Vincere il titolo del mondo a 46 anni.
Anni passati a cercare di togliersi di dosso il soprannome di ”miglior wrestler a non aver mai vinto un titolo del mondo”. Una vita passata a rincorrere il proprio sogno, una vita a ricevere meno di ciò che ci si meriterebbe. Potrebbe bastare una notte per trasformare quel sogno in un incubo, anzi, in un ‘American Nightmare’.

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A War Of The Worlds il ”King Of The Indies” ha saputo difendere il proprio titolo grazie alla sua tenacia e ad una buona dose di opportunismo, utilizzando il suo BME(Best Moonsault Ever) su Cody Rhodes mentre quest’ultimo stava applicando la Figure Four Leg Lock sulla gamba sinistra dolorante di Jay Lethal e riuscendo quindi a schienare per il conto di tre l’atleta di seconda generazione. Il membro del Bullet Club da quel giorno in poi ha solo un’idea in testa: vincere la cintura di campione del mondo della Ring Of Honor. Fin dal suo primo match nella federazione di Philadelphia ha subito fatto capire quanto possa far sua la frase ”il fine giustifica i mezzi”, riuscendo ad interpretare il ruolo di heel in maniera grandiosa.

Per ottenere il rematch che voleva, uno contro uno questa volta, ha puntato sul fatto che le spalle di Lethal fossero al tappeto quanto le sue e che, di conseguenza, avrebbe dovuto vincere lui. A Best In The World ci sarà uno scontro generazionale, il passato ed il presente della Ring Of Honor andranno a scontrarsi con il futuro, anche se Cody ha rimarcato più volte di come lui sia uno spirito libero e di come non sia sua intenzione firmare per nessuna federazione al mondo. Una fame di libertà che è da ricercare nell’ultimo periodo passato a Stamford, costretto a fare ciò che gli dicevano di fare, in mezzo a facepaints e tute di latex, in quella che, ai più, è sembrata un’umiliazione ed una parodia, più che una gimmick.

Un altro match che si prospetta molto interessante in ciò che per ora è la card annunciata sarà lo scontro tra gli Young Bucks e gli War Machine che sarà valido per i titoli di coppia Ring Of Honor. Stili diversi. Stazze diverse. Il promo degli War Machine è stato breve ma molto chiaro: ‘Andate a casa, salutate i vostri figli, YOU’RE NEXT.’ Una dichiarazione di intenti atta a sottolineare quanto il duo sia determinato a riavere i titoli di coppia della RoH e che, dopo Dominion, si presenterà con il dente ancor più avvelenato per aver perso i titoli di coppia IWGP, mentre gli Young Bucks potranno salire sul ring con due cinture in più, avendo vinto per la settima volta i titoli di coppia Junior IWGP strappandoli ai Roppongi Vice. La sensazione è che serviranno più superkicks del solito per abbattere i due giganti e che i due fratelli non dovranno assolutamente prendere alla leggera questo scontro.

Irish Tommy
Ho 26 anni, seguo il wrestling dal lontano 2001, seguo principalmente la WWE, anche se ciò mi porta rancore e frustazione il più delle volte, una sorta di sindrome di Stoccolma. Quando trovo il tempo e non sono inghiottito dalle serie tv seguo anche RoH,IW e NJPW. Wrestlers preferiti: Eddie Guerrero, Chris Benoit, Brock Lesnar e Steve Austin.
  • TheMoneyMaker

    Grande Tommy, finalmente qualcosa sulla ROH, great job

    • Irish Tommy

      Grazie 😉
      Anzi, ringrazia Giovy che ha voluto dare spazio anche alla Ring Of Honor.
      Per chi non lo sapesse, mettersi a scrivere un editoriale è un fottuto casino. Spero di averne di nuovo l’occasione e di riuscire a migliorarmi.

  • Give me a Spell yeah! TFT

    Devo ricordarmi più spesso della Ring of Honor. Da quando ho rimesso in moto la mia personale macchina del tempo, mi sono concentrato prevalentemente sui miei viaggi, ignorando i suoi figli legittimi.
    Amo questo modo di scrivere gli editoriali. Tra la poetica e la cronaca lasciando da parte un certo discutibile sarcasmo parecchio in voga negli ultimi tempi e che trova rancorosi risentimenti di risposta nei suoi autori, quando un lettore si permette di fare notare il loro dubbio gusto.
    Riconcilia con il wrestling bistrattato dal mainstream e coccolato dalla scena indipendente. Forse è rimasto, per ora, l’unico anfratto dove rifugiarsi per risentire la vera essenza di questo mondo, senza vips, associazioni e odiosi iper colorati video screen. Il colore va usato con parsimonia. Me l’ha insegnato un mio maestro.
    Grazie al cielo ci sono ancora redattori che amano questa disciplina.

  • Fringe

    Nonostante la card non sia eccezionale c’è un grande interesse su questo main event. Un titolo inseguito per una vita da difendere contro il figlio d’arte che ha cambiato aria per dimostrare quanto vale. Speriamo che anche il match in sé si riveli di alto livello.

  • Cole

    Bucks vs War Machine l’hanno fatto un paio di volte e ne uscirono dei bei match(anche in PWG se non erro)… Dubito che i titoli passino di mano, ma vedremo.
    Cody vs Daniels è un match che mi interessa e anche qui non penso cambi possessore, almeno per ora.
    Irish complimenti comunque 😉

  • Elia Notari

    Il “King of 3 stars” dovrebbe davvero sorprendere per farmi rivalutare in positivo il suo arrivo nelle indies, i match per farlo li ha, contro Daniels e successivamente contro Okada, spero per lui che faccia come Galloway una volta allontanatosi dalla WWE: un primo periodo di stanca e di delusioni per poi riuscire ad adattarsi e a togliersi delle soddisfazioni.
    Sono consapevole delle differenze tra i due, un “totally made in WWE” ha molta più difficoltà ad emergere in un contesto variegato e sempre più critico come il mondo delle indies rispetto ad uno che si è praticamente formato lì, ma d’altronde serve tempo, molto tempo per riuscirci.