L’età media di ritiro degli sportivi si aggira attorno ai 40 anni. Arrivati a questo punto delle proprie carriere, molti decidono di smetterla per preservare la salute fisica e mentale, messe a dura prova negli anni. Terry Funk è un’eccezione a tutto ciò. Non è mai stato uno che molla l’osso facilmente, se deve lottare lo fa al massimo delle sue possibilità, ogni volta prova a smettere, si è ritirato una ventina di volte, ma ogni volta torna sul ring e ricomincia a pensare come se avesse il corpo di un ventenne.

Nel 1989 Terry Funk ha 45 anni, ha lottato un po’ in tutto il mondo soprattutto nelle federazioni più importanti del periodo, passando tra NWA, WWF e AJPW, e solo in questo momento sbarca nella neonata WCW, una compagnia che inizia a farsi conoscere per i grossi nomi presi da tutto il mondo, primi tra tutti Ric Flair e Ricky Steamboat. Proprio dopo l’ultimo monumentale match tra questi due a WrestleWar, Funk decide di palesarsi e sfidare il Nature Boy in un match valido per il suo titolo. Flair non accetta, per andare contro di lui deve dimostrare di avere la stoffa di un campione, dovrà aspettare prima che gli venga concessa. Funk ci riprova, gli richiede una chance titolata, ma dopo la seconda negazione non ci vede più, non gli importa chi Flair sia, ma il disrispetto dimostrato non può reggerlo. Sei il campione, giusto? Sei un duro, giusto? Rialzati dopo questo! Lo prende per i capelli e lo colpisce con una Piledriver schiantandolo su un tavolo. Flair si rompe l’osso del collo, portando solo orgoglio nel petto di Terry: lui si sarebbe rialzato, quello è stato solo una bazzecola.

Con Flair infortunato e fuori dai giochi per un po’, Funk inizia a creare il panico nella compagnia: umilia giovani star, ogni volta che ne ha l’occasione attacca a distanza Flair, quello è un uomo? Davvero? Troppo fragile per avere un compito così importante, stiamo scherzando? Flair si stufa però, non basta l’essere umiliato dopo un match per lui così importante, ma deve essere deriso da un folle senza diritto di risposta, e quando è troppo è troppo. I due si scontrano a Clash of The Champions IX con il World Heavyweight Championship in palio. Ma non sarà in palio solo il titolo, ma anche la dignità di chi perderà, in quanto data l’intensità del loro odio solo così il cerchio può chiudersi definitivamente: il loro sarà un I Quit Match.

Nonostante sia il 1989, e la sconfitta sia imponente, Funk non lascia il wrestling, continua a lottare per quasi 30 anni in giro per il mondo in tutti i tipi di stipulazioni, diventando ECW World Champion e aggiungendo al suo già imponente palmares molti altri ineguagliabili traguardi. E Flair? Continuerà a vivere la sua leggendaria carriera ancora a lungo, facendo la storia attimo dopo attimo.

Leonardo
20 anni, Roma, appassionato di wrestling da lontano boom del 2006. Seguo parecchie Indy e più ne conosco, meno tempo libero ho, Promotion preferita PWG/Progress. Wrestler preferiti: Roderick Strong, Chris Hero/Kassius Ohno.