E rieccoci nel nostro lungo giro d’Italia tra le federazioni italiane volto alla conoscenza dei wrestler italiani e delle loro capacità.

Oggi siamo in una caldissima Napoli d’estate dove ho il piacere di incontrare Gianmaria Barbaro, atleta e insegnante del Polo ICW di Angri. Un ragazzo che si è fatto largo nel panorama nazionale dopo alcune esperienze all’estero e che ad oggi è uno degli atleti più utilizzati della storica federazione italiana. Andiamo a conoscerlo meglio.

Chi è Gianmaria Barbaro e quando ti sei avvicinato al wrestling?

Gianmaria Barbaro è uno studente di 27 anni in Economia, prossimo alla conclusione degli studi, che ama viaggiare e invischiarsi in imprese impossibili o improbabili. Ho avuto il primo contatto con il Wrestling quando ero piccolissimo, credo che era all’incirca il 1993 quando sul Topolino (ebbene sì alla tenera età di 4/5 anni leggevo già :D) venivano pubblicizzate le action figures Hasbro dell’allora WWF e venni letteralmente rapito da quelle di personaggi pittoreschi e colorati come Hulk Hogan e Macho Man Randy Savage. Da allora è stato un vero e proprio amore che ha trovato la più netta opposizione da parte di mia madre, che mi vietava di vedere il wrestling perchè troppo violento, ma sono sempre stati sempre tentativi vani in quanto grazie alla complicità della nonna e della mia leggendaria “capa tosta” di riffa o di raffa sono sempre riuscito a seguire il Wrestling fino a sognare che un giorno sarei salito anche io su un ring e ad imitare le gesta degli eroi che mi avevano fatto innamorare di questa disciplina. Purtroppo per me, e per tanti altri ragazzi che condividevano il mio sogno, l’Italia era tutt’altro che la patria del Wrestling, soprattutto il Sud Italia, e quindi ho dovuto virare su altri sport da combattimento come la Kick Boxe o la Lotta Greco Romana o di contatto come il Rugby finchè un giorno la ICW non ha deciso di aprire una propria scuola anche qui al Sud, praticamente a 2 passi da casa mia e alla tenera età di 24 anni ho finalmente avuto un modo per cercare di realizzare un sogno che ormai stava prendendo solo polvere nel cassetto e non mi sono più fermato…

Dove nasce la tua gimmick da “Street Dog”? Perché l’hai scelta e cosa caratterizza?

Bisogna innanzitutto chiarire che Street Dog è tipo un nickname che aveva un personaggio che utilizzavo nelle e-fed fin dal 2005 circa quindi molto prima che mettessi piede effettivamente su un ring. Ti svelerò un segreto, io avrei sempre voluto utilizzare Jimmy Barbaro come ring-name che altro non è che una sottospecie di diminutivo inglesizzato del mio nome e il mio cognome, ma quando ho fatto il mio esordio per mia sfortuna era già presente Goran Il Barbaro e per non creare confusione ho dovuto virare verso altre scelte e la più logica è stata quella di prendere quello che sarebbe stato il nickname “Street Dog” Jimmy Barbaro e renderlo il ring-name almeno per l’Italia e la ICW. Avevo deciso di adottarlo perchè molti mi avevano detto vedendomi lottare che avevo l’atteggiamento di un mastino o di un cane da presa non dando respiro all’avversario, ma anche perchè l’idea del randagio ben si sposava con il personaggio che avevo in mente e che non è molto distante da chi sono davvero…io sono Napoletano anche se ormai vivo in provincia di Salerno, sono Napoletano e mi sento fortunato non essere caduto in quella trappola in cui molti ragazzi della mia età e della mia zona cadono cioè quello che molti definiscono il Sistema o comunemente detta Camorra o semplicemente la delinquenza minorile. Mi sento fortunato perchè nonostante ne avessi avuto la possibilità non mi sono lasciato tentare e ne sono fuori ma nonostante mi senta fortunato io sono arrabbiato con il mondo perchè vedo tanti altri ragazzi che non hanno avuto la mia stessa fortuna, e vedo che nonostante gli orrori e lo schifo in cui viviamo il mondo se ne sbatte di quei ragazzi e di ciò che a loro accade e questo mi fa rabbia. E mi fa ancora più rabbia come quei ragazzi sono ciechi e non si rendono conto di come stanno gettando nel cesso le loro vite, e indicano quelli come me chiamandoci “disadattati” “diversi” “randagi”…ebbene si io sono un randagio, un randagio incazzato con il mondo, non sono perfetto, ho i miei problemi e le mie nevrosi… ma sono fiero di quello che sono e continuerò a ringhiare e a mordere contro i “ciechi” e contro chi se ne sbatte il cazzo.

