Ultima fermata prima di Wrestlemania. Quale podio per Elimination Chamber? Lo scontro epocale tra la famiglia Wyatt e lo Shield avrà battuta la concorrenza? E il famigerato Bootista dove si sarà piazzato? Quale spot avrà meritato un posto considerevole? Questo e altro nella insostituibile TOP 10!

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10 – TITUS O'NEIL vs. DARREN YOUNG
Uno split di un tag team con conseguente match tra i due ex tag team partner e la vittoria del tizio heel a discapito del tizio face…protocollo standard eseguito con successo…

9 – SUPERKICK TAMINA SNUKA su AJ
L'acuto che non ti aspetti!…
Purtroppo l'infortunio di Naomi ha dovuto far cambiare i piani originali e la deviazione di nome Cameron non ha portato beneficio. L'incontro è stato presso che nullo ma la presenza del suddetto match all'interno della card di Elimination Chamber ha trovato risposta nel colpo fortuito di Tamina ai danni della campionessa AJ Lee. Il sussulto che ha scosso l'arena è arrivato dal superkick che ha fatto per un attimo vacillare il regno più longevo di sempre delle Diva. Il finale con la squalifica e il gelo sceso tra AJ e Tamina ha regalato un piccolo barlume. Di certo la mancava vittoria di Cameron avrà evitato un infarto al mitico Stone Cold Steve Austin.

8 – CODY RHODES & GOLDUST vs. RYBACK & CURTIS AXEL
Tag team match sobrio, una contesa nella norma con delle accelerate improvvise quando Cody Rhodes entrava in azione. Probabilmente Axel & Ryback sono giunti al capolinea per tornare a continuare a fare carriera da singolo. Giusta invece la vittoria della coppia dei fratelli per continuare a orbitare intorno ai titoli detenuti dai NAO alla ricerca magari di uno spot per Wrestlemania.

7 – THE NEW AGE OUTLAWS vs. THE USOS
Classico incontro 2vs2, un 6 in pagella con margini di miglioramento.
I gemelli Uso hanno nelle proprie corde un alto indice di spettacolarità come dimostrato più volte in passato ma a EC si è deciso di preponderare per una linea più morbida. L'incontro non ha aggiunto spunti interessanti alla faida tra i due tag team ma la vittoria per i NAO in stile D-Generation X da un ulteriore conferma ai due ragazzacci che non tramontano mai, un punto fermo per la divisione.

6 – HULK HOGAN
Un annuncio senza l'effetto sorpresa come accadde per RVD e accolto di conseguenza con minore tono, ma Hogan è pur sempre Hogan. L'ufficialità che mancava è finalmente arrivata e per tutta risposta una risonanza mediatica mondiale. Bentornato Hulkster.

5 – BATISTA vs. ALBERTO DEL RIO
Come farebbe Batista prima di eseguire la sua finisher move…in alto i pollici…e fermiamoci qui. Personalmente trovo che sia sbagliato giudicare negativamente l'incontro tra Batista e Del Rio per il solo fatto dei fischi e de cori anti The Animal. Sebbene Dave sia tornato in WWE come face, il pubblico ha tutto il diritto di considerarlo o meno come tale e se come nel nostro caso viene a mancare l'appoggio da parte dei fan, ciò non va assolutamente visto come un fatto negativo per la federazione, una bocciatura per il wrestler e del match in cui è coinvolto. E' bene che il tifo e le proprie preferenze non vadano a influenzare il giudizio oggettivo.
Stando a questa premessa, l'angle del finto infortunio del messicano con susseguente attacco tramite l'uso delle stampelle si è manifestato come un diversivo valido e accettabile dando una tinta di colore. Per il resto le condizioni di Batista sono apparse soddisfacenti mentre Del Rio ha svolto egregiamente il tipico lavoro sporco da heel.

4 – LUKE HARPER & BIG E
Quinta posizione coabitata da il membro della famiglia Wyatt e dal campione intercontinentale per l'esecuzione a sorpresa di due manovre che hanno scatenato stupore ed esaltazione. Un bel “This Is Awesome” alla spear di Big E e al suicide dive di Luke Harper, entrambe attraverso la seconda corda, è più che meritato.

3 – ELIMINATION CHAMBER MATCH
Main event dal doppio volto e dal doppio giudizio che ha visto schierati da una parte tutti coloro che speravano invani un successo di Daniel Bryan, e tutti coloro che assistevano con serenità e consapevolezza lo svolgimento e l'epilogo dell'incontro. Il successo di Orton su DB ha rispettato i pronostici e rattristati i supporters dello #YesMovement. Nel complesso l'ordine delle eliminazioni e le interferenze esterne si sono manifestate come da programma il che se da un lato ha lasciato l'amaro in bocca, da un lato ha dato un senso di coerenza sulla linea intrapresa. Apprezzabile il tentativo di smorzare un finale preannunciato dalla presenza ingombrante di Kane all'interno della gabbia. DB che disinnesca il pin di Orton dopo la RKO subita ha per un momento mandato in palpitazione i cuori dei fan di Bryan. Scongiurata l'ipotesi di Christian nel ruolo della vittima sacrificale, riuscendo persino ad eliminare Sheamus con un pregevole Frog Splash. Buona la pensata di effettuare le eliminazione sopo dopo l'apertura di tutte e sei le camere.

2 – BIG E vs. JACK SWAGGER
Un incontro con i cosiddetti!…
Tanta roba nella contesa per il titolo intercontinentale come proprio vuole la tradizione. I due wrestler hanno dimostrato più volte nel corso della loro carriera di avere qualcosa "in più" rispetto allo stereotipo di un qualsiasi big man o di un qualsiasi lottatore tecnico. Entrambi hanno delle qualità ben evidenti che messe assieme garantiscono il risultato più che positivo che è andato in scena al ppv. Il tifo suddiviso al 50% e il coinvolgimento dell'arena è la testimonianza di come Big E e Swagger siano credibili, ben visti e ben voluti. I dieci minuti a disposizione sono stati ben spesi dando modo tra l'altro di godere a pieno di azioni di forza del campione IC e le azioni atletiche/tecniche dell'ex World Heavyweight Champion. Un apertura assolutamente convincente maggiormente apprezzata grazie all'aggiunta di una reazione improvvisa dell'All American American che ha tenuto aperta la possibilità di un cambio di titolo. Puntare sull'equilibrio tra un wrestler e l'altro si è rivelata una saggia scelta.

1 – THE WYATT FAMILY vs. THE SHIELD
C'era molto fermento nell'aria per assistere allo scontro tra le due stable e il faccia a faccia poco prima dell'incontro vero e proprio che ha scatenato la platea è segno di come a volte uno sguardo valga più di mille parole. Più che un match oserei dire una battaglia, una ventina di minuti lottati in maniera incessante. Ogni azione veniva eseguita con la giusta dose di ferocia dettata dall'astio costruitosi nelle settimane antecedenti al ppv. Ritmo incalzante dall'inizio alla fine tra spot che non ti aspetti e un finale in cui viene sottolineata la vittoria del branco a dispetto dell'altro. A dir poco eroica la resa di Roman Reigns che cade in battaglia dopo aver tenuto testa alla superiorità numerica per alcuni istanti. La buona riuscita dell'incontro sul wrestling lottato ha trovato conferma anche nell'ambito della storyline, merito dell'uscita improvvisa di Dean Ambrose che non farà altro che gettare benzina sul fuoco sulle frizioni interne dello Shield.