Lunedì scorso a Raw, Paul Heyman ha fatto dei chiari riferimenti a Bill Goldberg, paventandone un ritorno. Ritorno che il diretto interessato ha dato praticamente per certo, dando maggiore interesse non solo per la prossima edizione dello show rosso, ma anche per i piani futuri della WWE. Goldberg vs Lesnar II: questa sembra la risposta in vista delle Survivor Series.

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Da Man stava aspettando da tanto la possibilità di rientrare sul ring. Ovviamente alle sue condizioni, fermo restando l’importanza del suo personaggio, dello score in WCW, dei suoi match con DDP e Sid Vicious e Sting e Bret Hart. Del suo regno da campione mondiale WWE, il feud con Triple H e gli spot all’Elimination Chamber. Insomma, Goldberg ha ben chiaro che la storia si paga e che il livello di un personaggio ha bisogno di un pubblico decentemente ampio e di un assegno discretamente gonfio. Per questo la TNA non è mai riuscita a coinvolgerlo: quando l’assegno si è rivelato all’altezza della situazione, è venuto a mancare il pubblico adatto per dare il giusto tributo ad una storia breve ma intensa. Infatti ha sempre pensato di poter essere una ciliegina sulla torta, non il grimaldello utile ad aprire porte insospettabili. Il rischio di un flop era dietro l’angolo e nessuno, nemmeno lui, era sicuro di far impennare gli ascolti. Il discorso con la WWE è chiaramente più ampio: merchandising, videogames, dvd, comparsate sul ring, un match abbastanza importante quanto abbastanza di contorno. Come dodici anni e mezzo fa.

Wrestlemania XX è stata una delle edizioni economicamente più proficue della storia WWE. Una edizione memorabile, lunga, piena di risvolti sin dal primo match: John Cena solleva Big Show e lo ribalta per andare a vincere il titolo americano. Dentro la card un melting pot incredibile: la Evolution contro The Rock & Foley, Trish Stratus che tradisce Jericho per Christian, l’edizione playboy di Torrie e Sable dopo settimane molto calde, Undertaker e Kane nuovamente contro, Eddie Guerrero e Chris Benoit campioni del mondo. Un evento così è un regalo per qualunque fan di wrestling e qualitativamente si poté assistere a diversi match di grandissimo livello.

Nel mezzo ci sono Goldberg e Lesnar assieme a Steve Austin arbitro speciale. La presenza del Rattlesnake potrebbe sembrare fuori luogo ma non è casuale: i due, per motivi diversi, hanno deciso di lasciare la WWE. I fan lo sanno, annusano l’abbandono e rispondono con disapprovazione. Goldberg poi ha delle dispute contrattuali di non poco conto dato che la WWE ha bruciato tutte le date pattuite prima di “Mania” e Da Man chiede che gli extra vengano pagati a peso d’oro. Si tratta pur sempre di un ex campione, di un pezzo di storia WWE, di un tassello grosso del wrestling di quegli anni. Dal canto suo, Lesnar è svogliato, demotivato, incapace di continuare a vivere la sua vita all’interno del carrozzone. Ha bisogno di spazio, di tempo, di relax, di stimoli. Valuta il Giappone ed un approccio più leggero alla professione. Ha voglia di chiudere e non guardarsi indietro. E così un possibile feud dell’anno viene depredato dalle sue funzioni con l’assoluta poca partecipazione dei due protagonisti. Ci sono ma è come se fossero legati. Non stupiscono allora i cori “you sold out”, “this match sucks” o “boring” che invadono il Madison Square Garden quando questi due iniziano e portano avanti il loro match. Che, sia chiaro, non fu brutto ma venne rovinato da una atmosfera pesante, diffidente. Ed lì che si inserisce la presenza di Steve Austin: con una Stunner ad entrambi riesce a dare al pubblico quel che il pubblico avrebbe voluto vedere. Per una volta, Vince McMahon si è trovato in perfetta connessione con i fan.

Un rematch tra i due dovrebbe essere un risarcimento per quanto avvenuto nel 2004. Attenzione: guai a pensare che un feud del genere possa togliere spazio ai giovani. Owens e Rollins staranno al loro posto, idem Charlotte e Sasha, e tutti gli altri protagonisti. Esattamente come ha sempre voluto Goldberg, questo sarà un match ciliegina: il match che deve convincere gli indecisi e chi, il wrestling, ha smesso di seguirlo da anni o ha preso a guardarlo occasionalmente. Non ci potranno essere errori da ambo le parti perché non siamo più nel 2004 e oggi internet ha una valenza devastante. Una parola o un comportamento fuori posto verrebbe sommerso dalla totale indifferenza o dalla totale ignoranza, ovvero da cori fuori luogo che minerebbero il buon senso dei due wrestler. Quella di lunedì a Raw sarà già una occasione decisiva per i più critici, per vedere se è come questo feud potrà funzionare.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".