Hai avuto modo di lottare e allenarti all’estero: quali sono state le tue esperienze e quanto e come ti hanno fortificato? Cosa hai imparato?

Ho avuto modo di allenarmi, nelle tre nazioni che attualmente sono al Top del Wrestling Europeo: Inghilterra, Germania e Scozia. Per tutte e tre sono state esperienze differenti, incontrando scuole di pensiero differenti e modi di lottare differenti, vivendo esperienze piacevoli e spiacevoli che però hanno fatto in modo di farmi crescere davvero tanto sia sul ring che fuori dal ring aprendo la mia mente verso un modo di concepire il Wrestling totalmente differente da quello che mi ero fatto stando in Italia (NB: prima di andare ad allenarmi in Inghilterra e Scozia in Italia la mia esperienza nel Wrestling Italiano era stata veramente breve o addirittura nulla riducendosi sostanzialmente a una Battle Royal) cambiando anche il modo di avvicinarmi agli show e soprattutto sul come “mettermi in luce”, infatti in Scozia notavo che gli altri giovani Wrestler anche se non erano bookati negli show erano sempre presenti ad aiutare come staff e per ascoltare e osservare i veterani che si preparavano per i loro match, ma soprattutto avevano sempre con se la borsa con il ring attire pronti nel caso in cui i promoter avessero avuto necessità di loro. Ciò mi ha portato, al mio ritorno in Italia, ad imitarli a fare letteralmente viaggi della speranza per essere presente a tutti gli show ICW, anche quando non ero in card o non c’era nessuna speranza di poter essere inserito in assenza di qualcuno, sempre pronto ad aiutare, ad osservare, ad ascoltare e soprattutto di rubare i segreti da chi ne sapeva, e ne sa, più di me nell’arte di fare Wrestling.

Un’altra cosa che l’esperienza all’estero mi ha insegnato, e di ciò devo ringraziare soprattutto due persone che me l’hanno veramente insegnato cioè Big Damo O’Connor e Massimo Italiano, e il rispetto verso il mio ruolo e il mio lavoro, ma soprattutto a farlo rispettare dagl’altri che siano i promoter o che siano semplicemente i fan. Molto spesso ci si dimentica dell’importanza e del rispetto per il proprio lavoro e per paura di perdere, i già risicati, bookings italiani si permette di farlo dimenticare anche a promoters e fans. Io penso che ciò sia sbagliato perchè noi in Italia sostanzialmente ci guadagniamo poco…spesso niente…ancora più spesso facciamo viaggi lunghissimi e faticosi per arrivare in location improbabili e sperdute o semplicemente dall’altro capo della penisola rispetto alla nostra residenza; ancora più spesso rinunciamo a passare il week end con le nostre famiglie, i nostri amici, le nostre fidanzate/compagne/mogli tutto ciò per puro spirito di sacrificio e per cercare di far crescere una disciplina che è molto bistrattata in Italia, ciò accade anche durante la settimana perchè per poter essere in grado di salire sul ring c’è bisogno di allenarsi duramente sia sul ring che in palestra, e ciò va fatto durante le ore libere da studio/lavoro sottraendole alle persone già citate, senza dimenticare che salire su un ring e prendersi bump su bump non è certamente una passeggiata per le nostre povere schiene. E a fronte di tutto ciò cosa accade? Spesso ci tocca avere a che fare con persone che di queste nostre rinunce, di questi nostri sacrifici porta poco rispetto o anche nessun rispetto trattandoci come se fossimo dei coglioni capitati lì per caso, non mantenendo promesse fatte (spesso così semplici da mantenere che ci riuscirebbe il mio gatto), non pagando il gettone dovuto e che magari ti rinfaccia anche qualche fesseria. Ciò per me va non va per niente bene, perchè ci si riempie la bocca di “Rispetta il Wrestling” o di “Dobbiamo far crescere il movimento”, ma se manchiamo delle basi dei rapporti personali e di lavoro…allora non cresceremo mai. Magari a qualcuno potrà sembrare una fesseria, ma questa è stata la cosa più importante che mi è stata insegnata e non me ne frega niente se qualcuno può farsi una cattiva idea di me o reputarmi un megalomane con le manie di grandezza…io non sono migliore di nessuno degli atleti che salgono sul ring in Italia, ma ci tengo che il mio e il loro lavoro, che i miei e i loro sacrifici, che le mie e le loro rinunce…siano rispettate. Questa è l’insegnamento più grande che ho ricevuto.

