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Avviciniamo Johnny Saint alla fine dello show con ancora negli occhi la sua prestazione del match di coppia della serata e di fronte ci troviamo un settantenne in splendida forma che, dopo aver massacrato di fatica e sudore i ragazzi nello stage pomeridiano, ha dato sfoggio delle sue qualità ancora oggi cristalline.

 

Decidiamo quindi di rubargli solo qualche minuto, l’ora è tarda e Marty Jones invoca una pasta alla bolognese da mangiare al più presto, e gli facciamo qualche domanda a cui Johnny ci risponde con gentilezza e straordinaria disponibilità.

 

 

Johnny, la tua carriera oramai abbraccia diverse decadi e hai visto di tutto, come ti è sembrata cambiata la disciplina dai tuoi inizi fino ad oggi.

 

Bhè, il mondo del professional wrestling è mutato in maniera incredibile dai miei inizi.

Dovete ricordare infatti come quando io ho iniziato in Inghilterra il nostro modo di lottare era veramente unico, con regole e caratteristiche totalmente diverse da quanto era fatto nel resto del mondo, che lo portavano più vicino al mondo della lotta olimpica e aveva un successo incredibile in quanto la televisione nazionale copriva tantissimi eventi; purtroppo però quando sparì l’esposizione televisiva, e questo blocco durò per più di 20 anni, il wrestling rischiò di sparire e quando riapparve era oramai diventato omogeneo al prodotto americano.

 

Andando proprio a cercare uno dei tuoi match dell’epoca, uno dei primi risultati che risulta da Youtube è un match contro Dave “Fit” Finlay. Che ricordi hai di lui e che opinione hai dell’irlandese?

 

 

Ah Dave! Che uomo duro!

Avete trovato un match anche abbastanza raro, in quanto eravamo in categorie diverse di peso, lui un medio massimo e io un peso leggero, ed erano veramente poche le occasioni in cui ci siamo affrontati.

Per me era veramente complesso scontrarmi contro di lui, perchè la sua massa e la sua forza si contrapponevano bene alla mia agilità, e dovevo sempre inventarmi dei nuovi modi e delle nuove mosse per stare al suo passo Furono belle sfide che ricordo ancora oggi con piacere.

 

Dall’alto della tua esperienza, quali sono le cose che suggeriresti ai giovani lottatori che si approcciano alla disciplina per poter avere una bella carriera?

 

La prima cosa è sempre la passione e il rispetto per la disciplina e per il pubblico che viene a vederti.

Se devo dire la verità, consiglio sempre a tutti di avere delle basi di lotta a terra, sia essa libera o grecoromana, in quanto ti dà degli strumenti che tornano utili in ogni momento, a prescindere dalla categoria di peso e dalla federazione.

 

 

Ci sono dei lottatori attuali che vedendoli ti fanno dire “ok questo ce l’avrebbe fatta anche ai nostri tempi”?

 

Devo dire la verità, non seguo assiduamente il wrestling e le federazioni principali quindi non saprei dirti tra i lottatori famosi del momento chi avrebbe avuto delle qualità per stare al nostro passo.

Quello che ti posso dire è che, girando spesso con Marty per fare stages e allenamenti, ho visto alcuni ragazzi che hanno tutte le potenzialità per sviluppare delle qualità di un certo livello come quelle che venivano richieste allora, ma oltre a quello ora serve tanto altro per potercela fare.

 

Ultima curiosità: negli ultimi anni c’è stata una sorta di rinascita del wrestling nel regno unito con tante realtà interessanti, come la PROGESS. Cosa ne pensi?

 

Bhè di sicuro è una ottima cosa, è bello che anche nel mio paese sia tornata la voglia di wrestling.

Tuttavia, per quello che ho notato, ho visto che alcuni di questi promoter siano più interessati al business e non abbiamo un passato da lottatori o appassionati, e questo potrebbe esser un problema.

 

Marty reclama la sua pasta e ci son ancora tanti autografi da fare, ringraziamo Johnny e il tempo di un paio di foto e lo lasciamo andare.

Thank you Saint, you stil got it!

 

 

Simone "Marsupilami"