Spesso e volentieri quando si raccontano storie di Wrestling, si tende a pensare che più si va indietro più si riducono le possibilità di leggere o sentire racconti provenienti dall’esterno della WWE. Un po’ perché sempre è stata legata praticamente a quasi tutti gli elementi del movimento, un po’ perché per età della compagnia, tutti, o quasi, sono passati da li e soprattutto i più famosi e conosciuti, coloro che le storie possono portarle a galla, hanno avuto una carriera più o meno grande in quelle lande.

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Ci sono però altri aneddoti che arrivano da altre situazioni, da altre terre e altre compagnie, altrettanto importanti ma molto meno conosciuti. Per esempio, uno molto particolare avvenne a metà anni sessanta, fra Canada e Stati Uniti, con due protagonisti principali, un veterano dell’aeronautica militare americana e un Promoter e allenatore che tutti noi conosciamo piuttosto bene: Stu Hart.

Come detto era la metà degli anni sessanta e il buon Stu, accompagnato da quello che sarebbe poi stato in futuro campione del mondo della National Wrestling Alliance, Gene Kiniski, si apprestava a tornare a Calgary, da Edmonton, con il suo aereo privato. Un problema però, costrinse i due a tornare fino a casa in autostop. L’aereo infatti, a quanto riportato dal pilota Sam Menacker, avrebbe potuto subire il congelamento delle ali e non era il caso di decollare con quelle condizioni meteorologiche.

Nonostante la noia di dover chiedere un passaggio a uno sconosciuto, Stu e Gene tornarono a Calgary senza problemi mentre Sam rimase a Edmonton in attesa di un miglioramento delle condizioni meteo e della possibilità quindi di decollare e tornare all’hangar che attendeva l’aereo privato di Stu Hart nella città sede della Stampede Wrestling.

Qualche giorno dopo Stu, non avendo avuto notizie da Sam, decise di chiamarlo per sapere se il viaggio fosse andato bene e se fosse pronto per accompagnarlo in qualche altro viaggio verso una nuova città canadese o statunitense, per promuovere i suoi Show e andare avanti con il suo lavoro, decise di chiamarlo: non ricevette risposta. Preoccupato per le sorti del suo aereo e soprattutto del suo pilota, si recò nell’appartamento dove l’ex militare viveva, ma niente. L’unica cosa che gli restava da fare, era controllare l’hangar nel quale l’aereo avrebbe dovuto essere parcheggiato, ma anche li non trovò nulla se non vuoto.

Stu era abbastanza stranito, oltre che arrabbiato, soprattutto perché non era arrivata nessuna notizia di nessun incidente aereo nell’area e quindi, l’idea di un furto, cominciava a farsi largo nella sua testa. Un’idea che purtroppo si rivelò realtà ben presto, quando al passare dei giorni e delle settimane, dell’aereo e del pilota non giunsero più notizie.

Alla fine tutto venne fuori e lo stesso Stu Hart, vent’anni dopo, non poté non ridere di quella situazione bizzarra e incredibile. Il buon Sam Menacker infatti, stanco del clima gelido del Canada, decise di rubare, o come lui disse prendere in comodato d’uso, l’aereo della famiglia Hart per tornare a El Paso, in Texas, in una città dal clima mite e soprattutto conosciuto, nel quale aveva anche lavorato come Wrestler e come Promoter. La conferma che non fu un vero e proprio furto la diede anche Jim Cornette diversi anni dopo, che affermò durante un’intervista che Sam non era un ladro, semplicemente era un uomo un po’ problematico e non avendo possibilità economica per tornare in Texas in un altro modo, volò fino a li con l’aereo di Stu Hart, che però, volendo, avrebbe potuto riavere il suo aeromobile semplicemente, come se fosse poco, andando a riprenderselo.

La storia fu raccontata a metà anni ottanta dallo stesso Stu Hart a Mike Dupree, un famoso scrittore che si occupava di Wrestling e delle sue sfaccettature. In aggiunta, Stu, disse di come qualche anno prima Sam Menacker lo chiamò chiedendogli un lavoro. Stu gli disse che gli sarebbe servito qualcuno da mettere in TV per il suo Show di Wrestling e gli propose di raggiungerlo a Calgary..

..Sam, senza fare troppe domande lo raggiunse. Lo raggiunse in aereo, un aereo “preso in prestito” alla Southwest Championship Wrestling, un aereo preso in prestito a Joe Blanchard.. che qualche giorno dopo, come Stu Hart vent’anni prima, trovò il suo hangar vuoto e il suo aereo sparito.

GiovY2JPitz
Appassionato di vecchia data, una vita a rincorrere il Pro Wrestling, dal lontano 1990. Studioso della disciplina e della sua storia. Scrive su Zona Wrestling dal 2009, con articoli di ogni genere, storia, Preview, Review, Radio Show, attualità e all'occasione Report e News, dei quali ha fatto incetta nei primi anni su queste pagine. Segue da molti anni Major ed Indy americane e non. Jerichoholic nel profondo!
  • LANSE ARCIAAAAA !!!

    Doveva essere un personaggio sto Sam Menacker 😀

  • m4p0

    “Non era un ladro, ha solo rubato un paio di aerei.”

    • Scott Bulldog Stanley

      “Li ho solo presi in comodato d’uso.”

  • si ma che pezzo di merd@ haahahha

  • Raimondo Spada

    un innovatore incompreso: stava promuovendo il plane sharing molto prima di Uber con le auto… 🙂

  • ShowOFF

    Sarebbe bello farne una serie su youtube, questi racconti sono sempre coinvolgenti e ben scritti, a voce renderebbero ancora meglio.