L'intervista a tu per tu con Triple H ha svelato pensieri e retroscena, e noi andiamo ad approfondire.

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Si è parlato molto, si sono toccati diversi argomenti e HHH che, si è messo completamente a nudo, ha analizzato varie questioni che vanno in qualche modo approfondite.
Partendo dal vincitore tanto contestato della Royal Rumble, come non poter "comprendere" la tesi esposta dal COO? Oggi il wrestling fan modello è letteralmente cambiato, evoluto, e gestire il tutto dietro ad una scrivania è più complicato di quanto si possa immaginare. Personalmente parlando c'è una tendenza generale ad analizzare quanto viene mostrato durante gli show indossando gli abiti di un dirigente, di un booker o di un proprietario di una federazione. L'occhio critico punta alla parte manageriale, oscurando in parte il fascino vero e proprio del termine "wrestling" preso a 360°. La maggior parte non punta il dito su quello che accade sul ring, sullo storytelling, ma bensì sulla gestione sbagliata o meno di una superstar, sul mancato push o sull'immeritato depush. Ci sono contestazioni per aver dato un titolo ad un wrestler in particolare piuttosto che ad un altro. L'esempio della Royal Rumble rispecchia nel modo migliore la tesi esposta. La critica maggiore è stata per la gestione della rissa reale, specie per aver visto i propri beniamini e favoriti di turno essere eliminati in successione e con alle spalle un breve timing. Magari a parti invertite si sarebbe parlato di una bella RR con Daniel Bryan vincitore, e con Ambrose, Ziggler e Bray Wyatt ad arrivare fino in fondo per giocarsi la vittoria finale.
Ogni arena ha una sua fetta di pubblico, e così come Reigns è stato sommerso dai dissensi, a Raw e a Smackdown ha ricevuto tutt'altra accoglienza. Ci sono centinaia di teste pensanti e capire come muoversi per accontentare tutti è una missione impossibile che nemmeno Tom Cruise potrebbe portare a termine. Le famose teste pensanti sono presenti anche all'interno del team che prende le decisioni e quando ci sono varie proposte e infine prendi una decisione, non potrai mai avere la certezza che quelle determinata scelta possa convincere l'intero gruppo d'ascolto. Daniel Bryan poteva arrivare fino alla fine ma quale sarebbe stata la reazione se fosse stato eliminato per ultimo da Roman Reigns? Probabilmente la stessa. Dolph Ziggler poteva resistere di più e arrivare almeno tra gli ultimi tre ma quale sarebbe stata la reazione se fosse stato ugualmente eliminato da Big Show? Probabilmente la stessa. La strade percorribili sono tante e ognuna con delle proprie insidie. Il target è vasto e credo fortemente che, come ha dichiarato Triple H, sia pura fantascienza guardare un wrestler e dire: Ecco, questa è la superstar adatta per tutti.

L'ultima parola spetta a Vince. C'è bisogno del suo si per poter avvallare qualsiasi decisione. Spesso leggiamo di interi script stracciati e riscritti dall'inizio. Ad NXT invece il padrone risponde al nome HHH e, come ha scritto Foley, se lo show è figlio di Hunter, allora vuol dire che è un grande papà. Molto probabilmente senza il legame che lo unisce a Stephanie McMahon, oggi HHH potrebbe essere un wrestler semi-ritirato come lo è Austin, ma agevolazioni affettive a parte, il talento di quest'uomo sotto l'aspetto di dirigente/booker è fuori discussione. A differenza di Mr.McMahon, ha lottato per anni, prima di sedersi dietro ad una scrivania è stato anche dietro al banco come un normale studente, e ciò lo ha portato a capire al meglio il rapporto da instaurare tra wrestler e boss. HHH appartiene ad un era differente, è più giovane, e ha le carte per comprendere più di quanto lo possa fare Vince, la situazione attuale del pro-wrestling. Esporre senza peli sulla lingua il lavoro dietro alle quinte di NXT è un passo in avanti vero quello che richiede il mondo del web. Portare lo show in giro per gli States sembra essere la scelta migliore così come includere nella parte creativa i wrestler stessi.
Sicuramente un territorio di sviluppo concede margini di errori superiori rispetto al main roster ma quanto visto fino ad ora è sufficiente per poter affermare che dovrebbe essere HHH a salire sul trono una volta che Vince avrà abdicato. Momento che è ben distante ed è bene ricordare quale impero sia riuscito ad erigere Mr.McMahon. L'età avanza per tutti ma la classe rimane.

Le parole su CM Punk e Brock Lesnar vanno prese con le pinze, mentre quanto spiegato sull'introduzione o meno di Chyna nella Hall Of Fame fa in qualche modo intendere che Chris Benoit non sarà mai inserito nell'arca della gloria. Una presa di posizione valida, con il suo perché, e se non può essere accettato chi ha fatto film pornografici, figuratevi cosa potrebbe scatenare l'introduzione di un uomo colpevole di un duplice omicidio…la triste realtà.

Per concludere è apparso interessante il pensiero di HHH sul portare RAW dalle tre alle due ore. A differenza di un ppv, coprire al meglio uno spazio televisivo di lunga durata porta le sue difficoltà e di fatti a volte si ha la sensazione di assistere a segmenti parlati eccessivi o sketch inutili inseriti per occupare del tempo che poteva essere gestito in modo migliore…magari alla divisione femminile. Non è un caso che HHH spinga per una maggiore esposizione della divas division visto come viene curata in quel di NXT.

Appuntamento al prossimo podcast!