Sempre paladino delle cause umanitarie, Titus O’Neil sta cercando anche questa volta di cavare del buono da quella che in realtà era partita come un’azione che di nobile non aveva proprio nulla.
Per chi non conoscesse la vicenda, a far partire il “boicottaggio” della Nike, era stata la scelta dell’azienda di usare come testimonial il giocatore di football Colin Kaepernick, protagonista di una rivolta contro le violenze della polizia verso gli afroamericani. Questo si lega a successive vicende politiche e quindi ad una netta presa di posizione della Nike, che non è piaciuta a molti dei suoi clienti. Da questo è quindi nato il trend di ritagliare il logo dagli indumenti o distruggerli e postare le foto sui vari social.

Qui entra in gioco la nostra WWE Superstar, che posta il seguente tweet:

Cari #BoycottNike,
invece di bruciarli/buttarli, mandatemi qualsiasi indumento @Nike di cui non avete più bisogno a questo indirizzo
2101 n Florida Ave
Tampa Fl 33602
e io mi unirò a @MetroMinistries @HCSOSheriff @TampaPD e altre istituzioni per distribuirli a coloro che ne hanno
bisogno.
Grazie.

Non c’è che dire: ancora una volta, complimenti, Titus!

Ha ventiquattro anni e rimpiange di non averli impiegati bene come Randy Orton. Si consola scrivendo e nutrendo porcellini d'India. Legge i libri di Chris Jericho e ci trova anche lezioni di vita.