La carriera di Samoa Joe è divisa in tre fasi: una prima in Ring Of Honor, una seconda in TNA, e un’ultima fase, ancora in corso, in WWE. Durante il suo periodo in Ring Of Honor sfornò match strepitosi, soprattutto la sua trilogia contro CM Punk, ed è proprio questo periodo che lo portò ad essere ricercato dalla TNA, e in modo meno presente dalla WWE, che anni dopo rimedierà. Nel 2005 Joe lavora sia per la Ring of Honor che per la TNA (prima che quest’ultima chiedesse l’esclusività dei wrestler rendendo orfana di nomi illustri come Styles, Daniels e lo stesso Joe il resto delle compagnie), tutti sapevano chi fosse, tutti riconoscevano quanto fosse bravo e quanto stoffa avesse. Tutti riconoscevano in lui l’essere uno dei migliori.

Kenta Kobashi è una vera autorità nel wrestling, maestro di Hideo Hitami, allievo a sua volta di Dory Funk e Giant Baba. Bisogna aggiungere altro? In tutta una carriera durata quasi venti anni, Kobashi non aveva mai lottato in America, pensava non sarebbe stato apprezzato, pensava anzi che il pubblico lo avrebbe odiato data la sua provenienza.

Sin dal primo momento in cui è arrivato negli spogliatoi, Kobashi continua ad essere nervoso, temeva in un’accoglienza tipica riservata all’heel straniero in stile Iron Sheik. Ma tutti lo tranquillizzano “Ti adorano, credimi”, lo tranquillizza Samoa Joe, ma lui non gli crede, non succederà mai. Il primo ad entrare è Samoa Joe, il pubblico lo acclama e lo chiama a gran voce. Appena il suo ingresso finisce, il pubblico chiama a gran voce Kobashi, non con odio, ma con entusiasmo. La musica parte, i fan si ammutoliscono, Kenta esce e il palazzetto esplode. Il wrestler nipponico è incredulo, non sa che fare. Si blocca qualche secondo, si guarda intorno e decide di alzare i pugni in aria, in segno di saluto. Il pubblico apprezza, continuano a chiamare il suo nome e a chiedergli cinque da tutte le parti. Per tutto il match rimane sempre un po’ spaesato, non sa cosa stia succedendo, non capisce il perché di questa reazione smodata da parte dei fan americani: lui è uno straniero venuto nel loro paese per battere il loro beniamino nazionale, perché mi acclamate?

Il match è piuttosto duro, con colpi molto stiff, che ha regalato ai due lottatori non solo ulteriore fama, ma un giudizio da 5 stelle da parte di Dave Meltzer, che prima dell’era Omega-Okada era oro colato. Tutto questo retroscena per rendere un match già di per sé grandioso, ancora più interessante.

Leonardo
20 anni, Roma, appassionato di wrestling da lontano boom del 2006. Seguo parecchie Indy e più ne conosco, meno tempo libero ho, Promotion preferita PWG/Progress. Wrestler preferiti: Roderick Strong, Chris Hero/Kassius Ohno.