Quali sono le differenze tra l’Italia e l’estero? Dove dobbiamo migliorare e cosa si può fare per crescere? Come vedi l’attuale panorama italiano?

Qualcuno dirà che è una stronzata…ma le differenze tra l’Italia e l’Estero sono poche o quasi nulle…in Italia abbiamo la tendenza ad essere esterofili, a dire che all’estero è tutto più bello o migliore di ciò che abbiamo a casa nostra, ma crediamo che anche in UK o in Germania sia tutto rose e fiori? Personaggi discutibili che orbitano nel Wrestling ci sono anche lì con l’unica differenza che lì abbiamo una fanbase del Wrestling ormai matura e molto più ampia che tende ad essere più critica e libera nell’opinione rispetto a quella Italiana andando ad indicare e ad “ostracizzare” (permettetemi il termine) quelle realtà che sono più dannose che altro per il loro panorama e a dare un risalto, alla pari o quasi, per tutte quelle realtà che si operano concretamente per permettere che il Wrestling locale cresca davvero.

Spesso crediamo che i nostri Wrestler siano meno bravi e preparati di quelli oltremanica o di terra teutonica e che non siano in grado di tirar fuori match a 5 stelle come quelli che possiamo vedere nelle varie RevPro, PROGRESS, ICW. Invece eventi come quelli dell’ASCA o quelli di altre realtà (perdonatemi se non le cito tutte ma non riesco a portare a mente tutto), dove ci sono molti wrestler stranieri, hanno smentito tutto ciò mostrando come i wrestler nostrani non solo possono lavorare alla pari con i loro colleghi stranieri, ma possono anche raccogliere i loro complimenti e strette di mano smentendo la credenza che i Wrestler Italiani siano gradini sotto di loro. E tutto ciò lo dobbiamo anche a quei ragazzi che hanno fatto armi e bagagli e si sono trasferiti all’estero per inseguire i loro come Massimo Italiano o Antonio de Luca permettendo a chi è rimasto in Italia di alzare il loro livello tecnico quando magari tornano in patria.
Tutto ciò ha anche permesso ad atleti Italiani formati in Italia di raccogliere bookings costanti all’estero, vedi Red Devil in ASW o Red Scorpion con la NEW o a Malta con la PMW o uno che tutti si dimenticano Max Peach che ormai è una presenza fissa ai tv tapings WAW, e a tanti altri di farsi coraggio e di affrontare viaggi all’estero per periodi di training o di trasferirsi in pianta stabile facendo nascere così una generazione di Wrestler Italiani con un potenziale maggiore che non si è mai visto.

Ah si forse le unica grossa differenza tra noi e l’estero sono lo spirito di collaborazione, ok abbiamo già fatto grandi passi rispetto al passato avendo grandi show in cui appaiono Wrestler proveniente da tante diverse realtà, cosa che non ci saremo mai sognati fino a cinque anni fa. Ma io ancora non riesco a vedere il grado di collaborazione tra realtà che ho visto all’estero, ma sono fiducioso che anche questa differenza presto sarà abbattuta e che si arriverà a breve a un nuovo modo di concepire e vivere il Wrestling Business. E un’altra differenza non è dovuta all’ambiente interno del panorama del Wrestling Italiano, ma a tutto ciò che esterno infatti si trovano innumerevoli difficoltà e problemi posti da agenti esterni nell’organizzazione di uno spettacolo, cosa che all’estero accade con frequenza minore e con problemi minori.

Se dovessi fare una classifica degli atleti che vorresti incontrare, chi sceglieresti?

