Guardando al passato, tra tutti le modifiche occorse alla disciplina, quello che reputo più evidente, forse per questione di interesse e passione verso il bodybuilding, è il cambiamento fisico e strutturale dei lottatori.
In particolare in WWE, agli atleti era richiesto un certo rapporto altezza/peso (HP) per poter solo varcare le porte dei palcoscenici più importanti.

Difatti, facendo un salto nei ruggenti anni 2000 (in piena R.A. Era), il mid e l’upper carding era invaso da lottatori ben al di là dell’uomo medio, per stazza, fisicità e altezza.
Basta fare riferimento ai vari Jindrak, Tomko, Morgan e, più tardi, Masters e Lashley per rievocare alla mente veri e propri scontri tra titani che affollavano la scena del wrestling mondiale.

Agli altri, ai meno dotati fisicamente o a chi non voleva sacrificare troppo sull’altare della disciplina (leggasi: steroidi), erano riservati posizionamenti nella card di minor livello e/o in altre federazioni.
E’ verosimile sostenere che, in quegli anni, gente come Daniels, Styles, e Bryan, seppur dotati di immenso talento, avrebbero trovato ben poco spazio nella card.

Anche chi, per sfortuna genetica, non era dotato di un fisico imponente, come Benoit e Guerrero, si vedeva costretto, per tenere il passo con gli standard richiesti, a usare e abusare di sostanze dopanti, in grado di alterare la loro fisicità.

Ma ora, se si guarda alle maggiori compagnie mondiali, si fa fatica a rinvenire lottatori che possono, almeno dal punto di vista fisico, essere equiparabili ai nomi poc’anzi citati.
Difatti, per quanto esistano i big men (Lee, Big E, Reed ecc…), questi portano in scena un fisico, benché possente, ben più rotondo dei loro predecessori, in un mix di grasso e muscoli che si può facilmente riassumere nella locuzione “panzone forzuto”, tanto cara al mio collega Danilo.

La normalità, invece, risulta essere oggi (ben) rappresentata da fisici come quelli di Cody, Omega, Cole e Styles: atletici e muscolosi, ma senza dettar scandalo.
Lottatori come Cage, che (lo ricordo) si diletta anche in competizioni di bodybuilding nel circuito non professionista (NPC), o Strowman, ex strongman professionista, rimangano, pertanto, casi isolati.

Ma allora cosa è cambiato da 20 anni ad oggi?

Innanzitutto, è cambiata l’attenzione mediatica e sociale verso il problema dell’abuso di sostanze anabolizzanti, anche e soprattutto all’interno della disciplina stessa.
Morti come quella di Eddie e di Benoit -si dubita ancora che gli steroidi possano aver contribuito al suo tracollo psichico- hanno lasciato il segno nei fan, nei lottatori e nella stessa compagnia.

Per evitare nuove e possibili tragedie, sono, pertanto, aumentati (almeno in WWE) i controlli sull’uso di queste sostanze, con il noto, benché criticabile, Wellness Program.

A coadiuvare questa transizione fisica, ci ha pensato anche una evoluzione della disciplina, con i fan sempre più coinvolti da incontri spettacolari, messi in scena con grande dinamismo e atletismo, che da quelli più fisici e brutali.

Il risultato finale è che, ad oggi, show come NXT e Dynamite vedono protagonisti, per la maggior parte, lottatori che ben potrebbero essere classificati come pesi leggeri o, sicuramente, dotati di una fisicità di gran lunga più naturale.
E anche nel main roster della WWE, dove le vecchie abitudine sono dure a morire, si sta vedendo una netta evoluzione in tal senso, al netto del tentativo (vano) di nascondere la pancia di Lee.

Insomma, da questo punto di vista, il wrestling ha preso una strada virtuosa, innovandosi positivamente.

Voi avete notato questo cambiamento? Da che cosa è stato causato?

My 2 cents…

Claudio

Claudio
Nel sito dal 2014, editorialista occasionale, blogger di 205 Live, nonché una delle voci del ZWRadio Show. Orgogliosamente sardo, venne folgorato da un Velocity su Italia 1 in giovane età; da allora non ha più smesso di seguire il Wrestling.