Bel debutto quello della Lucha Underground, con un main event spettacolare ed una buona dose di storie che sfondano la base dei telefilm e ci presentano un attore che impersonifica un heel della migliore tradizione messicana. Aggiungeteci alcuni tra i più riconosciuti atleti ex WWE e avrete uno show godibile e affascinante.

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Però questo debutto ha totalizzato appena 8 mila ascoltatori, un numero misero se proporrzionato alla pubblicità e agli sforzi della AAA nel proporre un progetto adatto al popolo latino ma anche al resto del mondo. Un progetto che Dave Meltzer ha presentato come "un remake della Wrestling Society X col booking di Vince Russo". Non è tanto lontano dalla realtà, ma non è questo il motivo di così scarso interesse. E' presto per parlare di flop, le risposte si avranno poi, ma è indubbio che quando si parte da un punto difficilmente si va a salire – a meno che tu non presenti un Rey Misterio o un Alberto del Rio da un momento all'altro.

Lucha Underground ha tutte le fattezze di un flop ma è sicuramente una scommessa da attendere. Bisogna avere pazienza anche perché è un progetto che non dice nulla di nuovo: rimarca passati esperimenti (WSX, Lucha Libre USA) cercando di avere maggiore fortuna. Bisogna avere pazienza ma anche lungimiranza, perché se questa breve stagione andrà male, poi sarà difficile ripartire più forti di prima. Non che non si possa fare, ma richiede uno sforzo economico in più che non so se la AAA vuole permettersi. Dopo tutto questa promotion nasce anche con l'intento di spostare lo sguardo in Messica dove tra Triplemania e Heroes Immortales c'è tanta carne al fuoco per appassionare americani, latini, europei e asiatici.

I problemi sono sostanzialmente due: Lucha Underground viene trasmesso su un canale dalla copertura limitata e presenta un prodotto di nicchia. E' indubbio che se un latino americano vuole vedere un po' di lucha cerca su internet gli show della AAA e della CMLL. Così come è indubbio che agli americani piacciano i funamboli messicani se inseriti in un contesto nazional-popolare. E il fatto che non rispecchi una novità la penalizza parecchio sotto tutti i punti di vista, passino Morrison e Ricochet ma il resto è la sagra del già visto sia come personaggi che come storyline. Un conto diverso sarebbe presentare Lucha Underground come uno Smackdown della WWE, ovvero riproponendo le storyline della casa madre con l'aggiunta dei wrestlers impegnati per questa stagione: questo potrebbe aiutarli a rendere più legate le ambizioni di pubblico e AAA.

La rete televisiva El Rey poi non raggiunge un pubblico vasto. Spike Tv, per dire, ha un raggio capillare dieci volte più ampio. Conta molto chi e come sa raggiungere uno spettatore, ma conta anche come lo spettatore recepisce il prodotto. Gli ascolti del primo episodio sono più bassi altri programmi della rete, segno che manca quell'X Factor che possa attirare il pubblico, quella peculiarità che lo interessi davvero. Potrebbe aiutare il passaparola di quegli 8 mila, ma come la TNA ha vissuto sulla propria pelle, una promotion che rimane solo in televisione e non si muove dal suo steccato riuscirà poco a svoltare la tendenza.

Bisogna avere pazienza e scommettere, scommettere tanto, scommettere ancora. Sebbene reputi Lucha Underground un progetto fine a se stesso, è chiaro che chi ci sta puntando deve proseguire e capire se è una perdita di tempo o meno. Almeno ci avrann provato. Almeno ci avrann divertito: nessuno infatti può dirsi insoddisfatto dei primi due episodi. Ci auguriamo per noi e per loro che le storie proseguano bene e che gli ascolti crescano. Altrimenti torneremo tranquillamente a seguire la WWE e la TNA come se non esistesse altro.

Corey
Dal 2007 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia e Coppa dei Campioni. Attualmente coordinatore ad interim del sito.