Parlare del vincitore della Rumble dopo pochi giorni, se ci pensate un attimo, è tutt’altro che semplice. In un match di oltre un’ora si sono venute a creare decine di ramificazioni, scelte e strade. Analizzare questa Royal Rumble non è facile come lo era stato negli scorsi anni. L’idea del salvatore della Patria, il prescelto cui tutto è dovuto quest’anno è venuta a mancare.  Non sapendo chi scegliere, comprendendo la ridicola forzatura di vedere Reigns per il terzo anno consecutivo nel main event di Wrestlemania, è stata presa la decisione di congelare per un anno tutti i piani di push ad un nuovo “prescelto”, andando a ripescare Randy Orton, un veterano. Lo stesso tizio che è stato disintegrato da Brock Lesnar a Summerslam. Poteva esserci una scelta migliore? Probabilmente sì, ma alla fine non se la sono sentita di abbandonare l’approccio “cerchiobottistico”, tentando di limitare i rischi al minimo.

Senza stare a recriminare su chi non ha partecipato (Joe, Balor, Nakamura) e scorrendo chi era tra i trenta, forse si poteva premiare Miz, Ambrose o Jericho, ma probabilmente sarebbe cambiata poco la modalità di individuazione del vincitore. Personalmente ho esultato più per la vittoria di Orton che per l’eliminazione di Reigns, ma di lui evito volutamente di parlare. Orton vincitore ha significato premiare anche Smackdown, che ha saputo creare molte più storyline “sotto traccia” rispetto a Raw e che ha dato senso al figurone fatto a Survivor Series, alla vittoria e sconfitta dei titoli di coppia tra Orton e Wyatt. Ecco arriviamo al punto Wyatt. Ha vinto Orton, ma ha vinto Wyatt più di lui alla fine. Il loro match di Wrestlemania, rumoreggiato da mesi, all’improvviso sembrerebbe, a meno di stravolgimenti dei piani (non così irrealistici), abbia conquistato un ruolo tra i main event di Wrestlemania di quest’anno.  Come dicevamo nel Zw Show (pubblicità messa strategicamente), non abbiamo la certezza che Orton andrà a lottare nell’ultimo match della card. Rischiando di far tornare il valore della Rumble a quello di qualche anno fa. Nel 2011 Del Rio vincitore della Rumble lottò nell’opening di Wrestlemania 27.

Un altro aspetto della Rumble di quest’anno è che ci ha dato l’impressione di voler blindare la road to Wrestlemania già da adesso, dandoci già da subito la possibilità di immaginare ben poco. Sono rimasto stupito dell’annuncio precoce di Lesnar vs Goldberg. Quando scrivo non è ancora andato live Smackdown quindi non posso sapere se è stato annunciato altro. Rumors a parte, tutti noi fans, già da adesso possiamo immaginare una card realistica e sbagliare di poco. In conclusione, credo che il ruolo della Rumble vada ridimensionato un po’ da tutti, quest’anno mi aspetto una interessante Wrestlemania a prescindere da cosa farà Randy Orton. In qualche modo come è diventato impossibile sintetizzare in un solo nome il riferimento di una compagnia come la WWE, lo stesso concetto si applica quando deve essere scelto il vincitore della Rumble. Che scontenterà sempre qualcuno. Facciamocene una ragione, senza minacciare di sfondarci di “niugiapanproruestling” per fare un torto a Vince.

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Luca Grandi
Mi sono appassionato al wrestling molto tempo fa. Da lì è stato tutto in discesa. Scrivo di wrestling come se importasse davvero — perché importa davvero, anche se nessuno lo ammetterà mai in pubblico. Ho stretto la mano a Kazuchika Okada. Non mi sono ancora ripreso.