Il Titolo degli Stati Uniti, dopo un lungo periodo di rilevanza acquisito soprattutto grazie a John cena, sembrerebbe essere tornato nel dimenticatoio. Che sia veramente il caso di pensionare questa Cintura? E come se la passa il suo cuginetto “Intercontinentale”? Più fastidioso di un foruncolo nel naso durante il periodo delle allergie alle graminacee, ecco a voi l’editoriale odierno.

La US Open Challenge. Un espediente semplice, quasi banale, con cui non solo Cena ha ottenuto mesi di ottimi match nel corso delle puntate di Raw, ma grazie al quale la stessa Cintura ha ottenuto un nuovo lustro, riuscendo finalmente ad essere voluta e cercata dalle superstars che dovrebbero volerla e cercarla. Mettiamo il caso che ci sia una comitiva di ragazzi. All’interno di questa allegra combriccola, vi è la classica straphiga dietro cui tutti sbavano, che tutti si contendono e per la quale ideali amicizia, fratellanza, cameratismo possono essere tranquillamente sgozzati, dimenticati, sacrificati all’altare triangolare che infiniti lutti inflisse agli achei (e non solo). All’interno della stessa comitiva vi è un’altra ragazza, non propriamente straphiga come quella di cui sopra ma comunque piacente, futuribile, carina e decisamente perticabile: se tutti vanno dietro solo ed esclusivamente alla n°1, probabilmente nessuno percepisce la ragazza carina come tale…ed è uno spreco, un peccato.

Ecco, nell’allegra comitiva WWE la ragazza bellissima è ovviamente il Titolo dei Pesi Massimi, oggetto esclusivo del contendere di quasi tutti i membri del roster, mentre la ragazza carina è il bistrattato Titolo degli Stati Uniti. Nel periodo in cui la ragazza carina ed il figo del gruppo (Cena) sono usciti assieme, improvvisamente la ragazza è apparsa come appetibile e desiderabile. Ma dopo la forzata rottura, tempo un paio di relazioni con ragazzi di inferiore spessore, la carineria si è tramutata in abulia, e del Titolo US non frega più niente a nessuno. Ed è u’occasione sprecata, perché Cena ha dimostrato in modo chiaro ed inconfondibile che l’interesse dietro la cintura potrebbe permanere, con un minimo di sforzo creativo e con il coinvolgimento dei giusti protagonisti. Ecco, il problema in questa fase purtroppo sono anche i character coinvolti: Ryback e Kalisto.

Ryback ha raccolto più di quanto egli stesso potesse immaginare, probabilmente. Dopo un periodo a dir poco biblico passato in FCW, il “Big Guy” esordisce come Skip Sheffield durante la prima stagione di NXT, vestendo i panni di un cowboy mezzo rinco. Con il Nexus sembrerebbe finalmente aver trovato la sua giusta dimensione, ossia quella dell’enforcer dotato di mosse ad effetto (il suo lariat resta notevole)…tuttavia un pesante infortunio lo costringe nuovamente a partire dalle retrovie. Un bel giorno Skip torna a far capolino, nei panni dell’uomo-cyborg-affamanto-asfaltajobber-feticistadiRVD ed inaspettatamente il pubblico comincia a seguirlo, sino a trascinarlo nel main event di un PPV contro l’overissimo CM Punk, dimostrandosi nemmeno troppo inadeguato, nonostante i palesi limiti del performer. Da li in poi un lento, graduale, inesorabile oblio che un po’ come un’invadente ruggine ha rosicchiato tutte le parti maggiormente pregiate di questo Cyborg con il verme solitario. Oggi, Ryback è poco più che un jobber, anzi: oggi Ryback è tutto ciò che un midcarder heel dovrebbe essere. Discorso simile per Kalisto.

Dopo anni ed anni di esperimenti volti a ricreare Rey Mysterio (gira una strana voce di esperimenti di clonazione umana nell’area 51 di Stamford), finalmente la WWE si trova per le mani qualcuno di abbastanza simile che sa anche parlare inglese: Kalisto. Inquadrato alla perfezione nei Lucha Dragons, complice l’infortunio del suo partner Kalisto viene subito fiondato da singolo, e reso immediatamente prigioniero di una Cintura che adesso, paradossalmente, è diventato un marchio di mediocrità anziché di eccellenza. Essere Campione US, così come essere King of The Ring, è un bollino che dice senza dubbio alcuno “bravo ma non abbastanza”, “stai buono nel miocard e jobba a quelli del main event, tanto hai la cintura”, “non avrai vignette o tempo televisivo, tanto hai la cintura”. Nel caso di Kalisto, insomma, Cintura e Performer (contrariamente a quanto avveniva con Cena) si trainano a vicenda verso il basso, ed uno scontro tra Kalisto e Ryback, in un contesto cove girovagano almeno 12 performer nel roster più over di loro, assume toni da quinto o sesto piano, ed è un vero peccato.

La soluzione potrebbe consistere nell’annosa unificazione delle due cinture, anche se ad onor del vero la faida tra Cesaro e The Miz mi sta piacendo non poco, soprattutto grazie al leggero ma consistente rebrand di un performer come Mizanin, arricchito tremendamente dalla presenza (graditissima) della sua consorte. Un’altra soluzione potrebbe consistere nel creare una storia dietro la Cintura, inserendo i personaggi giusti, un po’ come fatto con Cena e Rusev: in questo modo, la ragazza carina potrebbe finalmente assurgere a vice reginetta del ballo, così come dovrebbe essere.

La sensazione, tuttavia, resta quella che il Titolo US (attualmente) sia il non ufficiale marchio del midcarding a vita. Che la mia impressione sia errata? A voi la parola!

Danilo

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.