Spinto da un’onda masochistica, ho ripreso a seguire (non assiduamente) Impact Wrestling, in corrispondenza dell’evento piu´importante del loro anno, Bound For Glory. Tanti sono stati i punti interlocutori, uno su tutti quella Corazzata Kotiomkin fatta da Allie posseduta che scende nel reame delle spose non morte (uno degli aborti piu´impresentabili della storia del wrestling, paragonabile alla House of Horrors tra Bray ed Orton), qualche spunto positivo non è mancato (su tutti Tessa Blanchard, una vera e propria gemma) ma l’attenzione è stata catalizzata dal Main Event, costruito in modo molto interessante sulla striscia che separa la realtá dalla fantasia, in un misto work/shoot intrigante ma nel contempo schizofrenico e confusionario.

 

Uno dei due protagonisti, presentato come babyface, è stato Johnny Impact, a cui mi riferiro´tuttavia come Johnny Mundo, in considerazione del suo ruolo in quel di Lucha Underground. Johnny alla fine, tra controversie e polemiche, sconfigge Aries laureandosi Campione di Impact Wrestling, proponendosi a tutti gli effetti come top face della federazione di Orlando. Questo evento mi ha fatto molto riflettere sul suo ruolo, la sua carriera e soprattutto le difficoltá che le varie federazioni hanno avuto e continuano ad avere nella sua gestione.

Facendo un breve e rapidissimo excursus, Johnny inizia la sua carriera come assistente di Bischoff, mettendo subito in chiaro la sua difficoltá nel mantenere un’identitá ben definita, passando di settimana in settimana da Blaze a Spades a Nitro, uno dei due nomi longevi che userá in WWE. Dopo un primo stint di “prova” viene rispedito in OVW, e qualche anno dopo tornerá a far capolino assieme a Melina e Joey Mercury come parte degli MNM, uno dei Tag Team piu´acclamati della storia recente della federazione. Draftato in ECW, Johnny Nitro diviene John Morrison, laureandosi Campione e creando un altro Tag Team di successo con The Miz: da ricordare non solo il loro buonissimo stint, ma anche lo show su WWE.com “Dirt Sheet”, un vero e proprio forziere sommerso stracolmo di ottimo materiale. Vedere per credere.

Da qui, un susseguirsi di titoli secondari sino al non rinnovo del suo contratto, che lo porterá a navigare il mare magnum delle indies, sino all’approdo saldo prima nel Tempio di Cueto, poi ad Impact Wrestling: in entrambi gli show diviene non solo Campione, ma anche uomo di punta. Eppure, nonostante sia un performer a dir poco eccellente, quasi sempre c’è qualcosa che manca per catapultarlo nella stratosfera, per farlo diventare un main eventer fatto e finito.

In tal senso, Lucha Underground è stata l’unica federazione in grado di capire come gestire un personaggio assolutamente non semplice. “Bell to bell” Mundo è il babyface definitivo: agile, innovativo, accattivante, capace di powermoves ma anche di uno stile puramente da highflyer, dotato di uno storytelling invidiabile ed una capacitá di vendere le mosse perfetta. Ricordo ancora con piacere un ladder match tra lui e Sheamus, probabilmente il miglior incontro della carriera di quest’ultimo. Il problema è che questo suo stile da babyface cozza in modo assolutamente opposto con tutto cio´che non è l’azione sul quadrato.

Mundo trasuda presunzione come pochi altri prima di lui. Ha un fisico da dio greco e ne è fin troppo consapevole, ha un tono di voce irritante, veste come vestirebbe il principe dei truzzi al momento della sua incoronazione a re (Occhiali anni ’90 con le croci, pelliccia, olio nei capelli, bandana e stivale da dominatore di night club), è perennemente contorniato di donne quasi piu´truzze di lui ma estremamente piacenti (Melina e Taya, roba da poco) ed entra mostrando le sue dieci coppie di addominali mentre una leggera brezza di vento gli accarezza i morbidi capelli lunghi. Dovessi disegnare un personaggio facile da odiare, direi proprio che andrei estremamente vicino ad un suo ritratto realista.

La versione proposta ad Impact!, per intenderci, non mi piace. Uno che nel 2018 veste con pantaloni strappati e maglie aderenti alla Eiffel 65 non puo´essere proposto in NESSUN caso come babyface classico, paladino della giustizia, ligio, fintamente umile e “operaio”. A volte mi sembra che questo pattern anni ’80 sia forzato sempre e comunque a prescindere dalle reali inclinazioni del personaggio, vedasi Roman Reigns. La versione babyface di Mundo in quel di Lucha Underground ha massimizzato invece questa sua vena eccessivamente trash: posto a capo di una stable di talentuosi tamarri, nel Tempio i suoi promo sono quasi esclusivamente gestiti con un sapiente lavoro di post produzione (segmenti backstage anziché classici promo vecchio stile), fanno leva sul suo lato involontariamente comico ed eccessivo e la sua figura incapsulata in LU non è heel ne tantomeno face, bensi´ libera di potersi muovere in entrambi i reami in modo sapiente, venendo adorato dal pubblico per il suo stile di lotta e suscitando emozioni contrastanti a seconda dell’avversario contro cui è proposto.

Né la WWE, né tantomeno Impact! sono stati in grado di rendere Johnny quello che dovrebbe essere, ossia un personaggio libero di poter essere se stesso, un presuntuoso e sgradevole individuo capace di lottare come pochissimi prima di lui, proposto come intrattenitore a tuttotondo e contorniato di personaggi capaci di completarlo ed esaltarne le caratteristiche da leader egoista ma carismatico. Intendiamoci, i due Tag Team interpretati in WWE sono stati eccellenti (con Miz lo adoravo davvero), tuttavia dubito che restando alla corte dei McMahon avrebbe potuto esprimersi cosi´come a LU, grazie anche come detto ad un lavoro in post produzione decisamente importante.

E voi cosa ne pensate del custode del Palace of Wisdom?

…stay frosty!

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.