Purtroppo tutti noi fan di Wrestling, ci siamo abituati a suon di batoste, alle tragiche scomparse dei nostri eroi.  E’ successo, succede e succederà, tristemente.  Decine di lottatori infatti, ci hanno lasciato prematuramente e ci hanno fatto piangere lacrime amare. Sempre più amare. E’ una cosa non bella fare paragoni, ma c’è una tragica vita che le supera tutte per come è cominciata e per come è finita, una tragedia cominciata nel 1959 e finita, dopo 32 anni, nel 1993.

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Lo so, senza stare qui a spiegarvelo, che molti di voi avranno sentito parlare di Fritz Von Erich, il capostipite di una grande famiglia di lottatori texani, il proprietario della World Class Championship Wrestling. Fritz in realtà, è il nome di un nazista spietato, che Jack Barton Adkinsson, assunse per lottare nei Ring americani e terrorizzare fan e avversari. Questo, è un uomo che ha vissuto una vita talmente difficile, che le mie parole non saranno mai abbastanza per rendere solo un idea di quello che può essere stato il suo dolore

La disgrazia di Fritz Von Erich, comincia nel 1959, quando suo figlio Jack Jr., un bambino di solo 6 anni, viene trovato esamine, senza sensi, in una pozzanghera a Niagara Falls, New York. Il dolore è immenso per una perdita innaturale quanto crudele, ma Fritz deve andare avanti. Lo fa.

La morte del piccolo Jack non gli fa perdere l’amore per il Wrestling e per la famiglia. In 12 anni infatti, dal 1957 al 1969, Fritz ha altri 5 figli: Kevin, David, Kerry, Mike e Chris. Questi diventano tutti dei lottatori, ottimi lottatori, che nella WCCW, federazione del loro padre, mettono in scena grandi incontri e una memorabile faida, che senza ombra di dubbio rimane fra le più belle di tutti i tempi, contro i Fabulous Freebirds.

Purtroppo però la spirale negativa che avvolge la vita Fritz e della sua famiglia, non tarda a risucchiare un altro membro nel vortice. E’ il 10 Febbraio del 1984, l’età è di 25 anni. David, il secondogenito, è in Giappone, a Tokio, dove si prepara ad affrontare il campione del mondo dei  pesi massimi della National Wrestling Alliance, The Nature Boy Ric Flair. David però, viene trovato morto però poco prima del Match. La causa ufficiale parla di enterite, un infiammazione dell’intestino tenue che può essere provocata da varie cause. Tutti nel mondo del Business però, ricordano come David fosse dipendente da sostanza stupefacenti e ritengono che quella tragedia, altro non fu che il frutto di un overdose. Ironia della sorte, quel giorno David, avrebbe molto probabilmente dovuto vincere il titolo.

Fritz piange un altro figlio, un altro pezzo del suo cuore che se ne va, un’altra storia che proverebbe chiunque se capitasse un’unica volta, ma questa per lui, è già la seconda.

The Show Must Go On, e Fritz si appoggia alle forti spalle degli altri figli, Kevin, Kerry, Mike e Chris.

Mike, il secondo figlio più giovane di Fritz, è una altro buon atleta, che combatte come i suoi fratelli nella WCCW, fino al 1985, quando un brutto infortunio alla spalla durante un tour in Asia, lo costringe ad un’operazione. Dopo l’operazione Mike scopre di essere stato colpito da una sindrome molto rara, che gli provoca uno shock tossico. Fritz vede un grande futuro per suo figlio e non vuole fargli perdere tempo, cosi lo forza a tornare sul Ring troppo presto. Mike per questo, decide di ritirarsi, perché preferisce non salire più sul quadrato che salirci al 40% delle sue forze. Ma per i Von Erich il Wrestling è la vita. Il dolore per aver dovuto abbandonare il ring, sommato alla tristezza generale che ormai da anni colpisce la famiglia, porta Mike alla decisione di suicidarsi. E’ il 12 Aprile del 1987.

Fritz piange ancora una volta. La terza.

Anche il più giovane della famiglia, Chris, è un ragazzo che promette bene sul Ring, qualcuno vede in lui addirittura il migliore dei 5 fratelli. Il suo impegno e la sua devozione al Wrestling sono grandi, proprio come erano e sono grandi quelli dei suoi fratelli, al contrario di loro però, Chris non riesce a spiccare il volo, non riesce a far parlare di se, dopo che in tanti lo consideravano il migliore. La sua famiglia era incredibilmente maledetta, la sua tristezza non trovava sfogo nel suo talento e nel suo successo ed anche lui, decise incredibilmente, il 12 Settembre del 1991, di togliersi la vita.

Per la quarta volta, il padre e Promoter Fritz Von Erich, piange un figlio, il più giovane.

Kerry e Kevin sono a questo punto gli unici due sopravvissuti della strage che il destino a riservato alla famiglia texana. Il primo di questi è colui che raggiunse il maggiore successo, fu messo infatti sotto contratto dalla World Wrestling Federation nel 1990, nella quale arrivò addirittura a vincere il titolo intercontinentale. Dopo due anni fra alti e bassi però Texas Tornado, questa era la sua Gimmick alla corte di Vince McMahon, viene relegato al ruolo di Jobber di lusso. Vista la situazione Kerry lascia la compagnia nel 1992. Dopo un piccolo Stint nella Estern Championship Wrestling, Kerry torna a combattere in Texas, ma i suoi problemi di droga e alcol lo portarono a due arresti. La sua vita a suo modo di vedere stava andando a rotoli, proprio come quella del padre. Vedeva un fallimento la sua carriera e non si riteneva, dopo gli arresti e i problemi, all’altezza del suo nome e della sua famiglia, formata da sua moglie Catherine e da sua figlia Lacey. I cattivi pensieri invasero anche la sua mente. Kerry si tolse la vita il 18 Febbraio del 1993 con un colpo di pistola al cuore, nel ranch di suo padre in Texas.