Oddio, hai una domanda più facile? Direi che tra tutte quelle che mi hai fatto questa sia veramente la più difficile da rispondere perchè io non ho una lista di wrestler che vorrei affrontare, ho tipo un camion pieno di nomi di wrestler che vorrei affrontare, quindi proverò a ridurla al minimo…credo…

Facciamo così…la dividiamo fra: Italiani, Stranieri Fattibili o Improbabili, Stranieri Impossibili. In Italia mi piacerebbe fare un match 1vs1 con Max Peach, è un mio compagno di allenamento ma non abbiamo mai avuto la possibilità di salire su un ring e metterci alla prova 1contro 1 e secondo me uscirebbe fuori qualcosa di molto bello e divertente. Poi mi piacerebbe affrontare Red Scorpion, Charlie Kid (vi svelo un segreto…questo match si doveva già fare ma poi è saltato >.<), Mr Excellent, Doblone, Antonio de Luca e David Graves. Per quanto riguarda gli stranieri fattibili o improbabili, ho avuto modo di salire su un ring in allenamento con Joe Coffey e mi sono divertito un mondo e mi sono trovato molto bene quindi mi piacerebbe molto lavorare con lui, mi piacerebbe lavorare con Lewis Girvan, con Mark Haskins, Chris Hero, Axel Rotation, Josh Bodom …e oddio so troppi. Gli impossibili… beh Kurt Angle sarebbe un fottuto sogno, ma anche Prince Devitt, Austin Aries ed ECIII.

Quanto è difficile fare wrestling al sud? Come procede il polo di Angri e quali sono i vostri obiettivi?

Fare Wrestling PER BENE al Sud è qualcosa di tipo assurdo, devi essere per forza un fanatico o un essere dotato di una forza di volontà assurda. Tralasciando i costi che si moltiplicano, ma i problemi più grandi sono proprio le reticenze di possibili sponsor o delle amministrazioni comunali che ci classificano come una baracconata o qualcosa che non seguirebbe nessuno, ignorando completamente che solo in Campania ci sono qualcosa come 300.000 fans di Wrestling e almeno altrettanti sparsi per le altre regioni del Sud Italia. Per non parlare del fatto che molto spesso si ha a che fare con persone che fanno il loro lavoro come se stessero limandosi le unghie dimenticandosi di svolgere compiti per te essenziali alla realizzazione di uno spettacolo e costringendoti a fare brutte figure non solo con gli sponsor, ma anche con i fans quando ti vedi costretto a dover rinviare lo spettacolo o addirittura a cancellarlo per qualcosa che non dipende assolutamente da te. Queste però sono difficoltà che non ci fermano e che non ci impediranno di poter realizzare qualcosa di importante anche qui e dimostrare a tutti che esistiamo anche noi e lo abbiamo già dimostrato in passato portando al Memorial “Vincenza Avino” 200 persone per uno show organizzato e pubblicizzato in appena 10 giorni, immaginate cosa possiamo fare con le giuste tempistiche.

Il polo ICW di Angri procede bene abbiamo ragazzi motivati e che si impegnano, e che soprattutto non hanno fretta di salire su un ring con una preparazione approssimativa ascoltando le parole di due poveri fessi come me e Max Peach, che nonostante abbiano ancora tanto da imparare e che non si sentono ancora pronti ad essere trainer, sono sempre pronti a dispensare consigli e a lavorare con loro per dare a loro e a tanti ragazzi come loro la speranza di vedersi un giorno sul ring più importante.

Un giorno qualcuno mi disse che quando ti poni degli obiettivi non ti devi porre limiti altrimenti non realizzerai mai nulla…questa è la filosofia che ho applicato agli obiettivi del polo ICW di Salerno, sogniamo in grande, sogniamo di crescere, di poter dare la possibilità di realizzare i propri sogni a tanti ragazzi, di poter un giorno far nascere in ogni grande città della Campania una scuola di Wrestling dove poter permettere veramente a tutti di dare vita a questi sogni. Noi sogniamo di poter rendere la regione con probabilmente più fans di Wrestling in Italia uno dei fulcri principali del Wrestling Italiano e per fare ciò lavoriamo ogni giorno, incontriamo ostacoli, persone che fanno tante promesse e poi spariscono, ma non ci fermiamo…magari inciampiamo ci fermiamo per un attimo, ma poi ritorniamo a lavorare per realizzare i nostri obiettivi.

