prepara per la Falcon Arrow, ma Tajiri gli sfugge e lo imprigiona in un Fujiwara Armbar, da cui Scorpion si salva in extremis toccando le corde. Il giapponese lo stende allora con l’Handspring Back Elbow dopo averlo fiaccato con altri calci al braccio e carica poi il Buzzsaw Kick; Scorpion però evita il colpo ed esegue fulmineamente la Falcon Arrow, guadagnando quella che è probabilmente la vittoria più importante della sua carriera.

Vincitore e ancora PWLE Champion: Red Scorpion

Lo stesso Tajiri torna sul ring per congratularsi con Scorpion e stringergli la mano; i due si abbracciano, ma Tajiri sputa il green mist in faccia al campione, per la gioia del pubblico, desideroso di assistere alla scena must dei match della leggenda giapponese.

 

Main Event – BWT Championship – Special Guest Referee: Lydia Shaw

Leon (c) vs Chris Masters

Appena il tempo di lasciar uscire Tajiri e l’accecato Red Scorpion ed è già ora del Main Event. La prima a entrare è Lydia Shaw, che dirigerà il match affiancata dagli arbitri Vuocolo e Cesana, pronti a bordo ring per garantire il regolare svolgimento della contesa; arrivano infine i due contendenti, decisi a stabilire una volta per tutte chi sia il degno Campione Italiano, dopo l’interruzione subita a dicembre dal Team Vincente.

Si parte col più classico dei Lock Up, ma nessuno dei due atleti riesce a prevalere e occorre misurarsi una seconda volta perché Masters chiuda Leon in una Headlock; Leon spinge via il rivale, ma viene steso da una spallata e Masters gli mostra orgoglioso un bicipite. Di nuovo Lock Up e di nuovo Headlock del “Capolavoro”, ribaltata però dal campione: si ripete quindi la scena di poco fa a ruoli invertiti, con la differenza che la spallata di Leon scaraventa lontano lo sfidante, che si rifugia fuori dal ring e richiede un time out: non ricevendolo, decide di rientrare sul ring solo quando il conteggio di Lydia arriva a nove, per uscire di nuovo immediatamente.

Convintosi a rientrare, Masters sembra prepararsi a un altro Lock Up, ma colpisce a tradimento il campione con un calcio all’addome e lo percuote duramente sulla schiena, frapponendo tra una legnata e l’altra qualche Chop. Leon riesce a ribaltare un Hip Toss, schiaccia lo sfidante con una Bodyslam e lo colpisce con i canonici dieci pugni all’angolo, ma poco dopo Masters lo tira giù di peso dalla seconda corda e lo strozza con l’aiuto della stessa, prima di proiettarlo con un Suplex che gli regala un due.

“The Masterpiece” continua a lavorare sulla schiena del rivale, che tiene duro ma non riesce a costruire una controffensiva efficace; solo una doppia Clothesline che lascia entrambi stremati al tappeto fornisce a Leon lo spazio necessario per reagire: il campione atterra Masters con due Clothesline, lo centra con due valanghe e, dopo un poderoso Lariat, sfiora la vittoria con il Samoan Driver. L’ex WWE si salva e abbatte Leon con una Spinebuster, ma non riesce ad applicare la temuta Masterlock; Leon lo solleva per una Powerslam, Masters si divincola e riprova la sua finisher: il Campione Italiano riesce ancora a non farsela applicare, stavolta lasciandosi andare contro un angolo, e sorprende “The Masterpiece” con il Leon Boot, ottenendo, come il maestro Red Scorpion, il più grande trionfo della sua giovane carriera.

Vincitore e ancora BWT Champion: Leon

Leon non dimentica però di rendere omaggio all’avversario battuto e gli si avvicina porgendogli la mano, che Masters rifiuta di stringere; “The Masterpiece” lascia il ring, e proprio in quel momento entra in azione il Team Vincente al gran completo, che circonda e assale il Campione Italiano, da solo a fronteggiare cinque nemici. Intervengono per fortuna I Mastini, ma sopraggiunge anche King Danza (futuro avversario di Leon, ricordiamolo); in aiuto di Leon accorre anche Kenzo Richards, e finalmente anche Chris Masters decide di aiutare il rivale che l’ha appena battuto. Con l’apporto fondamentale dell’olandese e, soprattutto, dell’americano, i face riescono a scacciare dal ring tutti gli invasori, eccetto Danza. “The Original Maciste” viene circondato e si ritrova davanti Kenzo, che sembra pronto a colpirlo con una Chop: Danza fa un balzo all’indietro con le mani alzate, ma alle sue spalle c’è Chris Masters, che lo chiude nella Masterlock; per completare l’opera Danza viene vestito da Richards con gli abiti usati nel loro match di prima e scaraventato dai face contro il Team Vincente fuori dal ring, per il tripudio dei tifosi, i quali assistono ai festeggiamenti dei loro beniamini e al bel gesto di Masters, che consegna personalmente il titolo a Leon.

 

Con questi momenti di festa e i saluti di Vega Gallardo e di Malpensa, termina il Mega Wrestling Show 2. Ringrazio quindi Zona Wrestling per avermi consentito di raccontarvi l’evento e la Wrestling Megastars per la gentile e totale disponibilità; ringrazio ovviamente anche voi che avete letto, rimandandovi ai canali social della Megastars per tutte le informazioni sulla promotion e sui suoi futuri eventi.

Alla prossima!

 

“Violli” Emanuele F. Violante