Fritz, piange per la quinta volta. Con lui piange Kevin, unico sopravvissuto dei fratelli, un uomo che in un inferno, in un accanimento feroce del destino, è riuscito con suo padre a reggere l’urto di un  treno che ti finisce addosso al massimo della sua velocità.

La vita di Fritz, anzi, la vita di Jack Barton Adkinsson, finisce il 10 Settembre del 1997, dopo annidi lotta, neanche a dirlo, contro l’ultimo atto di questa commedia infernale: un cancro al cervello.

Nel 2009 Kevin Von Erich introduce fra gli applausi scroscianti e i ricordi strazianti, la sua famiglia nella Hall of Fame della World Wrestling Entertainment. Sono entrati nella leggenda dalla porta principale, saranno adesso ricordati per tutta la vita di coloro che ancora possono respirare e leggere i loro nomi. Rimarranno nell’olimpo fino a quando il Wrestling e la WWE esisteranno. Torneranno in mente tristemente a coloro che li hanno conosciuti. Adesso sono nella gloria. La più importante. Adesso, dopo un vita tanto crudele quando breve, possono di nuovo vivere tutti insieme, combattere tutti insieme, parlare, commentare, recriminare, osservare. Possono raccontare tutte le loro storie al piccolo Jack, possono aspettare tutto il tempo che vogliono, fino all’arrivo, in un giorno lontano, anche di Kevin, che gli parlerà di quanto incredibilmente sia stato duro resistere all’oscurità che gli hanno creato intorno. Gli parlerà e gli parleranno, soprattutto, di quando un mondo può essere tanto dorato fuori, e tanto nero dentro.

 

GiovY2JPitz
Appassionato di vecchia data, una vita a rincorrere il Pro Wrestling, dal lontano 1990. Studioso della disciplina e della sua storia. Scrive su Zona Wrestling dal 2009, con articoli di ogni genere, storia, Preview, Review, Radio Show, attualità e all'occasione Report e News, dei quali ha fatto incetta nei primi anni su queste pagine. Segue da molti anni Major ed Indy americane e non. Jerichoholic nel profondo!
  • It Factor

    Veramente un bellissimo articolo, mi sono commosso. Purtroppo per l’età troppo giovane non conosco molte cose riguardo al wrestling di quegli anni, ma ogni volta che leggo un tuo articolo mi commuovo. Sei una specie di enciclopedia del wrestling.

  • Alex91

    bellissimo articolo, una tragedia così grande che sembra quasi irreale.
    Guardando chi è rimasto, il tag team di Von Erich che qualche hanno fa lottava in TNA di chi erano figli? loro e Lacey lottano ancora?

    • The Irish Tommy

      Marshall e suo fratello erano i figli di Kevin

  • LANSE ARCIAAAAA !!!

    Una delle storie più strane e tristi che potevi scrivere. Benché sia piuttosto conosciuta, dai più non viene ricordata.

  • Contro Nessuno

    Visto quanto sia famosa questa famiglia, credevo tu ne avessi già parlato.
    Mamma mia…non mi vorrei mai trovare nella situazione di Fritz o di Kevin.
    Grazie a questa storia, ho rivalutato subito la cosa del suicidio.
    Una cosa che nessuno dovrebbe fare. Tanto meno se sei famoso o se sei considerato un grande in quello che fai.
    Altra grande storia da te raccontata e ricordata. Anche se non hai parlato degli ultimi Von Erich…
    Ma forse è giusto così.

  • La storia dei Von Erich è veramente la più dura e triste credo di tutta la storia del Wrestling.

    Ho sinceramente gioito della giusta introduzione nella HOF, un atto dovuto

  • G.S.B

    articolo fantastico ma che storia triste.

  • Mr. 619

    Wow. Che brutta storia.

  • Alessio Massa Micon

    Bell’articolo ma la storia è molto triste

  • LORD_SUNSHINE

    Bellissimo articolo, tra l’altro per puro caso l’ho letto con in sottofondo Richard Ashcroft, che ha reso il tutto un po più commovente da leggere.

  • Ackerman

    Ma è vera questa storia ? E’ cosi triste che sembra falsa.

    • giovy2jpitz

      Verissima

  • DeanAyane

    Kerry me lo ricordo, quand’ero bambino ero un tifoso di Texas Tornado… ricordo che era un babyface ed ho letto da qualche parte che lottava con una protesi al posto di un piede (cosa che allora non notai ed anche ultimamente, quando mi è capitato di vedere qualche spezzone di match su Youtube, non ho notato segni di questa cosa)…

    • Fabrizio 3D

      Non sapevo della protesi e nemmeno io mi sono accorto di quel particolare. Era molto sciolto sul ring. Ricordo che era molto tifato all’epoca.

  • Fabrizio 3D

    Tante aspettative e un calvario cominciato troppo presto.
    Forse Fritz ha portato inconsapevolmente dietro di se i segni della prima tragedia. La fine dei tre fratelli cela un’emotività molto marcata. Tre persone che si tolgono la vita sono il segnale che all’interno di un cordone ombelicale apparentemente saldo, ci sia un malessere interiore che viene da lontano. Certe cose a volte ti sembrano superate ma covano dentro pronte a uscire quando meno te l’aspetti. E’ vero che la sofferenza fortifica e fa maturare ma logora inevitabilmente parte di quell’entusiasmo che ci trascina in gioventù e che in casi come questo, è minato fatalmente all’interno.