Quando si parla di ICW, c’è un malcelato fastidio sulle opinioni dei wrestler ICW per l’aria da “saputelli” che alcuni vedono. Credi realmente che il roster ICW si ponga in modo arrogante verso i colleghi? Pensi ci sia una “superiorità culturale” della ICW verso gli altri? Oppure è una sbagliata sensazione di chi vi legge/sente?

Bisogna pensare che ovunque ci sono personalità che possiamo definire “egocentriche” o semplicemente i classici “saputelli”; ciò accade in ICW, probabilmente accade in WIVA, in TCW, in ASCA, in FCW o qualsiasi altra realtà Italiana, ma sono sempre una minoranza di quelle persone che formano una realtà e questo non deve far nascere dei pregiudizi verso questa o quell’altra realtà.

Parliamoci chiaro, la ICW ha una storia ormai decennale tanti Wrestler sono saliti sul ring ICW, tanti Wrestler hanno lasciato la ICW con il loro carico di rancori, di problemi, di risentimento o di qualsiasi altra cosa che ci si può portare dietro quando c’è una separazione pacifica o meno. E questo carico molto spesso si trasforma in storie che vengono raccontate e spesso ingigantite man mano che passano di voce in voce facendo nascere così storie assurde su Tizio o su Ca….Sempronio. Facciamo un esempio. In passato si diceva che la ICW non fosse aperta a collaborazioni con altre realtà…scusate in passato il titolo ICW non è stato difeso durante uno show TCW? E attualmente i Wrestler ICW non fanno presenza fissa negli show ASCA o di altre realtà? Abbiamo visto wrestler ICW in FCW, in PWE, in WIVA, in KOX, in Rising Sun…ovunque! Questa diceria era nata dal semplice fatto che nessuno era mai venuta a chiedere una collaborazione alla ICW aspettandosi magari che dall’altra parte invece fosse chiesta e appena qualcuno ha avuto il coraggio di farlo…puff si è dimostrato che ciò fosse solo una diceria.

Io credo che lo stesso sia per quest’aria di superiorità che mi hai appena citato, lo ripeto non nego che ci sia chi si sente superiore agli altri e magari lo è anche ma lo esprime nella maniera sbagliata, ma non facciamo di tutta l’erba un fascio a fronte di 2 o 3 persone “saputelle” in ICW posso citarne altre 100 che non lo sono… Poi siamo onesti…ciò era molto più vero quando c’erano le cosiddette “guerre dei poveri” tra le varie realtà…ormai queste guerre sono superate, superiamo anche le dicerie che non fanno per niente bene al nostro movimento.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri? Cosa vorresti fare nel medio termine (in ICW e non solo)?

Come “trainer” e responsabile del polo di Salerno te li ho già detti i miei obiettivi…quelli come Wrestler al momento sono un po’ in stallo anche perchè al momento sono immerso in impegni che potrebbero cambiare a breve la mia vita facendo saltare obiettivi e possibilità che ora potrei pormi e che un giorno potrei non poter più raggiungere per questioni semplicemente di tempo e non sono il tipo a cui piace guardarsi alle spalle e vedere obiettivi non realizzati. Ma ti dirò che comunque ho degli obiettivi che nonostante questi impegni…uno su tutti e questo farà ridere un po’ di gente…è migliorare l’aspetto fisico mi rendo che non sono un bronzo di Riace, ma nonostante faccia allenamenti assurdi tra rugby wrestling e palestra…provateci voi a dire di no alla nonna napoletana che attenta alla tua linea ogni sera con il solito “Ma non hai mangiato niente… sei così sciupato”. A parte gli scherzi uno degli obiettivi che penso di poter realizzare e posso impegnarmi a farlo è quello di personalmente rendermi uno dei punti fissi della ICW da qui a un paio d’anni, ma soprattutto quello di portare sotto gli occhi di tutti che non solo io ma anche gli altri atleti campani sono in grado di poter essere alla pari con tutti e quindi magari di lavorare un po’ di più fuori dalla ICW…promoters non preoccupatevi che costiamo tanto di viaggio…vi facciamo gli sconti. A parte gli scherzi effettivamente è difficile notare gli atleti quando hai poche possibilità di vederli, mi auguro di avere io e i miei ragazzi più possibilità di metterci in mostra.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".