Ripensando ad Eddie Guerrero non si può non pensare al suo lunghissimo cammino verso la gloria. Ha attraversato periodi buissimi, ha dovuto combattere contro dei demoni del passato che rischiavano di affossarlo ogni volta di più, ma alla fine è riuscito a superare tutto.

 Quando alla Royal Rumble 2004 Chris Benoit vinse la rissa reale per RAW, il suo amico Eddie Guerrero era membro di SmackDown, e non aveva intenzione di rimanere in panchina. Quando viene sancita una Battle Royal per decidere chi sarebbe stato lo sfidante di Brock Lesnar, il WWE Champion al tempo, mette corpo ed anima per vincere, fino a quando rimangono sul ring solo i due papabili alla vittoria: lui e Kurt Angle. Se avesse vinto l’ex campione olimpionico si avrebbe avuto un nuovo scontro tra i due giganti, che già a Wrestlemania 19 e in altre occasioni hanno avuto modo di sfornare perle. Dall’altro lato se avesse vinto Eddie sarebbe stata la prova del 9, cercare di vedere se fosse pronto ad un palcoscenico così importante. Angle, dall’apron, riesce a prendere il messicano con un suplex e sta per scaraventarlo fuori dal ring, ma Eddie riesce a tornare sul ring, chiude di nuovo l’avversario in una suplex e riesce a lanciarlo a terra. Un ultimo ostacolo lo divide dal suo obbiettivo, una montagna che parla pronta ad uccidere, un mercenario: Brock Lesnar. 
 Lesnar fa leva sui demoni di Guerrero, i suoi problemi con l’alcol, che l’hanno portato ad allontanarsi dalla famiglia, il motivo per cui sua moglie Vickie se ne stava andando da lui, e per cui la WWE stessa lo licenziò. Può un soggetto del genere riuscire contro un giovane atletico e pieno di forze come lui? In tutto ciò, comincia a pesare lo spettro di Goldberg, che voleva mettere le mani su Lesnar e dargli una lezione. 

Non solo il match è una gioia per gli occhi, ma una gioia infinita per un uomo che non ha voluto arrendersi. Purtroppo Eddie morirà un anno dopo, a causa di problemi col cuore, dopo che il fisico gli ha portato il conto dei suoi problemi anni prima. Ciononostante la compagnia non aveva smesso di credere in lui, i piani erano importanti, e a Wrestlemania 21 era pronto per lui un match proprio contro Shawn Micheals, un dream match che rimarrà per sempre tale. 

Leonardo
20 anni, Roma, appassionato di wrestling da lontano boom del 2006. Seguo parecchie Indy e più ne conosco, meno tempo libero ho, Promotion preferita PWG/Progress. Wrestler preferiti: Roderick Strong, Chris Hero/Kassius Ohno.