La capacità di fare analogie, di vedere similitudini e somiglianze, è necessaria per progredire. Senza, saremmo automi. Ma una similitudine, per quanto bella sia, e per quanto logica e affidabile appaia, non è scienza. Non lo è per un motivo semplice e scemo: potrebbe non essere vera.”
– Marco Malvaldi

Da quando è arrivato ad Impact, Brian Cage ha saputo fare solo una cosa: vincere. Si è messo alle spalle diversi contendenti, ha fatto qualcosa di nuovo in ciascun mtch. Il risultato è stato sempre lo stesso dato che ha raggiunto una vittoria in ciascun match.

Ha avuto un anno pieno di successi nella scena indipendente. Ha lottato molto bene in Lucha Underground, Lucha Libre AAA, e ad Impact ha agguantato il titolo X Division. È un atleta che abbina molto bene agilità, atleticità ad un fisico imponente e potente. Ha battuto tanto atleti piccoli come Trevor Lee o Dezmond Xavier quanto quelli un po’ più grossi come Eli Drake e Kongo Kong, senza dimenticare i suoi match contro Pentagon Jr e Mil Muertes in LU. In ogni caso si è rivelato il solito wrestler capace di proporre performance dominanti. Un wrestler unico che rappresenta il miglior melting pot tra high flying e forza fisica, in grado di essere spettacolare in ogni caso, con qualunque avversario. Può diventare così “The Man” per qualsiasi compagnia.

Intanto sta a poco a poco diventando “The Man” per Impact, dopo che la stessa federazione si è dovuta liberare dei contratti di EC3 e soprattutto di Bobby Lashley – casualmente atleti che Cage ha sconfitto. Dunque va costruito a poco a poco anche per proseguire il rilancio della categoria X Division iniziato con Matt Sydal, e che darà maggiore lustro anche ad altri atleti della compagnia. Ma intanto il “Distruttore” ha intrapreso la sua strada e vengono in mente altri due atleti che hanno dato una parvenza di dominanza esattamente come ha fatto lui di recente.

Il primo nome che salta all’occhio è decisamente Samoa Joe: anch’egli si prese la categoria X Division divenendone in poco tempo una star spendibile quanto il campione mondiale. Anch’egli si mise a distruggere qualsiasi avversario di piccola statura e a combattere i pesi massimi. Era inarrestabile, imbattibile. Tutti aspettavano il momento in cui avrebbe compiuto una muscle buster o sarebbe volato fuori ring con un pescado o un suicide dive addosso agli avversari. E il pubblico in visibilio, come sempre. Un lasciapassare quella categoria verso il successo che poi avrebbe ottenuto più tardi, anche se non pieno e compiuto come tutti avrebbero voluto.

L’altro nome è che salta all’occhio è Goldberg: stessa prestanza, stesso appeal col pubblico, inizio da distruttore imbattibile in una categoria di secondo piano (quella per il titolo US) ed un continuo macinare successi. La differenza sta nello stile, nel tempo storico vissuto, negli avversari trovati davanti. Però in questo caso Impact sta costruendo Cage esattamente come “The Man”, e non è un caso che questo appellativo ricorra tantissimo.

Il prodotto attuale di Impact è un qualcosa di fresco e ben accetto dai fan di pro wrestling, in molti si stanno riavvicinando alla compagnia e per i fan più datati come me, avranno sicuramente notate certe somiglianze con il passato. Somiglianze ce ne sono e se anche le intenzioni future restano le stesse, allora possiamo pur star certi di vedere qualcosa di divertente e piacevole.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".